Regest
Verhandlungen mit Herzog Wilhelm und Erzherzog Ernst über Unterstützung des Erzbischofs von Köln.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 93r—95r, Orig.
Druck: Hansen,
Nuntiaturberichte III/1, S. 646—651.
Brieftext
Ho con molta mia consolatione inteso dal signor duca di Baviera che il foco, che il Truxes con il fomento del Casimiro va accendendo, non è tale che non si possi ragionevolmente sperare di smorzarlo tra poco tempo.1Et del medesimo parere ho ritrovato il signor arciduca Ernesto, 2et l’uno et l’altro di loro me ne hanno allegati argumenti et rincontri buoni, ma sopra tutto il signor duca di Baviera, havendomi conferito d’haver ricevute lettere del vescovo di Erbipoli, 3nelle quali li significa, come essendo capitato da lui il conte Barbi, 4vassallo et consigliero intimo del duca di Sassonia et barone di gran estimatione et favorito più che mediocremente da quel duca, haveva pregato il vescovo che in nome suo facesse intendere al signor duca di Baviera, che al suo padrone dispiacevano li motivi del Truxes et del Casimiro, 5et che fosse certo che egli non li havrebbe formentati, ma più tosto depressi, et acciò potessi comprendere esser sincera la mente del duca, suo signore, che egli si offeriva di venire a servire con una buona mano di cavalli et altri soldati Saxoni a l’eletto, suo fratello. Et se ben il conte è heretico, nondimeno si è giudicato esser 162bene di non refutare ma accettare l’offerta, che ha fatto, poiché oltre esser egli soldato et di valore, si crede che, spargendosi la voce che un vassallo et tanto principale consigliero di quel duca con genti suoi subditi sono assoldati dal eletto, con prescito del istesso duca, che debba partorire terrore ne l’animo della parte adversa. Et perché tra il conte Salentino et quel Dorimbergh nascono ogni giorno dissensioni, 6il signor duca cerca di persuadere al duca Ferdinando, suo fratello, che volgia pigliarsi il carico della guerra, per il che io ne ho fatto offitio assai efficace et vivo, con speranza che si lasciarà persuadere, et il conte Salentino, giungendo il principe Ferdinando, si ritirarà appresso del eletto et li servirà con il consiglio et con l’opera nel governare quello che si possede. Et perché il principe Ferdinando non è soldato, sta il duca, suo fratello, per chiamare il colonello Polverio, 7vecchio soldato et di molta essistimatione, acciò il conte Barbi et lui li assistino et secondo il parere del’uno et l’altro di loro si possino pigliare quelle risolutioni, che saranno tenute à proposito et necessarie.
Hora il signor duca, essendo di parere che li conati della parte adversa non siano per durare, volge ogni suo pensiero al fare un’sforzo per sopirli quanto prima, et perché in sustanza consiste il tutto in haver nervo de danari, che di huomini non mancano, si è adoperato per molte vie per ritrovarne. Ha ricercato la legha Lansbergica, ma senza frutto;8ha fatto instantia alli principi cattolici d’Alemagna a volere contribuire per rata ogn’uno di loro, ma sono cose longhe et ogn’uno da parole; 9si è voluto valere et con molta ragione del circolo Bavarico, nel quale si comprendono alcuni ecclesiastici et vicini potentati et è obligato a porgere aiuto alla Westphalia, in evento che sia molestata, come hora è, ma ha patito repulsa, di modo che da una parte bisognando danari et dal’altra parte non ne ritrovando, viveva, quando io mi parti, con molta sollicitudine. Io, per sollevare l’animo 163suo et giovare il negotio, attendo con ogni studio per persuadere a questi signori capitulari, 10che si disponghino di far qualche demostratione, ne so quello che potrò ottenere, presupponendo d’essere grandemente essausti, massime havendo ultimamente mandato qua S. M.tà Ces. l’Hoffmann, fratello di quel mal huomo, 11a far instantia al arcivescovo che voglia dare anticipatamente a S. M.tà le contributioni, che nella dieta imperiale s’obligò l’arcivescovato. 12Et essendo passato molte repliche, al fine hanno sborsati 22.000 fiorini per la rata di quattro mesi. Per il che si escusano gagliardamente di non potere al presente far più; solamente il duca di Ferrara 13ha offerto 30 milia scudi, et se ben non è stato ricercato, se non quando fusse molestato il stato del duca di Baviera, nondimeno si spera che, non ostante la mala sodisfattione, che ha havuto dal’eletto, per non haverli mai restituiti 12.000 scudi prestateli già alcuni anni sono, 14che sia per contentarsi, che si converti l’uso d’essi per le cose di Colonia; è ben vero che ne li trenta milia si comprendono li 12 milia, quali de presente era obligato il signor duca di restituirli. É stato ancora tentato così in genere il gran duca di Toscana, 15ma per non havere voluto il duca di Baviera trattare di Altezza la granduchessa, 16pare che s’habbi havuta risposta non molto buona non già dal granduca stesso, ma dalli ministri suoi.
