Briefnr. 227.3

[Portia an Aldobrandini] - [Graz, 1601 Juni 4]

Band 5

Regest

Petz wurde von Erzherzog Matthias nach Graz geschickt, um über die Zusammenlegung der Heere und die Friedensverhandlungen zu beraten. Im Gegensatz zu Erzherzog Ferdinand glaubt man am Kaiserhof nicht an die Möglichkeit, Kanizsa zurückzuerobern, und möchte lieber die ausländischen Truppen gemeinsam mit den Kaiserlichen nach Ungarn schicken, wo auch die Versorgungslage besser sei. Die Friedensverhandlungen mit den Türken werden weiter geführt, die Bedingungen beider Seiten sind jedoch kaum vereinbar.


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ASV, Fondo Borghese, serie III 111 C, fol. 61r–v, Kop. 1


Il Dottor Pezzen è stato mandato dall’Arciduca Mattias a questo serenissimo per trattare circa l’unione delle genti che verranno in aiuto di que511sto Arciduca et di queste Provincie, perch’in occasione di qualch’impresa si dovessero unire co ’l Campo Imperiale, il quale si dice che non passerà diciotto o ventimila soldati al più, et questo è stato il punto principale, come si dice, per il quale è stato mandato il Dottor Pezzen a questa Corte, se ben anco per il particolare della pace. Le ragioni del Dottor Pezzen sono che non potendosi prender Canisa non sarebbe bene perder l’occasione et commodo di questi aiuti forestieri; che non si sa se mandando l’Imperatore a queste parti le sue genti et soldati se ci fussero vettovaglie a sufficienza; che se si farà la Massa delle genti da questa parte che i Turchi verranno con lo sforzo verso Canisa che sarebbe maggior danno dell’Arciduca et di queste Provincie; et infine che la commodità di viveri è maggiore per il Danubio che non è per quest’altra parte di qua di Schiavonia. A queste propositioni s’è risposto per parte dell’Arciduca che l’impresa di Canisa può riuscire facile et difficile, secondo che li Turchi si dimostreran forti et numerosi a questa parte; che anco quando questa fusse difficile, si potrebbe anco farne alcun’altra per assicurarsi maggiormente dalla vicinanza de Nemici fortificati in Canisa, come sarebbe nel far de Forti et difenderli, che sarebbe anco un modo di por l’assedio a Canisa, secondo ’l costume del Duca di Parma in Fiandra 2, et con questo mezzo si potrebbe anco recuperar Canisa, se ben con un poco più di tempo.

Che l’unione delle genti di S. S.tà et del Re di Spagna con l’Imperiali dipenderà anco dalla volontà de Capi et particolarmente dal Sig. Generale di Santa Chiesa, credendosi ch’essi havran mira et fine d’assicurar anco gl’interessi d’Italia co ’l guerreggiare da questa parte et che però l’Arciduca non può dar risposta alcuna con fermezza sopra questo particolare, ma ch’in occasione ne tratterebbe quando fusse tempo.

È ben vero che il Danubio porti molte commodità alle genti d’Ungheria, ma che se ci fussero denari in tempo in queste Provincie per l’Imperiali, si potrebbe far provisione anco per loro, acciò potesser venire anch’essi ad aiutar quest’impresa contra Canisa; et così s’è riespedito il Pezzen verso Vienna, scoprendosi che gl’Imperiali vorrian tirar tutte queste genti a lor profitto et lasciar il pensiero di Canisa ad altri benché per Vienna egualmente importi la recuperatione di Canisa come per queste parti; è anco vero che 512il Duca di Mercurio vorrebbe ingrossar il suo essercito sin alli trentamila soldati et che vorrebbe haver questi sotto la sua carica, il che non intende volentieri questo Arciduca.

La trattation di pace si riduce come altre volte s’è scritto a proseguirsi per li 13 del presente verso Vaccia et Strigonia et li partiti che si propongano a discutere son tre. Il primo è ch’i Turchi devin render Agria et Canisa et l’Imperatore Strigonia, Vaccia et Vizzigrad; il secondo che ciascuno tenga quello che ha occupato et lo possegga pacificamente; il terzo che si demolisca et spiani da una parte et dall’altra le fortezze occupate in questa guerra come Agria, Strigonia, Canisa. Sopra nissun di questi Capitoli gl’Imperiali consenteno fuori che nel primo, et così attesta il Dottor Pezzen mandato per questi et altri affari di guerra, né l’Arciduca Ferdinando anch’esso consente fuor che nel caso del primo partito, il quale non si crede ch’i Turchi sieno per accettare in alcuna maniera.


Fußnoten

  • 1 Kopie eines nicht auffindbaren Berichtes an San Giorgio. 
  • 2 Alessandro Farnese (1545–1592), Sohn von Ottavio Farnese und Margarete von Österreich, der unehelichen Tochter Kaiser Karls V. Statthalter der habsburgischen Niederlande (1578–1592), Herzog von Parma (1586–1592). Als Feldherr und Diplomat in spanischen Diensten war er wesentlich an der Bekämpfung der Erhebung der niederländischen Provinzen gegen die spanische Herrschaft beteiligt. Vermutlich nimmt Portia auf die militärhistorisch bedeutende Belagerung und Einnahme Antwerpens 1584/1585 durch die Truppen Farneses Bezug, die durch die vollständige Blockade Antwerpens ermöglicht wurde: vgl. PARKER, S. 248-258; DBI 2, S. 219–230.