Regest
Eingehende Erörterungen mit Vizekanzler Schranz über religiöse Lage. Kämpfe an Türkengrenze in Kroatien. Beabsichtigte Klage Hoffmanns an Nürnberger Konvent gegen Papst wegen Einmischung in weltliche Angelegenheiten der deutschen Fürsten. Beratungen über eventuellen Verkauf der Grafschaft Pisino zur Besserung der Lage Erzherzog Karls.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 49r—50r, Orig.
Brieftext
S. A. deputò come già scrissi a V. S. Illma il sig. vicecancellero, acciò me informasi del stato della religione di queste provincie1et così S. S. è stata da me et ha cominciato a mettere in esecutione la mente di S. A., molto fidelmente a mio parere. Et, perché la materia è longa et è pericolo di confondersi, si siamo risoluti di trattare il primo giorno l’origine del male et poi l’argumento et stato suo et quello che si è insin hora fatto per cacciarlo, et il terzo giorno parlare delli remedii, et qua sta il punto; et domani si trattarà di questo et io andarò mettendo in ordine ogni cosa per poterne dar parte a V. S. Illma, come prima potrò, et restò insin hora molto sodisfatto della risolutione che io feci di ricorrere a S. A. per la informatione di questa materia.
Oggi è venuto aviso a S. A. che il conte de Strinco, figliuolo di quell gran capitano che si trovò nella presa di Siggetto, essendo andato a depredare nelli confini della Crovaccia contra Turchi, come qua si suole, si è rincontrato a caso con un beeg de Bossega Turco, il quale ancora esso andava a danni di christiani, sì come il conte andava a danni delli Turchi et, essendo venuti alle mani, il conte ha roto et morto il beeg et ha preso il figliolo et genero suo con ducenti Turchi et altri tanti cavalli vivi et ha amazzato da trecento Turchi, attione che qua è piacciuta assai.2
33S. A. ha ancora nova della corte del imperatore ché, havendo il Gran Turco dato carico a Belerbet, figliolo di Meemet bassa già morto, di un gran numero di cavalli, venne costui in tanta discordia con un altro bassa, che venero a fatto d’arma tra di loro et dal’ una et l’altra parte morssero bona quantità de Turchi. Ma al fine restò superiore Belerbec, il quale, dubitando di non esser castigato del Gran Turco, se ne passò con quatro milia cavalli al Persiano.3
Di Fiandra hanno bonissime nove, le quali costà si devono sapere,4et perciò credono che non si farà altrimenti il convento in Orrimberga, 5massime aggiongendosi il felice sucesso di Portogallo. 6
La temerità di quell Offmam è ridota a tal termine, che scrive qua che vuol andare a dare una querela a S. Stà in questo convento di Orrimberga, perché S. Bne se intromette nelle cose temporali delli principi di Germania, et qua in consiglio proponendosi questo suo proposito non ha lasciato | : Giovanni Cobenzel : | al solito di mantenere che ha ragione et che egli non cognosce manco nelle cose temporali per superiore S. Stà, ma come vescovo sì, et questo è quello che scrivo nel altra mia,7che havrei procurato di sapere.
Si è trattato nel consiglio hieri che S. A., et per pagare delli debiti et per desimpegnarsi et per poter resistere a questi provinciali, parlò de’ baroni et nobili, quali, vedendolo in tanta necessità, lo astrengono a condescendere a cose senza dubio aliene dalla mente di S. A. in materia della religione,8che S. A. debba vendere un contato 34domandato Pissino nella provincia d’Histria, 9che frutta 14 mila scudi de intrata et è richo de boschi con legnami boni per armate. Sono in ogni modo risoluti di venderlo, ma non vorrebbono darlo |: a Venetiani :| in modo alcuno, se bene sano che sarebbe paggato benissimo. Se il granduca o altri volessero attender a questa pratica, riuscirebbe senza dubio et sarebbe di grandissimo servitio per la religione, non essendo certissimo che se questo principe fosse desimpegnato et non in tanta necessità, farebbe qualche bona risolutione.
Ho voluto che per ogni rispetto V. S. Illma lo sapia; dicono che in un giorno et in una notte si può andare in Ancona.10...
Fußnoten
- 1 Siehe oben Nr. 10.
- 2 Georg Zriny, Sohn des berühmten Nikolaus Zriny, fügte den Türken unter Iskender, Sandschak von Posega, eine Niederlage bei. Iskender fand den Tod, 430 Türken wurden gefangen (Hammer, Geschichte des Osmanischen Reiches II, S. 511 f.). — Am 11. Oktober 1580 berichtete der venezianische Gesandte am Kaiserhof bereits über dis Ankunft von Abgesandten des Paschas von Buda, die sich über die Grenzüberfälle beschwerten, und über Gegenmaßnahmen der Türken bei Tokaj (Venedig AS, Dispacci Germania, filza 7, b. 82).
- 3 Vielleicht ist der nach dem Tod des Großwesirs Sokoli ausgebrochene Streit gemeint (Khevenhiller, Annales Ferdinandei I, Sp. 182—186; Jorga, Geschichte des Osmanischen Reiches III, S. 241 f.).
- 4 Die optimistischen Hoffnungen über die Entwicklung in Flandern erfüllten sich aber nicht (Pirenne, Geschichte Belgiens IV, S. 224 f., 231 f., 248 f., 251 f.).
- 5 Am 20. September meldete der Nuntius vom Kaiserhof, daß der geplante Kurfürstentag in Nürnberg von der Entwicklung in Flandern abhänge (Arch. Vat. Nunz. Germ. 99, f. 343r). Trotz der günstigen Nachrichten wurde der Plan aber erst Mitte November aufgegeben (Nunz. Germ. 99, f. 369v und 372r).
- 6 Am 26. September 1580 war die Nachricht von der Eroberung Lissabons und ganz Portugals an den Kaiserhof gekommen (Arch. Vat. Nunz. Germ. 99, f. 349v).
- 7 Nr. 11.
- 8 Schon am Landtag 1572 wurde Erzherzog Karl genötigt, für finanzielle Bewilligungen der Stände religiöse Konzessionen zu gewähren (Loserth, Reformation und Gegenreformation, S. 177 ff.; derselbe, Religionspacification, S. 1 ff.; Rainer, Nuntiaturberichte II/8, S. 247 f.).
- 9 Grafschaft Pisino.
- 10 Pisino wurde nicht verkauft, sondern blieb bis 1918 österreichisch. Vgl. Nr. 74.