Briefnr. 324.1

Portia an Aldobrandini - Graz, 1602 Juni 3

Band 5

Regest

Kein Posteingang. Portia bittet Aldobrandini erneut um eine neuerliche Weisung an den Nuntius von Venedig [Offredi], damit sich dieser wirksam für die Zehentbefreiung Portias als Bischof von Adria einsetzt. Die Erzherzöge Ferdinand und Matthias verhandeln über gemeinsame Maßnahmen gegen die von Kanizsa aus drohenden Türken- und Tatareneinfälle nach Innerösterreich. Trotz der zahlreichen Kandidaten für die Nachfolge des Herzogs von Mercœur [Philippe-Emmanuel] könnte die Wahl in diesem Jahr auf Giorgio Basta und Ferrante Gonzaga fallen.


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ASV, Fondo Borghese, serie III 111 C, fol. 230r und 231r, Orig.


Referenzen

  • Beilage: fol. 235r, Avviso, Graz, 1602 Juni 3.

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Per l’assenza di V. S. Ill.ma da Roma, penso con l’ultimo ordinario non essermi capitate lettere sue, il che fa che io parimente habbia poca occasione di scrivere, oltre quella che mi dà il doverla humilmente supplicare a farmi gratia d’imporre nuovamente a Monsig. rev.mo di Malfetta che non mi lasci aggravare dalli essattori Veneti per pagamento delle Decime, conforme a quanto m’è stato benignamente conceduto da N. S. co ’l mezzo della autorità di V. S. Ill.ma1, attento lo misero stato di questi paesi, le spese eccessive et straordinarie che convengono farsi per la guerra, per le quali posso dire d’impiegare non solo ciò che godo di Chiesa, ma anco il patrimonio, et medesimamente per esser quasi sempre privilegio de Nuntii Apostolici l’havere tal essentione che specialmente devono haverla quelli che travagliano per occorrenza di guerra et massime contro ’l Turco, nel modo che aviene di presente a me, et che perciò mi fa stare in più salda speranza di ottenere questa gratia dalla benignità di V. S. Ill.ma, come riverentemente ne la supplico. Qui aggiunti saranno gl’avisi et soliti dupplicati delle lettere publiche 2…

P.S. Per il pericolo d’incursioni che da Canisa soprasta non solo a queste provincie ma anco all’Austria, si tratta fra l’Arciduca Mathias et questo di spedire alcuni Commissarii con buon numero di guastatori et Soldati cavati dall’uno et l’altro Stato, acciò con taglio d’Arbori ne boschi, procurando d’ingombrar le strade et di chiudere i passi che da Canisa guardano verso Austria, Vienna et Gratz, si vengano ad impedire le scorrerie et depredationi a Turchi et Tartari, i quali si dicono alloggiati di qua due giornate solamente con il sodetto disegno di scorrere, il quale per rompersi si tiene che alli nostri sarà necessario di venire alle mani con nemici.

aScrivano che all’Arciduca Mattias sia stato rimesso dalla M.tà dell’Imperatore la nota di alcuni Capitani et Signori che son proposti a S. M.tà per il luoco del Duca di Mercurio, tra quali è il Sig. Duca di Parma, di Mantova, D. Giovanni de Medici et altri, ma insomma si crede che il tutto passerà per 689questo anno col governo del Basta et del Sig. Conzaga 3. Si tien per fermo che gli Turchi verran fuori un mese prima dell’ordinario et di già è arrivato il Sardar 4a Belgrado con quattromila soldati.


Fußnoten

  • 1 Clemens VIII. hatte im September 1601 dem Erlass des Zehents für Portia zugestimmt: vgl. Nr. 254.2. Vgl. darüber hinaus Nr. 249.1, 252.4, 264.1, 264.2. Portia bat Offredi im Juni 1602 um seine Unterstützung in dieser Angelegenheit und die Veröffentlichung des päpstlichen Beschlusses: vgl. Portia an Offredi, Graz, 1602 Juni 3, ASV, Fondo Borghese, serie III 48 A-F, fol. 76r (Avviso). Eine diesbezügliche undatierte und nicht unterzeichnete Supplik wurde an Giovanni Battista Agucchia, den Sekretär der Decime, gerichtet: ASV, Fondo Borghese, serie IV 203, fol. 146r. Zur Person Giovanni Battista Agucchia: vgl. JAITNER, Clemens VIII., S. CXXV–CXXVII. 
  • 2 Beilage dieser Nr. und Nr. 324.2. 
  • a Eigenhändige Ergänzung Portias. 
  • 3 Ferrante Gonzaga (1550–1605), Bruder von Kardinal Scipione Gonzaga. Er kämpfte 1571 in Lepanto gegen die Türken und diente ab 1581 an der Seite Alessandro Farneses in den Niederlanden. 1600 war er als Generalquartiermeister gegen die Türken in Ungarn gezogen: vgl. ARGEGNI, S. 22. Vgl. Nr. 304.1, 307.1, 310.1. 
  • 4 Sardar, ein militärischer Oberbefehlshaber: vgl. EI 9, S. 50. Vielleicht handelt es sich um Lala Mehmed Pascha: vgl. Nr. 328.2.