Regest
Vorkehrungen für bevorstehenden Landtag. Reform des Klerus. Ausfällige Predigt eines Prädikanten in Graz. Überfall auf Priester und Hostienschändung bei Groß St. Florian. Zahlreicher Kommunionempfang am Allerheiligentag.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 119r—121v, Orig.
Brieftext
S. A. me ha fatto dire per il sig. cancelliero che haveva scritto a tutti li prelati che dovessero venire a questa dieta in ogni modo, cosa che non si suol fare, ma solamente si fa la intimatione in genere et che haveva fatto questo, acciò, venendo occasione di rompere tutto il stato ecclesiastico, sia presente et possi aiutare et difendere la religione catholica dove sarà bisogno, quale potemo considerare che sarà grandissimo et resistere alli impeti delli provinciali et alle loro inique pretensioni.1Me hanno ancora esortato a chiamar qua, prima della dieta, il vescovo di Secovia, il quale ha il primo voto tra prelati et è persona molto prudente, ma di prudentia humana et è tenuto per esser conglutinato con li provinciali et ordinariamente, dove egli pende, tutto il resto del stato ecclesiastico va. 2Fu questo prelato da me già alcuni giorni sono, ma in forma tale che oltre al non haver io la meglio informatione del mondo della persona sua, vedendolo senza habito decente, fui sforzato a farle un poco di monitione, 3la quale veramente fu purtroppo suave, se bene a lui parve acre, pensando che ci fosse sotto gran misterii et particolarmente ricevete affronto, perché non volsi accettare una bota di vino, che mi mandò doppo a donare. Io le ho scritto et credo sarà qua domani, 4li farò carezze grande et vederò di guadagnarlo et ho il modo che ho da tenere et forsi l’allogiarò. Ho similmente fatto venir da me un gentilhuomo, molto intrinseco del’ eletto di Salisburg et suo ministro principale et zeloso catholico, il quale era capitato qua vicino 5et se ritornava a Salisburg, et ho diffusamente trattato seco, et l’ho pregato a voler in mio nome esortare l’eletto a scrivere a tutti i prelati, che hanno voto nella dieta et sono sotto la sua giuriditione, che tenghino buona intelligentia meco et si governino conforme al parer mio, quale non è indrizzato ad altro che al’honor et gloria de Dio S. N. et a beneficio delle anime et utilità loro, quali al presente sono e strapazzati et mal trattati dalli heretici. Et similmente le ho ricercato, per mezzo di questo signore, che mi mandi il parer suo circa la reformatione del clero et vo a camino che li prelati istessi siano quelli che 97mi consigliano et diano il modo, accioché, venendo occasione di dar qualche forma alla disciplina ecclesiastica, loro mi aiutino a metter in esecutione quello che me hanno proposto et approvato per buono, oltre che questo è un mezzo di conciliarmi l’amore et affettione loro, mostrando che totalmente non li escludo, non li dando parte di quello che tratto et sono per trattare, che questo col tempo poteva nocere molto al negotio et già cominciavo a subodorare non so che, ma siamo a punto a tempo, ché prima non lo dovevo né potevo fare. Ho scritto al nontio del’ imperatore, pregandolo a voler far un officio galiardo et efficace con S. M. Ces., acciò scriva una buona littera a S. A., esortandola a voler in questa dieta far un buon sforzzo in sollevatione della religione catholica et le faccia animo etc. Credo sarà di qualche frutto se S. M. scriverà; 6il simile si è operato con l’arciduca suo fratello et duca di Baviera, però senza darne parte a S. A. Come cominciano a comparire li prelati, io prima privatamente poi convocandoli tutti non mancarò di parlarli et esortarli a quello che vederò esser di servitio de Dio et della religione catholica, 7et mi sforzarò di sodisfare al debito mio et far quelli officii che il negotio ricerca con quell maggior affetto che potrò, et spero che S. A. resterà sodisfatta della diligentia mia.
