Briefnr. 210.2

[Portia an Aldobrandini] - [Graz, 1601 April 9]

Band 5

Regest

Erzherzog Ferdinand dürfte bereit sein, dem Herzog von Mantua [Vincenzo I.] das Amt des Generalleutnants im Grenzgebiet zu überlassen, die gewünschten 600 Pferde als Begleitschutz für die Infanterie aus Mailand können von Innerösterreich aber nicht gestellt werden. In Graz kursiert das Gerücht, dass Herzog Ferdinand von Bayern für das Amt des Generalleutnants vorgesehen war. Verlust von Wilcar in Siebenbürgen und Belagerung der Festung Kopreinitz/Koprivnica durch die Türken. In Warasdin/ Varazdin ist ein levantinischer Jude eingetroffen, der angeblich im Auftrag des Wesirs [Damad Ibrahim Pascha] mit Erzherzog Ferdinand verhandeln soll. Wegen Verdachts auf Spionage wird man ihn dort festhalten. Laut Informationen aus Wien soll sich Nadasdy in Prag befinden und dort Friedensverhandlungen vorantreiben, wobei die Türken angeblich Kanizsa gegen Gran/Esztergom eintauschen würden.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie III 111 C, fol. 26r–v, Kop. 1


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Il Sig. Duca di Mantova, come si scrisse la settimana passata2, ha fatto fare offitio et instanza qui appresso questo Arciduca per haver la carica di luogotenente generale in questi Confini, come quello che si dice dover haver il carico sopra li seimila fanti che dovran esser mandati dal Conte di Fuentes, però non ha potuto haver risposta di resolutione, se ben l’Arciduca ha dimostrato di contentarsi di darle quel carico et di doverlo haver accetto et a favore, ma con haver fatta instanza il medesimo Commesso del Duca che si dovessero assoldare almeno seicento cavalli per assicurar meglio l’Infanteria di Milano, non ha ricevuto altra risposta se non ch’in questi parti non sia possibile assoldar altra cavalleria che quella ch’assolderanno le Provincie, le quali sono pur troppo aggravate dalle contributioni et genti di già ordinate, et così s’è licentiato il Mandato del Duca a portarne la risposta con diligenza verso Mantova 3, di dove si crede che subito sarà spedito verso Milano per risolversi co ’l Conte di Fuentes di quanto s’haverà a fare, credendosi ch’il sudetto Duca non habbia trattato di questo con altri che con esso Conte di Fuentes. Alcuni han detto, forse più tosto per discorso et coniettura che per altro, che qui fusse animo di dar questa carica al Duca Ferdinando di Baviera 4fratello del Duca Guglielmo che è stato Generale nella guerra di Colonia contra il Truxes 5. S’ha avviso della perdita di Wilcar in Transilvania. Et in questi confini i Turchi han posto l’assedio a Coprainiz, fortezza in Schiavonia, havendo fatto preparamenti di scale, tavole et molti Instrumenti per superar le difficoltà delle paludi et acque che circondano quella fortezza.

È gionto a Varasino di Schiavonia un Hebreo Levantino mandato dal Visir per presentare e trattare alcuna cosa con questo Arciduca et s’è risoluto ch’egli deva trattenersi in quella Fortezza senza passar più oltre in questi Stati, temendosi che non venghi più tosto per investigare et veder lo stato 474di queste Provincie che per altro 6. Di questo s’è dato conto all’Arciduca Mattias, il quale n’avviserà anco la M.tà dell’Imperatore. Quest’Ambasciata accresce il sospetto per queste Provincie et Prencipi, perché s’egli havesse animo di trattar di pace, egli può ben sapere ch’il trattato si deve incamminare con l’Imperatore et non co ’l Prencipe, ma si teme che sia solo per informarsi de passi, fiumi et preparamenti di questi Popoli.

Si tiene avviso di Vienna ch’il Nadasti7sia passato a Praga con gran diligenza et ciascun crede per il trattato della pace, essendoci avviso ch’i Turchi restituirebbeno Canisa ogni volta che gli si rendesse Strigonia et che con questa conditione si potrebbe far facilmente la pace.


Fußnoten

  • 1 Kopie eines nicht auffindbaren Berichtes an San Giorgio. 
  • 2 Vom 2. April 1601 ist nur ein Bericht Portias an Aldobrandini auffindbar, in dem aber auch auf den Herzog von Mantua Bezug genommen wird: Nr. 208.1. 
  • 3 Vgl. Nr. 208.1. 
  • 4 Ferdinand (1550–1608), Sohn von Herzog Albrecht V. von Bayern und Anna von Österreich. Im Auftrag seines Bruders Herzog Wilhelm V. führte er 1583 die bayerischen Truppen erfolgreich gegen den protestantischen Kurfürsten und Kölner Erzbischof Gebhard Truchseß von Waldburg im sog. Kölner Krieg (1583–1588), durch den der Versuch vereitelt werde konnte, das Erzbistum Köln in ein erbliches, protestantisches Herzogtum zu verwandeln: vgl. SCHWENNICKE 1, T. 25; RALL, S. 122. 
  • 5 Gebhard Truchseß von Waldburg (1547–1601), Kurfürst-Erzbischof von Köln (1577–1583; päpstliche Bestätigung 1580). Er heiratete 1583, beabsichtigte das Erzstift als weltliches Fürstentum beizubehalten und seinen Untertanen die Augsburgische Konfession freizustellen. Truchseß wurde im April 1583 exkommuniziert und abgesetzt, Ernst von Bayern (Bischof von Freising, Hildesheim und Lüttich) einstimmig zu dessen Nachfolger gewählt. 1584 wurde Truchseß militärisch aus dem Erzstift verdrängt, 1589 gab er den Kampf endgültig auf und zog sich nach Straßburg zurück: vgl. GATZ, 1448-1648, S. 705–707; NDB 6, S. 113f. 
  • 6 Diese Befürchtung bestätigte sich schon kurze Zeit später, als der Gesandte des Wesirs unerlaubt bis nach Marburg/Maribor gelangt war: vgl. Nr. 212.2. 
  • 7 Franz Nádasdy (1555–1604), Ritter (1598), kaiserlicher Kriegsobrist. Er war an mehreren bedeutenden Schlachten im Zuge des Türkenkrieges beteiligt und ermöglichte nach dem Abbruch der Belagerung Kanizsas am 8. November 1601 den Rückzug der Truppen über die Mur: vgl. ADB 23, S. 203–205.