Regest
Verlustreicher Rückzug der Türken von Petrinja nach Bosnien. Gerücht von Bestrafung des Paschas wegen Petrinja. Gefahr türkischer Einfälle in Ungarn gegen Wien und Kanizsa. Truppenbewegungen Siebenbürgens, Teuffenbachs und Maximilians. Unklare Lage des kaiserlichen Heeres nach Fall Egers/Erlaus. Gerüchte von Verrat und Grausamkeiten. Mit Siebenbürgen vereinigte Armee kampfbereit.
Archiv
ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 165r–166r, Orig.
Brieftext
Per gli avvisi che s’hanno di Croatia, s’intende che turchi si siano ritirati verso la Bossina, dicendosi ch’il Gran Turco sia per castigare e privar d’ufficio quel Sardar o Bassa, ch’assediorono Petrina e che la lasciorono nel modo che già si scrisse.1
Alcuni scrivono ultimamente che si sia inteso che, quando partirono turchi da Petrina, che partissero con disordine e quasi in fuga e che morlacchi2, c’habitano a que’ contorni, essendo di notte, gli diedero la carica fin verso Costanovizza 3, dove, volendo turchi passar il fiume Una sopra un ponte, fatto di nuovo, con troppa furia che si rompesse il ponte, e se n’annegassero molti; così dicono anche questi soldati che tornano da que’ confini haver inteso da molti di que’ paesani.
Hora si sta attendendo quello che faranno turchi in Ongheria e, se sverneranno in queste parti, svernando, sarà pericolo che non tentino qualche 239impresa contra di noi o con qualche tradimento o con la commodità de’ ghiacci, 4come sarebbe verso Vienna contra Comar et Altemburgh e da questa parte verso Canisa, dov’è grandissimo pericolo per le poche provisioni che si trovano in quella piazza; e tanto fia il pericolo maggiore quanto se si verificasse ch’il Gran Turco svernasse a Belgrado, 5perché quivi sarebbono i più bravi soldati del suo essercito i quali non riposariano questo verno almeno dalle scorrerie, e da Belgrado a Seghet e da Seghet a Canisa è poco tratto.
Siamo stati parecchi giorni senz’avviso dal campo imperiale perloché si sono fatti molti discorsi e congietture non in tutto buone. Si è saputo però ch’il prencipe transilvano alli 14 s’era unito col Taiffimpach e che poco dopo si doveva congiongere con l’arciduca Massimigliano; ma, dopo la perdita d’Agria,6non si è saputo cosa di certo, essendosi però detto che l’essercito era tutto unito, lontano sei leghe d’Agria; altri, che l’arciduca Massimigliano fosse stato condotto per mala strada, difficile e fangosa e che per la difficoltà di condurre l’arteglierie era stato trattenuto più del dovere; e son di quelli ch’aggiungono ch’in questo sia stato tradimento e cattiva intelliganza degli ongheri. 7
Si è detto che quelli 800 soldati, rimasti dalli 4 mila ch’erano in Agria al principio dell’assedio e che finalmente si resero poi a’ turchi, siano stati tutti tagliati a pezzi da’ medesmi turchi8che gli havevano fatta imboscata poco lontano d’Agria e che i capi siano stati fatti prigioni, forse per saper lo stato delle cose nostre e poi farli morire; et, essendo molti buoni soldati, non li lascieranno così presto ritornare alla nostra parte, e questo si conferma con lettere de 23 di Vienna, venute a questi provinciali.
Di Cassovia, con lettere de 17, si ha che quivi si dicea della perdita d’Agria, se ben tra alcuni ell’era ancor dubbia, e ch’il campo del prencipe transilvano haveva passato il fiume Tibisco9alli 13 del corrente e s’era unito col Taiffembach alli 16 a Statel e ch’amendue insieme havevano 30 mila combattenti, che l’arciduca Massimigliano doveva essere a quel tempo in Miscolt 10e ch’alli 17 tutti erano per unirsi in Orad tre leghe presso Agria.
240Di Possonia scrivono con lettere di 25 e d’Wamba con lettere de 18, si conferma la perdita d’Agria, tradita da un capitan Paolo Niari ongaro,11il quale ha lasciato anche ammazzare tutti quegli Alemanni, Ongari e Walloni ch’erano rimasti perché il tradimento non fosse scoperto; et adesso si dice ch’egli si sia fatto Turco, et alcuni aggiungono che sia Bassá ancora. 12
Scrivono di più ch’alli 11al’arciduca Massimiliano et il prencipe transilvano se congiongessero con tutte le genti loro e con animo di combattere, se gli fosse stato possibile; il che era desiderato da tutti e principalmente da Transilvani. Così Iddio conceda loro la vittoria. 13
Fußnoten
- 1 Siehe Nr. 178, 185.
- 2 Maurowlachen, Morlaken, im 15. und 16. Jahrhundert aus Rumänien eingewanderte Hirtennomaden.
- 3 Kostajnica.
- 4 Vereiste Sümpfe erleichterten Truppenbewegungen.
- 5 Der Sultan zog sich nach dem Sieg in der Keresztes-Ebene über Belgrad zurück und überwinterte in Konstantinopel: Hammer IV, S. 272 f.; Jorga III, S. 322 f.
- 6 Siehe Nr. 196 A 9.
- 7 Von den zehn Hauptleuten, die dem Blutbad an den Gefangenen nach dem Fall Egers entgingen, „entehrten sich ein Paar als Renegaten, Bekenner des Islams“: Hammer IV, S. 266.
- 8 Nach anderen Quellen wurden trotz der Zusicherung freien Abzugs durch den Sultan von den Janitscharen 5.500 Mann der abziehenden Besatzung niedergemetzelt: ebenda, S. 265.
- 9 Theiß.
- 10 Miskolc. Unweit von Miskolc befinden sich die Orte Onod und Onga, die vielleicht mit den im Folgenden genannten Orad und Wamba gemeint sein könnten.
- 11 Paul Nyáry, Kommandant von Eger/Erlau; ebenda; Hirn, Maximilian I, S. 48 und 50.
- 12 Alles nur Gerüchte.
- a Lesung unsicher.
- 13 Siehe Nr. 205.