Qua stiamo tutti aspettando l’esito et con grandissima sollecitudine et sentiamo le bravate delli heretici et le populari sono grandissime, ma li grandi taciono et S. A. tuttavia sta ferma nel suo primo parere, che già scrissi a V. S. Illma, ciové che li provinicali se la passino in silentio et si contentarano di stare come hora stanno,8cosa che mi dispiacerebbe et ha opinione che il Cobenzolo le sia per dare questo parere, ma noi faremo quello che potremo, acciò S. A. rompi lei et o revochi subito quello che ha concesso, overo pur aspetti al’altra dieta che si farà doppo, se bene lor si mostrassero tutti obedienti et senza li impeti et conati suoi consueti et naturali. Il sig. cancilliero et altri hanno diverso parere et credono che debbiano dar loro occasione di rompere a S. A., basta, staremo a vedere.
Poterebbe essere che le cose andassero in modo turbulente che fosse necessario che il padre provinciale de’ Jesuiti, confessore di 98S. A. et di autorità appresso di lei, stesse presente per aiutarmi et per sollevarmi da molti fastidii, 9però se verrà tal necessità che per servitio publico giudicassi necessaria la presentia sua, haverei caro di poterlo trattenere non ostante la congregatione della ellettione del generale et però io le ho fatto scrivere che nella congregatione, che si fa hora in Viena, si elleghi uno che, venendo tal bisogno, vadi per lui alla congregatione. Io non lo farò restare senza estremo bisogno, et spero che questo non doverà dispiacere a V. S. Illma, se pur verà il caso. 10
Mando a V. S. Illma un capitolo della predica,11che un predicatore heretico predicò nel giorno santissimo di Ogni Santi, oltre a quello che già ho scritto, che disse nella festa di S. Simone et Giuda. 12Similmente V. S. Illma potrà vedere l’altra scrittura, nella quale si narra un caso che hora è successo molto esecrando, 13et subito mi hanno avisato, acciò ci ponghi rimedio, ma Dio sa quello che operarò, non mancarò già di farne officio caldissimo, come merita il fatto, et mi sforzarò che non passi senza dimostratione et debito castigo.
No voglio lasciar di dire a V. S. Illma che il giorno di Ogni Santi, in presentia di S. A., feci una communione generale della maggior parte catholici, quali mi edificorno grandemente et fu con incredibile consolatione di tutti li buoni et il numero fu assai grande...
Fußnoten
- 1 Bei der Eröffnung des Landtages waren alle Prälaten anwesend (Nr. 37).
- 2 Georg IV. Agricola, 1572—1584 Bischof von Seckau und Administrator von Lavant, Doktor der Rechte und gelehrter Humanist, studierte in Paris (Roth, Seckau, S. 524).
- 3 Vgl. Nr. 114, Anm. 8.
- 4 Siehe Nr. 30.
- 5 Wahrscheinlich hat er sich in Leibnitz, einem damals wichtigen salzburgischen Amt, aufgehalten.
- 6 Diesbezügliches Schreiben Kaiser Rudolfs II. an Erzherzog Karl vom 21. November 1580 (Loserth, FRA 11/50, S. 69 f.).
- 7 Siehe Nr. 37. P. Blyssem berichtete darüber am 24. November 1580 sehr positiv an den General der Jesuiten (Rom Generalarchiv der Jesuiten, Germania 158, f. 316rv).
- 8 Siehe Nr. 16, S. 65 f, und Nr. 25, S. 90.
- 9 Siehe oben Nr. 19, Anm. 17.
- 10 Malaspina verbot P. Blyssem am 24. November 1580, nach Rom zu reisen (Rom Generalarchiv der Jesuiten, Germania 158, f. 317r). Vgl. Nr. 48 und 54.
- 11 Nr. 21.
- 12 Siehe oben Nr. 25, Anm. 7.
- 13 Nr. 22.