Briefnr. 191

Avvisi - Graz, 1596 Oktober 14

Band 4

Regest

Schwarzenberg, Erzherzog Maximilian, Teuffenbach und der verwundete Terzka im Anmarsch zur Hilfe des vom Sultan belagerten Eger/Erlau. Si 228gismund noch zwei Tagesmärsche entfernt. Türken töten alle, machen keine Gefangene. In dem um Fülek versammelten, nicht ganz 90.000 Mann umfassenden kampfbereiten kaiserlichen Heer sind außer Maximilian und Sigismund auch ein Herzog von Sachsen, Karl von Burgau und ein Graf von Anhalt. Almirante von Aragon war fünf Tage in Graz, Ferdinand veranstaltete für ihn eine große Hirschjagd und schenkte ihm unter anderem eine sehr schöne Uhr.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 155rv, 158r, Orig.


Si conferma con lettere venute dall’essercito imperiale che il conte di Swarzemburg maestro di campo generale si partisse alli 3 del corrente per andar al soccorso d’Agria1et che alli 5 il ser.mo Massimiliano lo doveva seguire con tutto l’essercito, al quale era concorso un grandissimo numero d’hungari, i quali con le genti comandate dal Taifimpach erano animatissimi al detto soccorso.

Aggiungevano che il Tiertschi colonello boemo2era venuto a sollecitar il soccorso appresso al ser.mo sudetto, et che rifferiva che le genti radunate sotto il Taifimpach con le sue erano alla somma di 20 mila, le quali tutte facevano quel danno che potevano maggiore alle genti et villaggi de turchi, de quali essi non tenevano più alcun prigione, ma gli ammazzavano tutti, così gran copia se ne prendeva.

Il medesimo Tiertschi rifferiva che l’essercito transilvano era avvanzato molto et che non era discosto a quel tempo per il camino di due giornate.3

Scrivano di più che tutte queste genti si dovevano congiungere appresso a Fillech.4D’Agria non si sa altro sin hora, se non che gl’assediati si diffendevano gagliardamente dal castello, havendo abbrugiato tutta la città et lasciato alcune mine secrete, le quali havevano fatto grandissimo danno a turchi.

Il Tiertschi era stato ferito d’un archibugiata in testa, ma di niun pericolo, due altri capitani era stati ammazzati, con molti altri di quei soldati, sollecitando il Turco di batterla et stringerla con l’artegliaria massime dalla parte di quel monte che domina alla città et castello.

S’intende ultimamente con lettere del campo che il Turco si sia grandemente fortificato et trinceato sotto Agria, et che habbi nel suo essercito 300 pezzi da campagna che il medesimo Gran Turco sia grandemente sollecito et diligente che ogni dì si faceva vedere da suoi, et che habbi anco un gran229dissimo tesoro de vasi d’agento et oro, oltre a i denari contanti che si vede in palese, parendo quasi che se ne vogli valere per corrompere gli hungari et transilvani, se pur non anco gl’alemanni.

Che l’essercito imperiale sia poco meno di 90 mila persone,5in maniera che non fu mai veduto il simile né il più florido; che in esso vi sia oltre l’arciduca Massimiliano et il prencipe transilvano, un duca di Sassonia, il marchese di Burgau et il conte di Anault. 6

Si discorre che le genti imperiali siano rissolute di combattere ad ogni modo, chi le venghi possibile, considerando l’occasione et la stagione, nella quale se ben si perdesse che Dio non voglia, gli turchi non potrebbono valersi della vittoria, né potrebbon tener Agria così ella è lontana da gl’altri suoi luoghi et a gl’imperiali vicina; si vede però che gli turchi fugiranno il combattere al più che sarà possibile, per le ragioni che faran per loro come intendenti dell’arte militare et del pericolo, disavantaggio et del tempo, essendole massime ultimamente fugito tutti gli guastatori, et villani che zappavano, in maniera che i soldati fanno le fattiche anco della zappa.

Il governatore di Agria, che è hungaro, sta rissoluto di morire, prima che di rendersi così tutti que soldati per quanto si dice, gli quali si diffendevano alla disperata, sentendo massime che tutto l’essercito et tutti gli signori sopradetti siano radunati et uniti in Fillech, et che in breve siano per darle il soccorso et assalire l’inimico il che senz’altro devrà seguire questa settimana prima del corrente,7doppo il qual tempo si dice che il Turco non si fermarà più in campo per la cavalleria, della quale l’obligatione finisce a questo tempo.

Il sig. ammirante d’Aragona8è stato qui cinque giorni et havendo sodisfatto alla visita et negotii che haveva con questi ser.mi, 9honorato et contentissi230mo di favori et honori ricevuti in questa corte, se ne partì venerdì passato per Vienna. Questo ser.mo arciduca gli ha fatto fare una caccia solenne di cervi et gli ha donato un ornatissimo et ricco reliquiario et un bellissimo horologio. 10


Fußnoten

  • 1 Siehe Nr. 183. 
  • 2 Siehe Nr. 178 A 3. 
  • 3 Die Siebenbürger vereinigten sich am 18. Oktober mit den Kaiserlichen: Jačov, S. 156. 
  • 4 Fiľakovo/Fülek, Festung im Süden der Slowakei, nahe der ungarischen Grenze. 
  • 5 Nach italienischen Quellen waren es 30.000 Kavalleristen und 30.000 Infanteristen, nach türkischen Quellen ca. 100.000 Mann: Jačov, S. 156 f. 
  • 6 Bernhard Fürst von Anhalt, Herr zu Zerbst und Bernburg, ein jüngerer Sohn des Fürsten Joachim Ernst von Anhalt-Dessau. Beckmann, Historie des Fürstenthums Anhalt 5. Teil, S. 199. Die (irrtümliche) Nennung eines Herzogs von Sachsen unter den Kriegsteilnehmern könnte sich durch die Herkunft dieses Prinzen aus dem Haus Askanien erklären oder aber dadurch bedingt sein, dass das ebenfalls askanische Haus Sachsen-Lauenburg lange Zeit die Lehensoberhoheit über Holstein innehatte, von wo tatsächlich zwei Prinzen zu der kaiserlichen Armee gestoßen waren, siehe Nr. 205 A 14. 
  • 7 Am Samstag, dem 12. Oktober, ergaben sich die Verteidiger nach einer Meuterei der Wallonen; trotz Zusicherung freien Abzuges richteten die Türken ein furchtbares Blutbad an, angeblich als Rache für die von den Kaiserlichen bei der Eroberung Hatvans verübten Grausamkeiten: Hammer IV, S. 264 ff. 
  • 8 Francesco de Mendoza war vor allem wegen der Habsburger Heiraten unterwegs: Randa, Republica, S. 163–165. 
  • 9 Verhandlungen wegen Heirat Philipps III. mit Gregoria Maximiliana: Turba, Beiträge, S. 332 f. und A 3; Mosconi IV, S. 167; Rainer, GN III, S. 162. 
  • 10 Teure Uhren waren ein beliebtes Geschenk: Vocelka, Propaganda, S. 166 f.