Hora il duca et l’eletto, dubitando che la penuria del danaro non faccia prolongare la guerra et essendo incerti l’essiti d’essa, hanno preso due risolutioni: di mandare il Minutio in Spagna a do164mandare aiuto a quella Maestà, 17in evento che ne sia di bisogno et far altri offitii, quali s’intenderanno dal istesso Minutio, et di mandare da S. S.tà et metterli inanzi li modi di ritrovare danari, tra quali il signor duca propone che si ricerchino li prelati d’Alemagna a volerne accomodare una certa somma, et per persuaderli a consentire più prontamente, se li concedi facultà di poterli poi esigere dalli ecclesiastici et regolari della loro diocesi et rimborsarsene.
Il signor duca era di parere che si potessi più compendiosamente dar fine a questi rumori con il divertire il Casimiro, cosa che veneva facilmente fatta, se l’arciduca Ferdinando si desponeva unirsi con il duca et, movendosi il Casimiro per Colonia, darle disturbo o almeno gelosia nelli proprii suoi dominii.18Ne dal’arciduca s’è potuto ottenere altro, se non che promette, se S. M.tà darà il bando imperiale al Casimiro, al Truxes et altri, che lui aiuterà l’imperatore et il duca ad esseguirlo, et che si potrà fare senza molta difficultà. Ma S. M.tà s’è resa in sin’hora difficile a venire a tal avviamento, parendoli che la si farebbe parte, et pensa che sia più espediente che la si mantenghi mediatore o judice; similmente presuppone, essere astretta di giuramento alli elettori di non potere contra le persone loro procedere col bando imperiale senza il consenso o prescito delli altri elettori. Queste ragioni, che ritengono l’imperatore, paiono assai deboli, poiche quanto alla prima havendo il Truxes transgredito non solo contra li sacri canoni et proprio giuramento, ma anco la pacificatione imperiale, S. M.tà senza offendere alcuno può bene far l’officio di giudice, ne si può temere che sia per essere tenuta parte. Et quanto al secondo, non essendo il Truxes più elettore, non contraviene la S. M.tà sua dandoli il bando imperiale alla promessa fatta. Non si è potuto con tutto ciò ottenere da Sua Maestà altro, se non che darà subito l’indulto al eletto et che per vigore d’esso, se non espressamente almeno tacitamente et virtualmente havrà li regalii et si liberaranno li popoli dal giuramento prestato al Truxes.
Questo è quanto m’ha conferito il signor duca di Baviera circa le cose di Colonia. Et perché confidentemente me ha date alcune let165tere del Mogontino et Treverense pur in questo proposito, 19ho giudicato d’essere bene di mandarne copia a V. S. Ill.ma. L’arciduca Ernesto poi ne ha ragionato del convento, che a requisitione delli principi protestanti S. M.tà haveva condisceso che si facesse. 20Et se bene me ha detto, che pensa certissimo che non si terrà più, perché non l’havendo pretenduto quelli principi se non per le cose di Colonia, giudica perciò che, essendo hora privato il Truxes, che S. M.tà non permetterà che si tratti più d’esso, nondimeno il signor duca di Baviera mostra di dubitarne tuttavia et suspica ancora che, in evento che si facci ch’egli sia per essere escluso come interessato per rispetto del fratello, et le pare che sia bene di vivere con qualche sollicitudine, acciò o non si tenghi o tenendosi non si permetta nella trattatione qualche cosa in pregiuditio della religione, massime se li principi cattolici, che vi interveneranno, usaranno qualche conniventia non solo in non opponersi animosamente alle propositioni, che si faranno in pregiuditio della parte nostra, ma ancora in non ardire di essagerare gl’aggravii et violentie, che con grandissimo detrimento patiscono li cattolici dali heretici di continuo et vanno di giorno in giorno augumentandosi. Et pur quelli che gridano sono li oppressori, et quelli che tacciano sono li oppressi.
