Briefnr. 196

Portia an C. Aldobrandini - Graz, 1596 Oktober 21

Band 4

Regest

Für bevorstehenden Huldigungslandtag Gespräche über kaiserliche Kommissare und Forderung der Landstände nach Bestätigung der von Erzherzog Karl gewährten oder erweiterten Religionskonzessionen. Ferdinand zwar standhaft, aber wegen der Kosten der Türkenabwehr von den Ständen abhängig. Bei Ablehnung religiöser Forderungen Unruhen des häretischen Volkes möglich, bei Gewährung schlechte Folgen (wie in Schweden). Erzbischof von Salzburg, Papst, König von Spanien und Herzog von Bayern mögliche Helfer gegen Ausweitung der Macht der Häretiker in Steiermark, Kärnten und Krain; Prälaten und Katholiken Innerösterreichs zur Hilfe Ferdinands geeinigt. Nach dem Verlust Egers/Erlaus Ermunterung der Fürsten, vor allem Sigismunds empfohlen.


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ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 162r–163v, Orig., P. S. eigenhändig


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Da quello che s’intende, si potrebbe presto intimar la dieta di queste provincie, dalle quali il prencipe doverà ricevere l’homaggio e giuramento di fedeltà, e se ben difficilmente potrà essere prima del mese di decembre,1trattandosi hora delle persone che potrebbon’ esser commissari a quest’atto per nome della M.tà dell’imperatore. 2Si comincia però a discutere e considerare tra questi consiglieri questa materia, la quale in somma si riduce a queste difficoltà che le tre provincie, cioè Stiria, Carinthia e Carniola, fra se unite, dimanderanno all’arciduca la confermatione di quello che le ha concesso l’arciduca Carlo di s. memoria cioè la libertà della religione e l’essercitio luterano, 3il qual’è pubblico in Gratz et in Iuddemburg come città di Stiria, Clanfurt di Carinthia, com’è anche Villacco, e Lubiana della Carniola, oltr’a molt’altri luoghi, ne’ quali la nobiltà et il popolo hanno condotta de’ predicanti luterani, de’ quali se servono contra la volontà del prencipe presente o de’ passati.

A questa dimanda il prencipe non può né deve consentire in modo alcuno per le ragioni che gli sono state più volte dette da me e da altri, dalle quali dimostra non solo di esser persuaso, ma anche risoluto; con tutto ciò è anche da temere per molte ragioni di qualche considerabil difficoltà, e principalmente che le provincie gli siano per negare il giuramento senza la sudetta concessione; poich’essi hanno per usanza di chieder prima dal prencipe la confermatione di tutti i privilegi e concessioni, havute da prencipi antecessori et, ottenute quelle, di giurare al prencipe l’ubbidienza e fede di vassallo; et non consentendo il prencipe alla dimanda loro, essi ricuseranno di prestar quello di che saranno richiesti: di più la plebe ch’è tutta heretica, animata dalla nobiltà o d’alcun più sedicioso, potrebbe venire a sollevatione e tumulto, contra’l quale s’il prencipe non si troverà preparato, o si dovrebbe ritirare per convenienti rispetti, o vero lasciarsi ridurre a termini miserabili, con pregiudicio dell’anima e de suoi stati, come avvenne già nel regno di Suetia, e con quella conseguenza c’hoggi si sente da quelle parti;4anzi maggiore per la qualità delle provincie e delle persone ch’in queste si trovano. Queste cose si sono dette e considerate più volte, ma in fatti non si vede sicuro rimedio, per impossibiltà del prencipe, il quale da se può molto poco, havendo le provincie tutte le rendite nella sua dispositione, cioè la maggior parte e l’autorità nell’armi e nelle persone che le maneggiano, e tutti i conseglieri di guerra sono heretici e dipendono dalle medesime provincie, dalle 236quali son’anche pagati. Né questi provinciali che stanno attentissimi a questa materia lasciano di dire negli angoli perché sia rifferto anche al prencipe che quando gli sia posta difficoltà nella concessione sudetta, non contribuiranno nella guerra contra turchi, 5alla quale com’essi dicono, si sono sempre dimostrati prontissimi aggiungendo ch’il prencipe dovrebbe considerare che non ha più pronti aiuti per questi suoi confini che quelli delli provinciali, che dall’imperio e da prencipi d’Italia non occorre che speri, con altri simili argomenti che quando mi vengono rifferti da certe persone mi fanno temere et adirare insieme per la lor gran malignità. Spero con tutto ciò nella buona volontà e dispositione de’ prencipi, i quali, se ben sono nell’angustie che si veggono, tuttavia sono costanti nella promessa che mi fecero fin l’anno passato. Per questo hora pensano di richiedere l’arcivescovo di Salzburg accioché si contenti d’esser commissario per nome dell’imperatore in questa attione, et anche accioché, com’ordinario, diffenda nel medesimo tempo la giurisditione degli ecclesiastici contra l’usurpatione degli heretici e per conseguenza la religion cattolica ancora. Havevano questi provinciali havuto in animo d’haver l’elettor di Colonia per questo effetto; ma per la lontananza e per gl’incommodi del viaggio l’imperatore ha giudicato che non fosse per essere opportuno, né per poter ridursi a tempo in queste parti. 6

