Regest
Gespräche mit Erzherzog Ernst, Harrach und spanischem Gesandten Juan de Borgia über weitere Maßnahmen in Religionsangelegenheiten der Steiermark. Herzog von Bayern für Exekution des Religionsdekretes Erzherzog Karls. Noch keine Zusage Erzherzog Ferdinands zur Unterstützung Erzherzog Karls gegen Häretiker. Verhandlungen über Wahl eines Römischen Königs. Vorbereitungen zur Exekution des Religionsdekretes. Treffen mit Ninguarda nicht möglich. Zufriedenheit des Erzbischofs und Koadjutors von Salzburg mit Visitation. Bitte um Ersatz der bei der Visitation angefallenen großen Spesen.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 100, f. 346r—348r, Orig.
Brieftext
La venuta del’ imperatrice in queste parti1mi ha dato occasione di poter intendere il parere del sermo arciduca Hernesto et del sig. de Orra, consiglierò di S. Mtà Ces., persona di grandissima autto328rità, 2et del’ ambasciatore di S. Mtà Cat. Don Juan de Borgia 3nel negotio dela religione; poiché, essendo parso a S. A. che fosse necessario che io mi stringessi con questi signori, a me parve bene di farlo et, se bene li ho ritrovati assai circonspetti nel voler dire quello che sentivono, giudicando che’l negotio fosse difficile, nondimeno dopo che intesero li aiuti di S. Stà, le proferte del re di Spagna con molte altre circonstanze furno di parere che si poteva et si doveva proseguire animosamente inanzi et che per dar un principio, che sicuramente potesse senza strepito ponersi in executione, li pareva che bastava per hora di separare le città dali nobili et prohibirle l’essercitio de la asserta loro religione et subito, ottenuto questo, errigere il vescovato di Gratz et attendere a la perfettione de la visita, massime havendo tutti approvato il temperamento che si è tolto, circa le differentie ecclesiastice et in verità che ognuno di loro diceva che se li prelati et parochi dessero buon esempio, che la heresia non potrebbe lungamente durare et che vedendosi tanto mirabil frutto de la visitatione incominciata, si doveva sperare che per questo mezo si potesse far più che per qualaltro si voglia. Dopo il duca di Baviera ha mandato ancora esso il suo parere, 4il quale è che egli, come fanno ancora tutti gl’altri, mostra di non si fidare molto dela natura del principe et però sta in questo che si debba molto ben considerare, inanzi che si tenti cosa alcuna. Quello che si può fare et, se fosse possibile, vorrebbe che non si mutasse per la conservation del’ auttorità di S. A. cosa alcuna del decreto già publicato, 5et conclude ch’egli si offerisce di dar a S. A. tutto quell’aiuto che l’arciduca Ferdinando darà. Ma non havendo l’arciduca mai risposto a questa Altezza, non ostante che si siano spediti tre corrieri a posta per questo solo effetto a l’A. S., et havendo hora mandato qua un sig. dela Torre per trattare de la forma che si potrebbe tenere per persuadere S. Mtà Ces. a consentire che si faccia un re de’ Romani, al quale non ha dato commissione alcuna circa il particolare de la religione. 6
329Io vedendo queste longhezze et approssimandosi la dieta,7ne la quale, contra l’opinione di molti, credo che si sentiranno de’ rumori et s’havranno fastidii grandi, mi son risoluto di stringere il principe et li consiglieri suoi, acciò si cominci almeno a mettere in essecutione li preparatorii et, havendo parlato a S. A., ha voluto che io dii li punti a li consiglieri che giudico necessarii doversi consultare, dicendomi che se io non faceva così che pochi deli suoi pensavano tanto oltre et però mi risolsi di darli, quali mando a V. S. Illma ne l’incluso foglio. 8Questa mattina S. A. mi ha fatto rispondere ad alcuni capi. Prima, che le par bene che si faccia conto del stato ecclesiastico et che però farà subito chiamare mons. di Secovia come capo tra di loro, che giudica ancora necessario che si accresca il numero de’ consiglieri et ha nominato il marescial buon catholico nobile et di molta auttorità tra li provinciali, 9ma ch’l far instantia a l’imperatore che mandi qua personaggi catholici, che egli non sa se ne ha, et mostrano di contentarsi se non riceveranno danno nel negotio dal consiglio di S. Mtà Ces., che però le pare che basterà fare ogni possibile che l’arciduca suo fratello venghi egli 10et, non volendo venire, che si potrà consultare al’hora quello che di più si deverà fare, che S. A. promette di fornire in ogni modo et in bene il negotio d’Hoffmam circa la parochia inanzi la dieta. 11Che, sì come ha promesso a me, che così santamente osserverà di fare un capitaneo del paese catholico, ma che circa il quando non è ancora risoluta, che lauda che in ogni modo si chiami il capitano Ferimberg, che ha cura del presidio di Vienna 12acciò con esso si possi trattare del modo, che si ha da tenere per porre il presidio qua et di già l’ha fatto chiamare; quello che di più in questo particolare succederà io a la giornata ne terrò avvisata V. S. Illma.
