Briefnr. 374.2

[Portia an Aldobrandini] - Graz, 1602 Dezember 16

Band 5

Regest

Die Bemühungen Erzherzog Ferdinands um die Rekatholisierung Kärntens würden durch die Gründung eines Jesuitenkollegs eine entscheidende Unterstützung erfahren Das Gebiet von St. Veit eignet sich dafür aus verschiedenen Gründen nicht. Erzherzog Ferdinand besteht auch nicht mehr auf die Umwidmung der Klöster Griffen und Arnoldstein unter der Bedingung, dass der Bischof von Bamberg [Gebsattel] einer jährlichen Zahlung für das Armenkonvikt in Graz zustimmt. Die Errichtung eines Kollegs in Klagenfurt scheint sinnvoller. Dort könnte das Gebäude der protestantischen Landschaftsschule und für dessen Ausstattung die Einkünfte des Augustiner-Chorherrenstiftes Eberndorf genutzt werden. Portia empfielt dieses Vorgehen auch als Absicherung gegen den Protestantismus im Friaul.


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ASV, Fondo Borghese, serie III 111 C, fol. 316r–318r, Kop. 1


La pietà di questo ser.mo Arciduca verso la Catholica Religione è di maniera eccitata dal bisogno che tengono alcune parti del suo stato, et in specie la provincia di Carinthia, d’essere aiutate per intiera eradicatione et dimenticanza della heresia, in che sino a questi ultimi anni sono state involte, che non pensa altro il medesimo Prencipe che a modo et via di farlo. Pertanto, dopo essersi ben considerata la cosa, non soviene mezzo più opportuno et migliore di ben aiutare, promuovere et ripiantare con saldi fundamenti la purità della nostra vera Religione in Carinthia et di estirpare intieramente dagl’animi qualche rimasa reliquia di falso et heretico dogma, che la erettione et pianta de un Collegio de Padri del Giesù nella stessa Provincia. Et poiché il disegno primo, ch’era pure di edifitio tale nel detto paese ma nella terra di S. Vito2, per le considerationi havutesi dopo della incommodità del 757luoco et dei contrasti che passano tra ’l Vescovo di Bamberga et l’A. S. nel mandare ad effetto l’unione delli Monasterii di Arnoldstain et Griffen, il Prencipe insieme con altri di prudenza et d’isperimento è risoluto, lasciando al Bambergense i suoi pretesi Monasterii con carica sola di qualche annua pensione per la Casa de poveri Alunni di Gratz 3, di operare che ’l Collegio si fundi in altra parte più commoda di S. Vito et si doti d’entrate più libere che per le pretensioni di Monsig. di Bamberga non erano quelle delli antedetti Monasterii di Arnoldstain et Griffen, per i quali non è perciò bisogno di trattare per concordanza o giuditio di Vescovo vicino.

Per tanto sendo la Città di Clangfurt situata nel centro et mezzo della provincia di Carinthia, giudicata proportionatissima a ricevere pianta d’un Collegio et stimata più commoda d’ogn’altra del paese per lo effetto, massime che la Nobiltà con sue Castella et residenze, facendo quasi Theatro al medesimo luoco, con tanta maggiore agevolezza potranno i figliuoli incaminarsi ai studii et alle schole, et per il continuo concorso quivi de Paesani verranno essi tanto più dall’essempio et dalla dottrina mossi a sentire frutto nella Religione et a ridursi affatto dalle tenebre delli errori alla luce della verità, si è fatta elettione per il sodetto Collegio della detta Città di Clangfurt et a ciò inclina il Prencipe, esshortano i Padri et altri così per li presupposti accennati, come anco per vedersi rappresentato modo in un subito et con non molto dispendio, di poter havere fabricato il Collegio, Chiesa et Schole, poiché truovandosi in essere nella medesima Città edifitio ben amplo, ove come in Seminario venivano i figliuoli insegnati et educati nella heresia da Predicanti et persone abhominevoli, poca opera ci vorrà a ridurlo al costume de Padri Giesuiti et de Cattolici et a dargli la forma che si conviene4.

