Regest
Bemühungen der katholischen Räte um Standhaftigkeit Erzherzog Karls gegen religiöse Forderungen der Häretiker auf kommendem Landtag. Konferenz führender Katholiken mit Malaspina für vorsichtiges Vorgehen und Beschränkung auf Verwerfung des von den Häretikern gefälschten Textes der Religionskonzession von 1578, Abschaffung der Prädikanten in Städten und Fortsetzung des Schulgeschäftes.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 124r—126v, Orig.
Brieftext
Questi signori del consiglio catholici, ma principalmente il sig. cancilliero,1a’ quali S. A. più volte ha fatto consultare quello che si potrebbe fare per sollevar la religion catholica tanto afflitta et oppressa in queste parti, conoscendo la natura del principe, temendo per la esperientia delle cose passate et sapendo la vigilantia et astutia delli heretici, si sono risoluti unitamente di parlar a S. A. et portarli di nuovo la consulta approvata et augumentata dal’arciduca, suo fratello et duca di Bavera, 2et dirle: „Signore ecco qua quello che si è concluso da noi, vostri fidelissimi servi, tutti intenti al benefìcio di V. A. et di questi stati, de’ quali noi ancora siamo membra et habbiamo la causa commune. Si è cominciato a mettere in esecutione alcuni capi di questa consulta, ma perché un de principali è che S. Stà mandasse nontio, 3acciò che potesse V. A. consigliarsi seco etc., egli è già venuto et, subito giungendo, ha rapresentato et a lei e a tutti noi la charità paterna di S. Stà verso lei et popoli suoi, protestandosi che egli non ha mai per havere altro fine che l’honore et gloria de Dio et beneficio della salvatione delle anime, di più, potendo egli investigare per molte parti il stato della religione, non ha voluto, ma sapendo che la causa deve a noi premere più che a niun altri, et non desiderando egli di saper questo per curiosità né per altro rispetto che per utile nostro, ha supplicato V. A. a farlo fidelmente informare tanto dell’origine della heresia quanto del progresso et stato suo et delli remedii, che si potrebbano applicare, né ha egli portato seco mezzi alcuni, ma ha approvato li nostri, propostoli in nome di V. A., et ha dato parte a S. Stà di quello che è passato et non ha mancato per quanto referisce di far ogni buono officio, acciò tutto quello che depende da S. Stà sia effetuato. Hora noi, alli quali è molto ben noto li impeti delli provinciali et sapendo con quanta temerità et poco rispetto essi abusano della clementia di V. A., come zelosi del’ honore et reputatione di lei, non potiamo se non metterle in consideratione che li mezzi da noi trovati sono quelli che V. A. ha tante volte approvati col parere et consiglio de più attinenti suoi parenti, quali son stati fidelmente rapresentati al nontio et egli ha tenuti per facili et hor più che mai li tiene. Quando V. A. si è mossa ricercare a S. Stà che mandi nontio non è stato per altro effetto, se non per consultar seco del remedio a tanti mali. Hora se, essendo venuto et havendo 100approvato quello che noi habbiamo proposto, vederà che non si venghi alla esecutione, egli non potrà se non avisare S. Bne di quello che già ha dato segno di suspicare, ciovè che noi non diciamo da dovero cosa che quanto possi denigrare il candore della bontà et pietà di V. A. ogniuno lo può considerare. Però noi giudichiamo per servitio suo espediente, che un’altra volta la rivedi la consulta et si risolvi a queste diete, conforme al’ intentione che si è data al nontio et si è scritto a Roma al cardinale Madrutio di far qualche notabile demostratione, 4acciò li principi catholici, a notitia de’ quali è già pervenuto che S. Stà ha mandato nontio ricercato da lei, possino conoscere che V. A. sì come nella persona sua professa con vive opere di voler vivere et morire nella religione, nella quale è stata battizata, nutrita et educata, che similmente la procura con ogni sua possibilità nelle provincie, che Dio benedetto le ha dato in dominio. Et perché queste diete, che si sono per fare, sono le pietre di approvatione, et mostrando il nontio di non sperare di poter far frutto di qualità né manco nel stato ecclesiastico a poco a poco, anzi dubita che non si facendo al presente qualche notabile demostratione, che l’autorità sua non sia per declinare et patir detrimento, et pone ogni speranza nelle diete, potrebbe esser che S. Bne, essendo informata del’ opinion sua, si risolvesse, non intendendo che si sia fatto frutto alcuno in esse, di revocarlo, cosa che sì come sarebbe a tutti noi di detrimento, così a V. A. di poca reputatione et senza dubio sarebbe stato meglio di non l’havere mai ricercato etc“. Questi signori hanno fatto ogni cosa, perché io non sapessi questo lor proposito, acciò non si potesse con verità dire che il nontio li ha instigati a questo, ma io l’ho saputo et ne ho sentito grandissima consolatione et subito ho mostrato di saperlo et li ho confirmati nel proposito et suministratole alcune cose, et di qui è nato che mi hanno esortato con tanto affetto a chiamar il vescovo di Secovia, che ancor esso fu nominato nella consulta.