Credo poi che V. S. Ill.ma havrà inteso, come nel ultima congregatione della legha Lansbergica tenuta in Baviera non si è trattata cosa alcuna, perché essendo finito il tempo della legha alla festa della santissima Trinità, parve che prima si discutesse, se era bene di mantenere la legha o vero di disfarla. Et perciò fu concluso, che si facesse un’altra congregatione il giorno di S. Bartolomeo, et al’hora si trattasse, se si dovevano escludere alcuni et includere altri, et di quelli suggetti, che mette più conto di escludere et d’includere. Il signor duca di Baviera ha in questo mentre tentato l’animo di Magontia et Treveri, da quali non ha havuto per ancora risposta et pensa di far l’istesso offitio con il duca di Cleves, et con l’occasione del andata del Minutio in Spagna di mandare le scritture che contengono 166quello che passò, quando il duca, suo padre, tratto di fare accettare nella legha S. M.tà cattolica, acciò sapendo S. M.tà quello che al’hora passò, si possi dichiarare, se li sarà grato che si tratti di farlo intrare et con che conditioni. 21
Ho poi ritrovato il signor duca di Baviera tanto affetto a V. S. Ill.ma che non saprei desiderare più, et poiché mi persuado che sia molto candido, credo ancora che candidamente habbia parlato meco. Ho saputo l’origine di quella mala sodisfattione, la quale si come fu falsamente et poco christianamente impressa da non so chi nella mente del signor duca,22così non havendo fundamento si è totalmente deradicata dal cuor suo, anzi mi ha detto di volere per l’avenire far professione d’essere molto obligato V. S. Ill.ma per molti benefitii, che la famiglia sua et lui hanno ricevuto da lei.
Ho per la strada ricevuto le lettere di V. S. Ill.ma delli 21. et 28. di Maggio et delli 4. et 25. del passato, dalle quale ho inteso l’ordine che N. S. mi da di ritornare al carico mio antico, per dove sono al presente incaminato.23
Fußnoten
- 1 Der Kampf gegen Truchseß, der vor allem von Pfalzgraf Johann Kasimir unterstützt wurde, dauerte nach der Absetzung noch etwa ein Jahr (Hansen, Nuntiaturberichte III/1, S. 709f., 714ff.).
- 2 Malaspina hat sich in München mit Erzherzog Ernst und mit Herzog Wilhelm getroffen (Nr. 122, S. 180).
- 3 Julius Echter, Bischof von Würzburg.
- 4 Graf Burkhard von Barby.
- 5 Kurfürst August von Sachsen schrieb in dieser Angelegenheit am 24. Juni an Pfalzgraf Johann Kasimir (Bezold, Briefe des Pfalzgrafen VII, Nr. 181, 191).
- 6 Auch Bonomi berichtete über das wenig gute Einvernehmen zwischen Salentin von Isenburg und Karl von Arenburg (Hansen, Nuntiaturberichte III/1, S. 684f., Anm. 2 und 691, Anm. 1).
- 7 Nikolaus von Pollweil war seit vielen Jahren in Diensten Erzherzog Ferdinands von Tirol, der seine Berufung ablehnte (Hirn, Erzherzog Ferdinand II., II, S. 190).
- 8 Herzog Wilhelm wollte den Landsberger Bund erweitern und vor allem auch Spanien dafür gewinnen; Erzherzog Ferdinand war dagegen (Hirn a.a.O. II, S. 184f.).
- 9 Vgl. unten Nr. 111. 6, Nr. 12, Anm. 7).
- 10 Salzburger Domkapitel.
- 11 Ferdinand von Hoffmann, Bruder des Hans Friedrich (vgl. Nr. 9, Anm. 6, Nr. 12, Anm. 7).
- 12 Salzburg votierte am Augsburger Reichstag 1582 sofort für die höhere Reichshilfe, nämlich 48 Römermonate in sechs Jahren (Lossen, Der Magdeburger Sessionsstreit, S. 635).
- 13 Herzog Alfonso II. von Ferrara.
- 14 Das Geld hat Herzog Ernst während seines Romaufenthaltes im Jahr 1575 ausgeliehen (Lossen, Der Kölnische Krieg I, S. 334ff.; Hansen, