Regest
Erzherzog Ferdinand reist mit wenig Hofstaat, jedoch mit Vertretern der einzelnen Provinzen, nach Prag, um mit dem Kaiser über die Sicherung der innerösterreichischen Grenzen zu verhandeln. Über die türkischen Truppen in Kanizsa und das Schicksal der von den Kaiserlichen hinterlassenen Artillerie sind unterschiedliche Informationen eingegangen. Der Pascha von Kanizsa [Terjaki Hasan Pascha] soll auf Wunsch des Sultans [Mehmed III.] nach Konstantinopel/Istanbul gezogen sein und möglicherweise im nächsten Jahr als Oberkommandierender zurückkehren.
Archiv
ASV, Fondo Borghese, serie III 111 C, fol. 169r–170r, Orig.
Brieftext
Sta di partenza questo ser.mo Arciduca alla volta di Praga, nel qual camino non haverà seco molti di sua Corte, ma per riscaldar meglio il negotio per il quale egli va a ritruovare S. M.tà, haverà bene S. A. da ognuna di queste Provincie un Commissario1che la seguiterà. La cagione che fa muovere il Prencipe a questa andata è l’haver egli veduto il pericolo et ruina che soprasta dal commune nemico a questi confini et che perciò il suo pensiero sia di portare innanzi alla M.tà dell’Imperatore, che havendo l’A. S. gl’anni precedenti osservato esserle impossibile di difendere contro ’l Turco li confini di queste parti, et di ciò sendosi più che mai chiarita questo anno, ancorché havesse li aiuti di S. S.tà et del Re suo Cognato insieme co ’l sforzo de suoi paesi et del poter suo, vogli S. M.tà nel modo che per il passato il confine di Canisa et di Petrina è stato sempre custodito et guardato da gente et presidii della stessa M.tà che il medesimo si facci hora, et non permetta che si lasci abbandonato in esterminio et danno di queste Provincie et dell’Austria ancora, poiché si tratta dell’impossibile che li Sudditi di qua siano sufficienti a guardare i confini di Schiavonia et di Croatia, non 635che questi anco dalla parte di Canisa che hanno ingresso patentissimo così alla volta di Gratz come di Vienna et d’altri luochi di questo et quel Paese 2.
Con queste et altre dimostrationi l’Arciduca tenterà che la M.tà dell’Imperatore si risolva di prendersi cura et pensiero medesimamente di queste parti et di farle difendere con le sue forze et si crede che all’A. S. non sarà ciò difficile di ottenere come forse il farlo havere essecutione, poiché alcuni tengono che, se ben S. M.tà sarà per dimostrare buona intentione, che però non vorrà muovere l’animo già applicato alle parti di Buda, massime che con la diversione delle Armi nemiche in quel lato farà conto di giovare parimente a questo, il quale pare nondimeno che possa sentire poco beneficio, sendosi li nemici guadagnati così innanzi verso questa Provincia di Stiria.
Da Confini sono lettere con ragguaglio che da Turchi siano stati condotti in Canisa ottanta Carriaggi di monitioni et che trattavano di far tirare a Seghet l’Artiglieria lasciata da nostri sotto la fortezza, la qual cosa acciò resti impedita, l’Arciduca ha mandata Commissione al Conte di Srino3, al Nadasdi et Botteiani 4che fossero in punto con le loro genti, ma si dubita che potranno effettuar poco per i freddi et nevi che impediscano il camino et le strade, oltreché se ben rimanesse la medesima condotta dell’Artiglieria arrestata, non si potrebbe cavar fuori dal paese nemico se non con un essercito et con non poca quantità de cavalli, che innanzi fosse in punto ci vorrebbe del tempo. Et questo sendo ’l fine di quanto significo anco con le lettere publiche 5…
Sono poi comparse altre lettere dal Conte di Serino, quali portano che ’l Bassa di Canisa6sia stato chiamato alla Porta, che ’l Turco disegni di farlo 636Gran Visir, esserci opinione ch’egli l’Anno venturo debba venir Generale in Ungheria et che l’Artiglieria adoprata nell’assedio di Canisa non solo sia per condursi a Seghet ma che ’l Gran Signore 7la vogli havere in Constantinopoli per triunfo.
Fußnoten
- 1 Die Abgesandten von der Steiermark, Kärnten und Krain waren: Hofkriegsrat Wilhelm von Windischgrätz, der Amtspräsident der steirischen Landschaft Hans Sigmund Wagen zu Wagensperg, Ludwig von Dietrichstein und Weikart von Auersperg. Sie erhielten für ihre Verhandlungen in Prag eine Instruktion Eh. Ferdinands vom 20. Januar 1602: vgl. THIEL, Kriegsverwaltung, S. 164.
- 2 Der undatierte Entwurf eines diesbezüglichen Schreibens Eh. Ferdinands an Kaiser Rudolf II. befindet sich in: STLA, Meillerakten XIII-B-53. Eine undatierte schriftliche Stellungnahme zu einem Memorial des Kaisers in dieser Angelegenheit in: STLA, Meillerakten XIII-B-55. Während dieses Aufenthaltes von Eh. Ferdinand und Maximilian Ernst in Prag wurde auch eine Vereinbarung bezüglich Tirol getroffen: vgl. Nr. 297.1.
- 3 Georg Zrinski: vgl. Nr. 244.2.
- 4 Franz Batthyány (1573–1625), Sohn von Balthasar Batthyány und Dorothea Zrinski. Er nahm ab 1593 an den Kriegszügen gegen die Türken teil und gehörte 1601 mit seinem Onkel Georg Zrinski zu den Truppen, die zur Befreiung Kanizsas ausgesandt wurden. Oberst von Körmend (1601–1602), Oberstmundschenk (1603–1604), Oberststallmeister (1608), Kreisoberst Transdanubiens (1604–1609), Obergespan des Ödenburger Komitats (1605), Kreisoberst Transdanubiens unter Gabriel Bethlen (1620–1621): vgl. KOLTAI, S. 9–12, 310f.
- 5 Nicht auffindbar.
- 6 Terjaki Hasan Pascha, Pascha von Ofen/Buda (August 1599 – November 1599, 4. September 1600 – April 1601, 28. November 1609 – Januar 1614), Pascha von Kanizsa (1. Juli 1601): vgl. GÉVAY, S. 67, 68, 70; ENCYCLOPÉDIE DE L’ISLAM 4, S. 570.
- 7 Mehmed III. (1566–1603), Sohn von Murad III., dreizehnter türkischer Sultan (1595–1603): vgl. EI 6, S. 981f.