Briefnr. 159.1

San Giorgio an Portia - Rom, 1600 September 9

Band 5

Regest

Posteingang. Man weiß von den Bemühungen Portias in der Uskokenfrage und dem zögerlichen Vorgehen in Prag, deshalb werden erneut Breven an den Kaiser und die maßgeblichen Räte [Rumpf, Trautson, Coraduz] gesandt. Befürchtungen bezüglich der Türkengefahr, der Pest und der Hungersnot. Freude über die Erfolge bei der Ausweisung der Prädikanten. Keine weiteren Anweisungen bezüglich des Religionsgespräches in Bayern.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie III 48, 48 Bis, 49, 51 E, 52 A, fol. 56r–57v, Reg.


Io non aspettava le lettere di V. S. delli 28 di Agosto che sono comparse1, poiché intesi dalle sue antecedenti che pensava di trovarsi fuori in 389tempo dello spaccio, ma ella ha voluto mostrarne la solita sua diligenza con la celerità anco del ritorno costì. Ci persuadiamo già che si faccia da lei ogni opera possibile perché gli accidenti degl’Uscocchi non rendino moltiplicando più difficile il negotio che si tratta; tuttavia si sentono con sodisfattione li particolari che V. S. ne avvisa, la quale non intenderà qui da me più del già scritto 2, se non che N. S., scoprendo di nuovo che a Praga si procede con qualche lentezza dopo la deliberatione presa che il Nuntio 3, l’Ambasciator di Venetia 4et il Corraducci si unissero insieme et dopo l’essere iti da Venetia all’Ambasciatore gl’ordini opportuni, scrive nuovi Brevi all’Imperatore 5et a Ministri primarii 6, riscaldandoli et risentendosi, et commanda al Nuntio che lo faccia anco più vivamente a bocca in suo nome et procuri che prima di ogn’altra cosa si sospendano le armi, essendosi scoperto dall’Ambasciator medesimo che la Republica non pure non molesterà se non è molestata, ma desiderava la sospensione.

La espulsione degl’Heretici di costà sarà la salute et la sicurezza del paese, onde se ne rinuova in noi la solita contentezza, et benché possino turbarcela gl’altri avvisi che V. S. ci dà del pericolo dell’armi Turchesche, della carestia et della peste, ci consoliamo nondimeno con una viva fede che Dio N. S. sia per esaudire le orationi particolari che fa S. B.ne per la prosperità delle cose di quell’A., la quale siamo certi che in ogni accidente renderà un’ottima corrispondenza a sé medesima. Della disputa di Baviera mi riporto a quello che ne scrissi con le precedenti7, et a V. S. soggiungo solamente di più ch’ella perseveri in operare et in avvisare conforme al suo Ordinario instituto.


Fußnoten

  • 1 Nicht auffindbar. 
  • 2 Vgl. Nr. 158.2. 
  • 3 Filippo Spinelli: vgl. Nr. 7.1. 
  • 4 Pietro Duodo: vgl. Nr. 155.2. 
  • 5 Clemens VIII. an Rudolf II., Rom, 1600 September 9: NANNIIMRKONJIé 3, Nr. 13611. 
  • 6 Weitere Breven vom 9. September 1600 waren an Wolfgang Rumpf zum Wielroß, Paul Sixt Trautson und Rudolf Coraduz gerichtet: NANNIIMRKONJIé 3, Nr. 13608, 13609, 13610. Zu den Personen Wolfgang Rumpf zum Wielroß und Paul Sixt Trautson siehe: Nr. 166.1. 
  • 7 Nr. 158.4.