Mons. de la Scala mi scrive da Salisburgo13che desiderarebbe di abboccarsi meco et, acciò questo si possa fare con commodità del’ 330uno et del’ altro di noi, vorrebbe che io mi transferissi a meza strada tra Salisburgo et qua. Ma li negotii che io ho al presente per le mani non mi danno loco di absentarmi di qui in modo alcuno; per molti giorni però mi son scusato et penso di haver fatto bene et poiché Sria S. è in Salisburgo, io non starò ad informare V. S. Illma di quello che al presente passa in quella chiesa, solo le dico che l’arcivescovo, ma principalmente mons. coadiutore, restano satisfatti di tutto quello che per me si è fatto ne la visita, et mando a V. S. Illma in un foglio parte di quello 14che è succeduto, sperando ancora che, essendo stata la visita lunga et distante assai et in diverse parti, et io con assai numerosa compagnia, et havendo piutosto voluto spendere del mio che dar gravezza ali lochi visitati, parendomi necessario in questi principii di procedere in tal modo che V. S. Illma mi farà favore di dirne una parola a N. S., acciò io sia sollevato in qualche parte dele molte spese che ho fatto, et se si giudicarà che io seguiti ne la Carintia, Carniola et Goritia, sarà ancora necessario di darmi commodità di poterlo fare, poiché in verità le spese sono eccessive, et se l’arcivescovo di Salisburgo allegava egli tra le altre difficoltà dela institutione dela visita la spesa, pare che io con più giusto titolo lo possi et debba fare 15...
Fußnoten
- 1 Vgl. Nr. 85, Anm. 16, und Nr. 114, S. 317.
- 2 Leonhard von Harrach war 1550—1554 Hofmeister Erzherzog Karls und hatte dann am Hofe Ferdinands I., Maximilians II. und Rudolfs II. höchste Ämter inne. Er galt als der Führer der einen der beiden Parteien unter den kaiserlichen Räten (Thiel, Zentralverwaltung, S. 185 f.; Hirn, Erzherzog Ferdinand II, S. 108, Anm. 2).
- 3 Seit 1577 spanischer Gesandter am Kaiserhof (Goetz, Briefe und Akten V, S. 872, Anm. 2).
- 4 Nicht vorhanden.
- 5 Nr. 50.
- 6 Franz von Thurn sollte Kaiser Rudolf II. namens der Erzherzöge Ferdinand, Karl, Ernst und Maximilian die Regelung der Nachfolge im Reich nahelegen. Nachdem er am 4. September 1581 in Innsbruck die Instruktion erhalten hatte, reiste er über Graz, wo ihn Erzherzog Karl am 16. September empfing, und Wien nach Prag (Hirn a. a. O., S. 99 f.).
- 7 Der Landtag wurde am 27. November 1581 eröffnet (Graz LA, Landtagshandlungen 33, f. 170r—252v).
- 8 Nr. 118.
- 9 Siehe Nr. 114, Anm. 11.
- 10 Vgl. Nr. 79, Anm. 10.
- 11 Vgl. Nr. 108, Anm. 9.
- 12 Vgl. Nr. 79, Anm. 7 und Nr. 123, S. 338.
- 13 Schreiben Ninguardas nicht vorhanden.
- 14 Nr. 117.
- 15 Vgl. Nr. 125.