Quanto poi alle entrate da applicarsi per mantenimento et conservatione del Collegio, l’Arciduca ha truovato modo di farlo ogni volta che la S.tà di N. S. se ne contenti et vi concorra con la sua benigna gratia et clemenza. Vaca di presente pure in Carinthia et non più di quatro leghe discosto da 758Clangfurt, la Prepositura di Ebrendorff dell’ordine de Canonici Regolari, la quale riconosce nelle cose spirituali per Diocesano il Patriarcha d’Aquileia. La elettione del Prevosto è propria del Capitolo, il quale si truova sì conditionato che di cinque Canonici che sono non ha pur uno di mediocre qualità da poter esser eletto, et due di questi incontinenti et di scandalo non sono senza figliuoli et gl’altri per l’appoplesia sono in termini tali che per far provisione di Prelato sarebbe necessaria postulatione di qualc’uno di fuori 5.

Onde l’Arciduca, mosso dall’occasione di questa vacanza, dal vedere la inhabilità de Capitolari et dal raccordarsi che la medesima Prepositura al tempo del Prencipe Carlo suo Padre fu quasi estinta et applicata ad erettione d’un Vescovato che si hebbe animo di fundare nella Terra di Velchemarcht di Carinthia6, ha pensato di fare ogn’opera perché sia unita et incorporata al sodetto futuro Collegio, et di ciò havendo l’A. S. trattato meco lungamente affine dessi conto alla S.tà di N. S. et testificassi il beneficio et utile che sarà per derivare ai popoli dalla erettione del Collegio et dalla conservatione sua che non potrebbe seguire senza la incorporatione della sodetta Prepositura, vengo a supplire con queste lettere, aggiungendo stimar io che l’opera riuscirà fruttuosissima di avanzo alla Cattolica Religione et d’intiera securezza al Friuli che confine non corra più pericolo di contrahere macchia di heresia. Et dovendo esso Prencipe scriver stesso in questa materia a S. B.ne 7et dare essatta informatione d’ogni cosa per impetratione della gratia dell’Unione …


Fußnoten

  • 1 Kopie eines nicht auffindbaren Berichtes an San Giorgio. 
  • 2 Im Februar 1600 war der Plan an die Kurie herangetragen worden, das Paulinerkloster St. Peter und Paul in St. Peter im Walde/Sveti Petar u Šumi in Istrien zu Gunsten der Gründung eines Jesuitenkollegs in St. Veit in Kärnten aufzulösen: vgl. Nr. 109.2. 
  • 3 Mittels der Stiftungsurkunde der Universität Graz Eh. Ferdinands vom 1. Januar 1602 wurde für arme Studierende das Stiftungshaus Ferdinandeum als Erziehungsund Bildungsanstalt eingerichtet. Der Ursprung des Ferdinandeums liegt aber bereits in der Regierungszeit Eh. Karls II.: vgl. PEINLICH, Gymnasium, S. 47–56; KRONES, S. 260f.; KERNBAUER, S. 338. 
  • 4 Die protestantische Schule mit Konvikt war bis zu ihrer Schließung im April 1601 in der landschaftlichen Burg (heute Burggasse 10) untergebracht. Die Jesuiten übernahmen 1604 die ehemalige protestantische Kirche zur Hl. Dreifaltigkeit (heutige Dom- und Stadtpfarrkirche St. Peter und Paul) und das daran anschließende Bürgerspital, das nach einem entsprechenden Umbau als Ordensniederlassung und Kolleg Verwendung gefunden hat: vgl. HARTWAGNER, S. 78–81, 83–85; DEUER, Dreifaltigkeitskirche. 
  • 5 Propst Sebastian Kobl war am 10. Oktober 1602 verstorben. Erst im April 1603 wurde Matthias von Staudach zum neuen Propst gewählt, dessen Wahl von der Regierung nicht anerkannt wurde: vgl. NASCHENWENG, Eberndorf, S. 110–113. Vgl. Nr. 57.3. 
  • 6 Eh. Karl nahm die Verhandlungen für die Gründung einer eigenen Diözese in Kärnten mit Sitz in Völkermarkt im Jahr 1587 auf. Der plötzliche Tod des Landesfürsten im Jahr 1590 bereitete dem weit gediehenen Projekt aber ein jähes Ende: vgl. RAINER, Völkermarkt; RAINER, Bistümer, S. 462–467. 
  • 7 Nicht auffindbar.