Stando scrivendo questa mia a V. S. Illma, mons. di Gurgo, il sig. cancelliero et il secretario di S. A. et il padre predicatore sono venuti a desinar meco et habbiamo fatto una consulta insieme et hanno cercato di persuadermi che non è bene che S. A. rompi a fatto con li provinciali in questa prima dieta, poiché sarebbe un voler violentare troppo la natura timida et tarda del principe. Io, sì come prima ero di questo medemo parere, già tra noi concluso, che si dovesse aspettare alla seconda, così facilmente sono venuto nella loro 101opinione, ma li ho interrogati se in questa prima se la passeremo in silentio. Mi hanno risposto che credono certissimo che ancora che li provinciali tacciano, S. A. farà tre cose: Prima che dichiararà la scrittura del 1578, che li heretici hanno publicata esser falsa et come falsa che totalmente la riprova. 5(2) Che toglierà alle città li predicatori heretici. 6(3) Che perfettionerà il negotio de’ figliuoli, 7et che doppo si anderà attendendo al resto et che quando S. A. non si mostri ardente in favore della religione catholica, che da parte della maggior parte de catholici mi fanno sapere che sono risoluti di protestare al principe, che loro non vogliono più habitare le sue provincie et che si vogliono partire, et realmente lo faranno. Io ho ricevuto grandissima consolatione vedendo il gran spirito di questi signori et li ho commendati et ringratiati con tutto l’affetto che ho potuto, et in spetie il sig. cancelliero, come autore di tutto il bene che si fa qua, ché se non fosse lui che deffende li Jesuiti, che protegge li catholici et tutti li buoni, che parla al principe et ha autorità et gratia da poterlo et saperlo fare, certo che non so come le cose si passassero; io sto assai più quieto col’animo con così buone speranze et forsi il Sig. Dio ne vorrà consolare. Dal’altra parte li provinciali non dormano, non lasciano di far gran pratiche con le città, acciò resistino; et le fanno animo et le promettono la vittoria et procurano il medemo per subornare il stato ecclesiastico, ma spero che S. D. Mtà dissiparà li consiglii loro iniqui et impii. Io vo facendo un memoriale de alcuni punti essentiali per dare a S. A. inanzi la dieta, et credo non sarà infruttuoso. 8Il far pronostico del’ esito di questo negotio è pericolosissimo et a me non basta l’animo, ma solo posso promettere diligentia, vigilantia et una pronta et ardente volontà di far quello che humanamente potrò, acciò ne segua qualche bene conforme alla santissima mente di N. S. Non dimeno, poiché la causa è de Dio, dobbiamo sperare che, essendo padre di misericordia et Dio d’ogni consolatione, non lasciarà di aprire il tesoro infinito della misericordia sua sopra tanto gran numero de popoli, quali habitano veramente nelle tenebre.
Hoggi si farà consiglio et si tratterà che aiuto deve S. A. domandare a tutti li stati de’ provinciali in questa dieta...
Fußnoten
- 1 Vgl. Nr. 14, S. 40.
- 2 Gemeint sind die Beschlüsse der Münchner Konferenz (Loserth, FRA 11/50, S. 31—40).
- 3 Ebenda, S. 36, Punkt 13.
- 4 Siehe oben Nr. 16, Anm. 9.
- 5 Siehe oben Nr. 14, Anm. 13.
- 6 Wegen der Entfernung evangelischer Prädikanten aus Fürstenfeld, Cilli und Rottenmann war es schon vorher zu Beschwerden der Landschaft gekommen (Loserth, FRA II/50, S. 45 f. und 58, Anm. 1).
- 7 Siehe oben Nr. 17 und 18.
- 8 Nicht vorhanden.