Briefnr. 152.2

Portia an Aldobrandini - Graz, 1600 Juli 24

Band 5

Regest

Die Erzherzöge bemühen sich um das Vertrauen des spanischen Königs [Philipp III.]. Die spanische Königin [Margarete] setzt sich unter anderem für die Wahl Erzherzog Ferdinands zum König von Böhmen ein, wodurch der Weg zur römischen Königswahl geebnet werden könnte. Es werden Überlegungen angestellt, Erzherzog Leopold nach Spanien zu schicken, um ihm dadurch eine entsprechende kirchliche Karriere in diesem Land zu ermoglichen. Ein angeblicher Plan, das Bistum Breslau/Wroclaw mit Erzherzog Leopold zu besetzen, kommt nicht zum Tragen. Von Erzherzog Ferdinand hat Portia erfahren, dass man in Kroatien hoffe, bis nach Banja Luka vorzudringen, während die Türken sich in Richtung Ungarn bewegen. Versichert Aldobrandini seine Ergebenheit und ordnet sich den Entscheidungen bezüglich seiner Person unter.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie III 92 BC, fol. 48r–49r, Orig. [Eigenh.]


Questo Arciduca attende tuttavia l’occasione di stringersi sempre più col Re suo Cognato et l’Arciduchessa madre sta anch’essa continuamente osservando l’opportunità di potersi valere del mezzo et auttorità della Regina, della quale si aspetta con infinito desiderio di udire che ci sia la certezza della gravidanza, essendo certo che all’hora si procurerà di accertarsi et 370assicurarsi di molte cose. Intanto ho inteso da parte ottima et secreta che la Reina di Spagna tratti et facci prattica acciò che con l’auttorità et mezzo del Re si disponghi la M.tà dell’Imperatore a far elleger Re di Bohemia l’Arciduca Ferdinando, il che se riuscisse al certo si farebbe poi Re di Romani et poi anco Imperatore, che è ben punto assai difficile per l’esclusione dell’Arciduca Mattias fratello dell’Imperatore, ma l’haverlo io da luoco assai fidato et securo mi ha fatto darle orecchie et credenza et anco significarlo a V. S. Ill.ma.

Si segue nel pensiero di trovar occasione di mandar un di questi Arciduchi più giovani in Spagna et ho sentito ultimamente discorrere uno de più confidenti che si potrebbe anco sperare alcuna cosa buona et di consequenza, se si mandasse l’Arciduca Leopoldo con l’occasione et pretesto di porlo in studio in Salamanca et quivi allevato poi ne studii et Idioma di quelle Provincie, pensare ad una di quelle Chiese più principali et farlo anco Cardinale, con le quai dignità potrebbe poi esser portato a qualche governo d’importanza come Portogallo, Milano o Napoli, che servirebbe molto più all’augumento dell’Arciduca Ferdinando. Ma insomma convien’aspettar la buona congiuntura, essendo il Re di natura et dispositione tale che non conviene ingombrarlo con molte instanze et negoti ad un tratto, ma il tutto trattasi con tempo et buon’occasione1.

Son’ stati alcuni che hanno questi giorni proposto il Vescovato di Vratislavia per l’Arciduca Leopoldo2, ma mi han detto che l’hanno ricusato, di che io son rimasto consolato, stante l’età del Prencipe et lo stato di quella Chiesa.

Di Croatia si haveva buona speranza di far un buon incontro et progresso nella Bosna et di occupar fors’anche Bagnalucca, luoco principale di quel Regno, et questo con l’occasione che si credeva che tutti que’ Turchi dovesser passar in Hungheria et lasciar’ quella parte poco provista et tuttavia si sta con questa speranza: questo ho havuto dal Prencipe stesso in confidenza secreta.

Havendo di già inteso la mente et benignità di V. S. Ill.ma circa la mia persona et quello che può appartenere a questa carica et Nuntiatura, mi resta solo di rimettermi humilmente al commando di V. S. Ill.ma et di renderle insieme humilissime gratie della gratiosissima protettione ch’ella si degna di tener della servitù mia, et riconoscendomi sempre più per servidore molto obligato et devoto, resta che V. S. Ill.ma si contenti di favorirmi et consolarmi spesso con i suoi commandamenti da me sommamente desiderati …


Fußnoten

  • 1 Im eigenhändigen Bericht Portias vom 26. Juni 1600 war in diesem Zusammenhang noch von den Eh. Maximilian Ernst oder Leopold die Rede: vgl. Nr. 145.1. 
  • 2 Der Bischof von Breslau/Wroclaw Paul Albert war am 5. Juni 1600 verstorben, nachdem er knapp ein Jahr zuvor zum Bischof gewählt, aber noch nicht als solcher geweiht worden war: vgl. GATZ, 1448–1648, S. 11.