Regest
Bedauern über die drohenden Gefahren für Erzherzog Ferdinand und die Unmöglichkeit der Hilfe von Seiten des Heiligen Stuhles. Bei den Gesprächen mit Erzherzog Ferdinand in Ferrara hat Clemens VIII. keine Zusage betreffend einer Unterstützung bei der Rekatholisierung Innerösterreichs gemacht, ja den Erzherzog vor uneinlösbaren Vorhaben gewarnt. Keine Informationen bezüglich der Uskokenfrage aus Prag eingetroffen. Unruhen, da eine Gruppe Uskoken in die zur Republik gehörige Insel Pag eingefallen ist und Venedig mit Vergeltungsmaßnahmen droht. Posteingang.
Archiv
ASV, Fondo Borghese, serie III 48, 48 Bis, 49, 51 E, 52 A, fol. 64r–65v, Reg.
Brieftext
Al ser.mo Arciduca porta N. S. tanta compassione delle difficoltà et dei travagli in che si trova che le pare di essere nel proprio suo caso, ma non havendo S. B.ne più forze di quelle che V. S. presuppone all’Arciduchessa Madre, merita certo di non esser gravata, né richiesta più oltre, et chi si quieta costì a non voler più di quello che dice S. S.tà medesima di potere. A V. S. rivoca in memoria la S.tà S. che a Ferrara non volse mai esortare l’Arciduca all’espulsione degl’Heretici delle sue Provincie1, benché desideratissima da 398lei, conoscendo che sarebbe stato un tirarsi addosso un peso troppo grave in tempo di tanta debolezza, stante la quale non era in sua facoltà di prestare quei sussidii che ben prevedeva doverli essere domandati, et se commendò il zelo di S. A. che le scoprì tale inclinatione, non intese però di persuadere l’A. S. et molto meno di metter sé stessa in quell’obligo che non poteva adempire, anzi havria proceduto con gran circospettione in esortare l’Arciduca, cessante anche la consideratione che risguardava alla sua impotenza, come quella che per la prudenza sua havria temuto del successo et la quale sa che non si deve tentare senza gran speranza la fortuna delle attioni dubbiose. Riferisco a V. S. quel che ci giustifica perché costì faria un gran torto a N. S. co ’l credere che S. B.ne non sovvenisse pur troppo volontieri potendo ai bisogni dell’Arciduca, che se bene è libera da quegl’oblighi che si presuppone venirli dagl’officii che ne fece mai con S. A., ha nondimeno forza di obligarla l’amore che porta all’A. S. et il suo gran merito, in premio del quale piacerà forsi a Dio di custodirla dai pericoli presenti.
Del negotio degl’Uscocchi non habbiamo qui tampoco avviso alcuno da Praga, essendo ite male le lettere che dovevano capitarci di là della presente settimana con la persona del Corriero.
Da Venetia ci scrive bene il Vescovo di Malfetta che un avviso giunto alla Republica che una buona mano di loro havesse assalita et svaligiata la Terra di Pago, ch’è di essa Republica, fosse per nocere grandemente alla quiete che si procura, et massime che il Proveditore2pensava a vendicare la ingiuria et il danno che sarà forsi la causa della commotione et delle querele di quelli del Contado di Pisino. I mezi non sono buoni et maggior disservitio ne riceve chi versa in altre afflitioni. Però non desista V. S. dai soliti offitii che altro non ricercando in risposta da me le lettere sue delli 25 di Settembre 3resto …
Fußnoten
- 1 Eh. Ferdinand hatte 1598 eine Reise nach Italien unternommen und war im Mai in Ferrara mit Papst Clemens VIII. zusammengetroffen. Hurter nimmt in seiner Arbeit zur Ansicht verschiedener Historiker Stellung, dass Ferdinand vom Papst durch einen Eid zur Rekatholisierung Innerosterreichs verpflichtet worden sei bzw. in Loreto diesbezüglich ein Gelübde abgelegt habe und widerlegt diese: vgl. HURTER, Ferdinand 3, S. 411–452; GARMS-CORNIDES, S. 125–128. Dokumentiert ist diese Reise in dem von Loserth edierten Tagebuch des Geheimsekretärs Casal: vgl. LOSERTH, Tagebuch.
- 2 Filippo Pasqualigo: vgl. Nr. 125.3.
- 3 Nicht auffindbar.