Regest
Der Bischof von Bosnien [Újlaky] wird demnächst nach Rom abreisen. Er wird über die Lage in Innerösterreich und die Ereignisse in Kanizsa Bericht erstatten sowie den Dank für die päpstliche Hilfe überbringen, aber vermutlich auch um .finanzielle Unterstützung für die Türkenabwehr bitten, wie das ebenfalls in Spanien geschehen wird. Der Sekretär des Erzherzogs [Casal] wird den Bischof von Bosnien als Übersetzer begleiten. Portia zweifelt die Information über die Inhaftierung des Königs von Polen [Sigismund III.] durch die Polen an, weist die Vorwürfe des Herzogs von Mantua [Vincenzo I.] entschieden zurück und unterstreicht seine Loyalität gegenüber Gian Francesco Aldobrandini und den päpstlichen Truppen. Gegenseitige Schuldzuweisungen unter den Kommandierenden. Ein Memorial Frangipanis wird mit Empfehlung der Erzherzöge beigelegt.
Archiv
ASV, Fondo Borghese, serie III 111 C, fol. 176r–177v, Orig. [Eigenh.]
Brieftext
Conforme a quello ch’io ho significato a V. S. Ill.ma con altre mie1, questo Serenissimo espedirà tra un giorno o due il Vescovo della Bosna per render gratie alla S.tà di N. S. degl’aiuti havuti quest’anno, per rappresentar il successo di Canisa et le cause del disordine, lo misero et pericoloso stato di queste Provincie et in fine (com’intendo) per chieder nuovi aiuti et, per tema di non poter haver gente, dimandar il soccorso in danari, com’han fatto dissegno che possi rissolversi di dar anco il Re di Spagna, se ben l’instanza sarà di tanti soldati quanti son stati quelli del Madrucci 2. Questo particolare vien sin hora tenuto per secreto, siasi per rispetto della M.tà dell’Imperatore o per altro ch’io non so, ma sin hora nessun de Prencipi né de Consiglieri si è lasciato meco intender di questo in particolare, però non lo affermo per certo. Questo Vescovo, benché habbi il titolo Episcopale dalla Provincia della Bosna, habita et risiede in Sabaria, luoco distante da Canisa una giornata, in modo che per veduta et habitatione saprà discorrer di tutte le cose di 637Hungaria et di que Confini, et per questo intendo che habbin fatto elettione di questa persona, la quale non sa altra lingua che l’Hunghera, Allemana et latina. Havrà però seco un Interprete Segretario di questo Arciduca, il quale altre volte fu servitore del Sig. Cardinale Madrucci di buona memoria.
Heri mi venne certo avviso capitato per via di Mercanti di Polonia in quelli di Vienna che il Re di Polonia sia stato posto in Arresto o sotto custodia da’ suoi Polacchi, né si dice altra cagione se non perché il Re, doppo la rotta datale dal Duca Carlo, havesse mutato tutti gl’officiali Poloni et persone in lor cambio di quelli di Livonia, penso però che non debba esser vero et lo desidero per pace di quel Regno3. Penso che il Sig. Duca di Mantova dovrà esser sodisfatto dell’ossequio ch’io ho sempre dimostrato alla persona di S. A. come Prencipe tanto amato da S. B.ne et congiunto con V. S. Ill.ma, ma se io ho a dir il netto et puro di tutto questo fatto a V. S. Ill.ma quanto è successo e avvenuto da principio, nel mezzo et nel fine per essersi conosciuto ch’io ho voluto servire et fare quello ch’io doveva per honor della persona dell’Ecc.mo Sig. Generale di felicissima memoria et anco doppo de Ministri Pontificii rimasti sopra di che Monsig. Commissario Serra et il Sig. Ottavio del Bufalo potran rifferir a V. S. Ill.ma quanto è passato. Et io mi contento con sommo mio piacere di esser stato tenuto troppo ardente et in eccesso di servir alla persona di S. E. et di mantener la riputatione delle genti di S. S.tà, di che tutti questi Prencipi m’han notato, perché questo mio eccesso (nel quale se ci è colpa ne son io il colpevole) non può pregiudicar alla corrispondenza che si conviene tra i miei Padroni et S. A., perché mi contento di esser sopra di ciò giudicato et anco bisognando incolpato per servitio di quelli a quali tanto debbo. Ma forse il Sig. Duca havrebbe voluto da principio molto et poi anco doppo la morte di S. E. assai più del nostro potere, né io poteva far di meno di dichiararmi con l’Arciduca chiarissimamente et con proteste in scrittura et polize anco mentr’ero infermo, perché così tenevo gl’ordini da S. E. di buona memoria, ma non dechiaravo la commissione da che parte mi venisse. Insomma dal desiderio di commandare et dall’affettar certe apparenze da detti et parole di qualche Maligno o forse mal contento son cresciuti questi desiderii et affetti, da quali son successi poi tanti et tali disordini et miserie che si son vedute et intese le quali non si possan veramente scrivere, ma V. S. Ill.ma l’havrà intese particolarissimamente hormai tutte.
Ma le male sodisfattioni qui et altrove son maggiori di quello che si potesse scrivere perché la colpa si scarica scambievolmente et hora si dice da tutti che se fosse stato vivo l’Ecc.mo Sig. Generale si sarebbe presa Canisa, perché tutti havrebbon havuto manco che pretendere. Così ha permesso S. D. M.tà per i nostri peccati et io ne ho havuto et ho la mia parte di peni638tenza et la riccevo con pace grandissima. Prego Dio N. S. che mi mantenghi nella sua divina gratia et nella protettione di V. S. Ill.ma et in queste due case mi quieto et consolo. Supplico V. S. Ill.ma a conservarmi nella sua gratia et per fine humilmente le bacio le mani, pregandola di perdonarmi questa lunga et imperfetta diceria, la qual merita di esser lacerata anco per la qualità della materia et argomento suo.
L’aggiunto memoriale del Sig. Frangipani4vien raccomandato dai Prencipi a V. S. Ill.ma et così l’invio sotto la sua protettione, sperando che non havrà molta difficoltà nell’impetratione. Di questo si desidera da Monsig. P. Bernardino Datario 5, massime col patrocinio di V. S. Ill.ma.