Regest
Verlust der Festung Kanizsa an die Türken und dessen Folgen für die umliegenden Gebiete. Rolle des Hauptmannes Paradeiser.
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TOMASI, Lettere, fol. 1r–2r
Brieftext
Gran perdita è quella che si è fatta della Fortezza di Canisa caduta in potere del Turco. E io dovendone humilmente dar conto alla S.tà V., lo faccio con tanta maggior mia pena quanto che all’animo mi si rappresenta la imagine del sommo dispiacere che dall’udirlo ne sarà per ricevere V. S.tà la quale come Padre Universale del Christianesimo, sendo solita di sentire con amaritudine tutti gli sinistri suoi, non potrà nell’istesso grado non havere questo caso di alta consequenza e per l’Augustissima Casa d’Austria che signoreggiava il Luogo e per la Republica Christiana che più d’apresso haverà l’armi de’ Barbari e per la setta detestanda di Maccometo. Era la Piazza propognacolo validissimo di questa Provincia di Stiria e di parte dell’Austria, servendo anco di freno a Sighetto. Hora ch’ella è divenuta nemica senza pararsele ostacolo che li Turchi di là uscendo non manomettano fieramente il Paese, resta alla somma prudenza della S.tà V. il vedere a qual termine si truovi ridotto il Ser.mo Arciduca Ferdinando co ’l suo Stato sì vicino al male e con la propria residenza di questa di lui Città di Grazzo non molto discosta dai nemici. L’accidente quì accora ognuno e non vi è chi non lo deplori dolorosamente, più acerbo rendendolo la perfidia con cui fuori di qualunque necessità si è reso il Paradeisero Alemano Governatore della Fortezza2, perché truovandosi ella gagliarda di presidio, guernita di munitione e sicura per arte e per natura da qualsivoglia insulto e da non poter esser presa che per diuturno assedio, l’huomo iniquo accompagnato da viltà e spinto da odio che come heretico porta alla Catolica religione e alla riforma introdotta dal zelo ardentissimo dell’Arciduca, ne ha fatta spontanea deditione salve le persone e le sue ricchezze. È ben vero che il tradimento non anderà presso di Cesare impunito ma se il castigo riuscirà di pena meritevo762le al delinquente e di essempio altrui non perciò verrà a risarcirsi la perdita, né a scemarsi i perigli che sovrastano maggiori alla Christianità. Piaccia all’Altissimo di mirare con pietosi sguardi cotale importantissima commune giattura e con fecondità delle sue divine gratie instilli modo, ov’egli si compensi nella mente della B.ne V. …
Fußnoten
- 1 Vermutlich stammt dieser Brief von Anfang November 1600 und wurde mit einem Sonderkurier nach Rom gesandt, denn der reguläre Posttag wäre der 30. Oktober oder 6. November gewesen. San Giorgio antwortet in dieser Angelegenheit aber schon am 11. November: Nr. 170.1.
- 2 Georg Paradeiser: vgl. Nr. 175.2.