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Vorschläge Malaspinas in Religionsangelegenheiten.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 212r—213 , Orig.
Brieftext
Prima se si deve conforme a quello che si è scritto a S. Stà et ogni ragione ricerca seguire il consiglio di S. Bne nel perfettionare il negotio: Verbi gratia del mettere il presidio ne la città et chiamar per tal effetto il capitano Ferimbergo inanzi la trattatione.2De l’operare che venghino consiglieri de l’imperatore et d’altri principi et in persona il duca di Baviera, non potendo o non volendo l’arciduca Ferdinando, et in effetto far prima li preparatorii, tra quali si tiene per necessario il publicare il capitano del paese, 3il fornire il negotio cominciato con l’Hoffmam circa la parochia di Peltz. 4
Secondariamente si deve vedere a quali consiglieri S. A. deve communicare questo negotio, nel qual proposito il nuntio ricorda che pare espediente per degni rispetti et anco per interesse di quelli, a’ quali S. A. da principio l’ha communicato che se ne dia parte ad altri ancora.
Bisogna ponderare bene prima quello che si deve et si può tentare con speranza di perfettionare, se si deve inherire al decreto overo a la consulta di Baviera.5Se basta per hora il prohibire a le città la 326libertà de la religione et lassar li nobili nel pristino stato et se, quando si ottenesse questo, il principe ha braccio di stringere le città ad obedire. Se insieme con questo si deve trattar de la erettione del vescovato in Gratz; secondo, del quando ciò o inanzi la dieta o ne la dieta o dopo la dieta; terzo, de la forma et modo che si deve tenere; quarto, discorrere quello che il principe deve fare per sé, senza interposita persona et essortarlo et animarlo a far da dovero.
Quello che li consiglieri deveno ancora essi procurare et in effetto unitamente fare una buona et santa risolutione di essequire ogn’uno l’officio suo, considerare se il stato ecclesiastico può giovare in questo, et monir li più principali inanzi la dieta et mostrar di tener conti di loro.
Et acciò che si dia manco occasione che si può a la nobiltà di apponersi a la volontà del principe, pare molto a proposito che si riduchi in buona forma tutto quello che contra le promesse fatte ne la dieta passata è stato et da loro et da li loro predicatori fatto, detto, rappresentato, predicato, scritto et tentato, et di più tutti li abusi, che continuamente nascono, et quanto al governo politico et quanto a la religione per la diversità de la dottrina loro, la quale causa ne li populi una confusione tale, che nessuno sa quello che deve credere, come li Flacciani et, al presente, li apostoli di Carniola.6
Et acciò il presidio che si metterà non dia occasione di romore, pare che si debbia ridurre in memoria a li provinciali il scritto che loro detero ne la dieta passata, nel quale volevano persuadere a S. A. che loro erano per esser sempre obedienti,7ma che temevano il popolo di Gratz. Et però ogni ragione vuole che S. A. stia sicura ne la sua città insieme con li catholici, oltre che non obedendo loro a li decreti suoi, come hora fa l’Hoffmam et altri, è forza che lei pensi a la conservatione de la sua auttorità.
Si ricorda ancora che non par forse espediente che in questi principii si sappia che S. Stà dà aiuto quanto al presidio,8ma più 327tosto si faccia credere che li parenti, 9poiché manco è bene che si creda che S. A. del suo lo faccia, che et non sarebbe verisimile et causarebbe altri disordini.
Si mette ancora in consideratione che se li provinciali, dopo tante consulte, dopo tanti ambasciatori,10dopo tante pietre mosse vederanno che non si perfettiona cosa alcuna, diveranno tanto sicuri di ottenere quello che da li loro predicatori li sarà somministrato, che in verità è da temere dopo pochi anni qualche gran disordine.
Da l’altra banda se si tenta qualche cosa et non si perfettiona, tutto il mondo resterà poco edificato, poiché se ne la dieta prima non fu fatto, si sono allegate alcune cause, le quali con gli aiuti ottenuti, si sono tolte.
Et però in tal caso non vedo come né le necessità, le quali possono ogni giorno occorrere et forse presto S. A. né queste provincie potranno haver ricorso da S. Bne né da li altri principi, poiché in ogn’uno sarà impresso che qua si tenta facilmente, ma si perfettiona poco. Però a questo bisognerà pensare bene.
Fußnoten
- 1 Das Datum ergibt sich aus dem Bericht Malaspinas vom 27. September 1581 (Nr. 119, S. 329).
- 2 Fernberger kam bereits Mitte Oktober nach Graz und versprach, nötigenfalls binnen 10 Tagen die Besatzung in die Stadt zu legen (Nr. 123, S. 338). Vgl. Nr. 119, Anm. 12.
- 3 Siehe Nr. 72, Anm. 6.
- 4 Siehe Nr. 108, Anm. 9.
- 5 Religionsdekret vom 10. Dezember 1580 oder Empfehlungen der Münchner Konferenz vom Oktober 1579.
- 6 In Innerösterreich machten sich die Flacianer sehr bemerkbar (Loserth, Religionspacification, S. 76 f.; derselbe, Reformation und Gegenreformation, S. 210, 279 f., 327; Sakrausky, Der Flacianismus in Oberkärnten, S. 83 ff.; derselbe, Johann Hauser, S. 240 f.; Rupel, Primus Truber, S. 238).
- 7 Die evangelischen Stände haben wiederholt, besonders deutlich in ihrem an Erzherzog Karl gerichteten Schreiben vom 31. Dezember 1580, auf ihren auch von ihrer Religion verlangten Gehorsam gegenüber der Obrigkeit hingewiesen (Loserth, FRA II/50, S. 143 f.).
- 8 Vgl. Nr. 93, S. 258.
- 9 Vgl. Nr. 92, Anm. 25.
- 10 Vgl. Nr. 88, Anm. 8, 9 und 10.