Briefnr. 13.2

Portia an Aldobrandini - Graz, 1599 Februar 15

Band 5

Regest

Posteingang. Portia hat die oberdeutschen Prälaten hinsichtlich der Vorhaben des Kaisers beruhigt und ihnen den Schutz Roms zugesichert. Einfälle der Venezianer in den innerösterreichischen Gebieten Rijeka/Fiume und Triest als Vergeltungsmaßnahme wegen der von kaiserlichen Untertanen aus Zengg/Senj und von Uskoken verübten Einfälle. Die Frage der Finanzierung der Türkenabwehr wurde am Landtag nicht erledigt.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie III 92 A, fol. 253r–v, Orig.


Referenzen

  • Teildruck: HORVAT 1, S. 183.

Doppo haver significato a V. S. Ill.ma con altre mie de 13 del corrente1il sucesso et progresso degl’affari di queste Provincie, mi son capitate le lettere de 30 del passato con la cifra inclusa 2al contenuto della quale non ho mancato d’obedire et servire anco prima ch’io la ricevessi, ma, com’ho doppo inteso, il Serenissimo ha prevenuto con certe sue lettere 3senza com29municar il suo pensiero ad alcuno, parendo che con l’amicitia et fratellanza contratta con V. S. Ill.ma egli non habbi bisogno più né di communicatione, né di mezo alcuno presso S. B.ne, però io con buon’ occasione non lascierò di far sempre quegl’officii che mi pareran esser opportuni et convenienti al commandamento di V. S. Ill.ma.

Nel particolare di quelle commissioni mandate dalla M.tà dell’Imperatore in Svevia io non ho mancato di scriver a que Prelati che soglion corrisponder meco di Germania Superiore che stian di buon’animo che non saran abbandonati, ma consolati con la protettione Ecclesiastica et Romana, et lo replicherò hora con maggior fervore, havendo veduto la protettione et rissolutione che V. S. Ill.ma ha preso in questi particolari, per il che io per nome loro et per mia parte le rendo humilissime gratie4.

aIl Ser.mo Arciduca m’ha pregato ultimamente di supplicar a S. B.ne per suo nome acciò ch’ella si degni di far officio presso Signori Venetiani che non voglino molestare gli luoghi et Vasalli di S. A., come son quelli di Fiume et Trieste, per gli danni et ofese, che forsi hanno ricevute dai sudditi di S. M.tà come sono quelli di Segna et gli Scocchi, non parendo ragionevole né giusto che gl’uni che sono innocenti patischino per gl’altri che sono rei et malfattori, potendo esser certa S. S.tà, come sanno anco gli Signori Venetiani, che di tutti questi disordini non han colpa alcuna quelle puoche Terre che sono sottoposte a questo Serenissimo, il quale però perde per quest’incontri et contrasti circa sessanta mila fiorini d’entrata l’anno, et se ci si potesse rimediare senza l’auttorità di S. M.tà di già certo si sarrebbe fatto, poiché l’interesse et la ragione havrebbe indotto l’Arciduca a provederci con ogni maniera ad esso possibile. In somma S. A. raccommanda questo negotio alla benigna protettione di S. B.ne et al favore di V. S. Ill.ma …

bQuesta Nobiltà si è partita la maggior parte senza dar risposta alcuna a proposito all’Arciduca et hora si penserà di nuovo come si havran a regolar in questo negotio, standosi con pensiero più dell’ordinario avvicinandosi il tempo del bisogno delle provisioni contra ’l Turco.


Fußnoten

  • 1 Nr. 11.1. 
  • 2 Nr. 7.1, 7.2, 7.3. 
  • 3 Vermutlich handelt es sich um das Schreiben Eh. Ferdinands an Aldobrandini vom 17. Januar 1599, in dem er dem Kardinalnepoten für die erfolgreichen Verhandlungen mit Joseph Rabatta bezüglich folgender Themen dankt: Gründung eines Bistums in Görz, Besetzung des Bistums Passau mit Eh. Leopold, Unterstützung Eh. Ferdinands gegen die Protestanten und Türken: vgl. Ferdinand an Aldobrandini, Graz, 1599 Januar 17, ASV, Fondo Borghese, serie III 93 C, fol. 78r–v und 83r. 
  • 4 Vgl. Nr. 7.1. 
  • a Teildruck: HORVAT 1, S. 183. 
  • b Eigenhändige Ergänzung Portias.