Hora vedrà V. S. Ill.ma dall’aggiunto foglio7se le parerà esser conveniente et a proposito che N. S. avvertisca e dia animo insieme a questi prencipi ch’attendano a queste attioni senza pregiudicare all’anima, alla riputazione et a dominii loro, i quali senza dubbio anderebbono a manifesta ruina, se gli heretici seguitassero com’hanno fatto quest’anni adietro; non mostrando però diffidenza alcuna della lor volontà, la quale certo è prontissima, ma facendoli cauti dell’astutie degli heretici, i quali non crederanno forse ch’eglino possano per se stesso quanto basti ad un effetto tanto importante; e potrà considerare anche V. S. Ill.ma con che parole si potesse offerirgli l’assistenza di S. B.ne, dargli speranza di quella del re di Spagna, oltr’a quella dell’imperatore e del duca di Baviera perché in somma si può dire ch’in quest’attione si sia per ricuperare o perdere tutte tre queste provincie alla religione cattolica e se non si sarà preparato con qualche rimedio et aiuto conveniente al pericolo et al bisogno, è da temere qualche gran danno e pregiudicio, e così tengono i più savi prelati e cattolici di queste provincie e si conosce e vede manifestamente che fra loro sono già collegate e preparate 237Stiria, Carinthia e Carniola per far quella resistenza che potranno, e la faranno maggiore quanto che conosceranno il prencipe debole d’assistenza de prencipi, di conseglio, d’aiuto e di denari, le quali cose fin’hora credo, anzi so di certo che mancano. 8Ch’è quanto m’occorre di significare a V. S. Ill.ma in questa materia …

(P.S.): Di V. S. Ill.ma et Rev.ma, la quale potrà considerar a S. B.ne che per questa perdita di Agria9si perderà l’animo da tutti questi prencipi et che per questo converrebbe forsi animarli con officii et lettere, 10et particolarmente il prencipe transilvano, delle cui ressolutioni qui si teme più che mai; et si lachrima et piange tante necessità et miserie ad un tratto. Dio N. S. aiuti et diffenda la sua christianità.


Fußnoten

  • 1 Die Huldigung der Steiermark erfolgte am 12. Dezember 1596: Nr. 228. 
  • 2 Siehe Nr. 223. 
  • 3 Brucker Religionspazifikation vom 9. Februar 1578: Schellhass, Religionspazifikation, S. 266–277; Loserth: Eine Fälschung des Vicekanzlers Wolfgang Schranz, MIÖG 18 (1897), S. 341–361. 
  • 4 Der schwedische Reichstag fasste im Herbst 1595 Beschlüsse zur Vernichtung der katholischen Kirche: Pastor XI, S. 389. 
  • 5 Siehe Nr. 141, 153. 
  • 6 Kommissare des Kaisers und der anderen Tutoren wurden Bischof Christoph Andreas von Gurk, Leonhard von Harrach den Älteren, Hans Ambros Graf von Thurn, Johann Graf von Ortenburg, die Reichshofräte Hans Freiherr von Haym und Dr. iur. Michael Eham: Loserth FRA II/58, S. 212. 
  • 7 Nicht vorhanden. 
  • 8 Breven vom 9. November 1596 betreffend Huldigung, an Erzbischof von Salzburg, Bischöfe von Laibach, Gurk und Seckau, sowie die Äbte und Prälaten am Landtag: ASV, Ep. ad Principes, Registra 28, f. 376r–381r. 
  • 9 Am 12. Oktober fiel Eger/Erlau: Hammer IV, S. 265 f.; Jorga III, S. 321 f.; siehe Nr. 191, 199. 
  • 10 Breven vom 23. November 1596 an Rudolf II. und Maximilian: ASV, Ep. ad Principes, Registra 28, f. 388v–391v.