Regest
Bisher erfolgloser Versuch der evangelischen Stände, durch Fußfall ihre Religionsangelegenheiten durchzusetzen. Besserung der Beziehungen zwischen Erzherzog Karl und Erzbischof von Salzburg. Drängen der Prälaten auf Beendigung des Landtages. Ausführliche Information P. Maggios über hiesige Ereignisse zur mündlichen Berichterstattung in Rom. Schreiben der Häretiker an Fürsten des Reiches mit Kopie ihres an Malaspina gerichteten Briefes.
Archiv
Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 243r—244r, Orig.
Brieftext
Crediamo tutti che li heretici habbiano fatto l’ultimo lor conato con S. A., poiché apertamente le hanno in voce et in scritto protestato che, volendo lei perseverare nella dichiaratione del primo decreto,1che si rebelleranno et che vorranno vedere chi sarà colui che ardirà di mettere in essecutione le cose contenute in esso. Hanno insieme con questo maledetto la persona mia 2et pregato S. A. a non darmi 176né fede né credenza alcuna. Compagnorno le lor bravate con una inginochiatura et con lacrime et volulato grandisimo. S. A. non li volse sentire et si partì, senza risponderli né accettar scrittura, la quale lor dettero alli consiglieri presenti, pregandoli a voler intercedere per loro. 3S. A. le ha fatto rispondere a capo per capo, ma in spetie, circa la rebellione, le ha fatto dire che egli crede che al’hora fossero fuor di cervello et che però li commanda che dichiarino un’altra volta la intentione che hanno in quel particolare; insin’hora non l’hanno fatto. 4Stando le cose in questo termine sono capitate due lettere del’ arcivescovo di Salisburgo : una in risposta alli heretici et l’altra dirretta a S. A., et mando a V. S. Illma la copia di quella delli heretici al’arcivescovo 5et del’ arcivescovo a loro, 6ché la lettera di S. A. non ho potuto per ancora havere. Speriamo che queste lettere haveranno abbassato in qualche parte la ostinatione di costoro, perché oltre a quelle che V. S. Illma vederà che l’arcivescovo scrive alli heretici nella lettera diretta a S. A., le fa sapere come egli ha avisato alli confederati della sua legha, 7dandole conto della impudenza di costoro et domandando l’aiuto loro per reprimerli. 8V. S. Illma si può immaginare la consolatione che S. A. ha ricevuto et io in particolare, poiché alla mia cura è stato sempre rimesso il tenere il stato ecclesiastico animato et in buona intelligenza con S. A.
Dal’occasione di queste lettere il principe ha fatto fare un decreto alli provinciali, nel quale si lamenta aspramente di loro, che senza sua saputa scrivino alli principi suoi vicini, minacciandoli et perciò violentandoli al pensare di far guerra contro di loro et per consequenza delle provincie di S. A. et li commanda che diano conto 177perché hanno fatto questo. 9Stiamo aspettando quell che risponderano a questi doi decreti, et Dio benedetto sa la sollecitudine nostra quale sia.
Li prelati, per instigare più il principe, le hanno dato un memoriale, lamentandosi che la dieta duri tanto et che loro non possono più star qua10et che però sì come sono prontissimi per dare la lor portione a S. A., così la pregano a commandare alli provinciali che si dichiarino se vogliano contribuire o non. S. A. insin’hora sta ben animata et il stato ecclesiastico ancora, et mi pare che le cose hormai sieno andate tanto inanzi, che difficilmente niuno può ritornare a dietro, et però spero che staremo uniti et fermi.
È capitato qua il p. Maggio, della compagnia de’ Gesuiti, il quale è molto grato a S. A. et informato delle cose di questi paesi. È parso al principe darle lettere credentiali dirrette alla Stà di N. S. et ha voluto che io l’informi di tutto quello che è passato insin’hora. Io l’ho fatto et mi pare che sia persona molto prudente et intelligente, però mi rimetto a quello che più difusamente dirà a V. S. Illma,11massime che non è molto sicuro il scrivere, essendo intercette le lettere et io non ho ricevuto niuna di V. S. Illma dalli 5 di novembre in qua, che mi fa stare con l’animo sospeso et dubito che non sieno capitate in mano delli heretici. 12Costoro hanno scritto al’arcivescovo di Salisburgo et a tutti li principi del’ imperio d’havermi dato un scritto et mandano la copia a quelli principi, la qualcosa è falsa, come per altre mie ho fatto sapere a V. S. Illma 13.. .
Fußnoten
- 1 Mündlicher Vortrag und Schreiben der dem Augsburger Bekenntnis zugetanen steirischen Stände vom 31. Dezember 1580 sowie vom 31. Jänner 1581 mit der Bitte um Belassung der Bruckner Religionspazifikation und Beschwerde über die Tätigkeit des Nuntius Malaspina (Loserth, FRA II/50, S. 143—150, 152—154, 162—172, 183—189).
- 2 Vgl. Nr. 56 und 132.
- 3 Erzherzog Karl war über den Fußfall sehr erregt und verließ, nachdem sich keiner der Knieenden auf seine Aufforderung hin erhoben hatte, die Tür im Zorn zuschlagend, den Saal. Die Schriften wurden daraufhin den geheimen Räten übergeben (Loserth, FRA II/50, S. 172).
- 4 Landesfürstliche Antwort vom 4. und 11. Jänner 1581 (Loserth, FRA II/50, S. 155—100, 179—181).
- 5 Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 198r—200v ddo Graz Dezember 24 (Loserth, FRA II/50, S. 139).
- 6 Ebenda f. 237r—241r, Schreiben des Erzbischofs Johann Jakob von Salzburg vom 4. Jänner 1581 (Loserth, FRA II/50, S. 154 f.).
- 7 Schreiben des Erzbischofs von Salzburg an Herzog Wilhelm vom 4. Jänner 1581 (Loserth, FRA II/50, S. 698).
- 8 Antwort Herzog Wilhelms als Kreis- und Bundesobristen an den Erzbischof von Salzburg mit Versprechen zu Hilfe vom 10. Jänner 1581 (Loserth, FRA II/50, S. 175).
- 9 Am 18. Jänner 1581 antworteten die Stände Augsburger Bekenntnisses aber, daß sie weder dem Kaiser noch eineim Reichsfürsten bisher darüber geschrieben hätten (Loserth, FRA II/50, S. 190—198).
- 10 Am 9. Jänner 1581 schrieben die Prälaten in diesem Sinne an Hoffmann. Etwa vom selben Tag dürfte ein an Erzherzog Karl gerichtetes und nur undatiert überliefertes diesbezügliches Schreiben stammen (Loserth, FRA II/50, S. 173—175).
- 11 Siehe Nr. 67, Anm. 2.
- 12 Gallio schrieb nach dem 5. November erst wieder am 3. Dezember an Malaspina, der, den Empfang am 1. Februar bestätigend, diesen Verdacht nicht mehr wiederholte (Nr. 65).
- 13 Vgl. Nr. 55, S. 159.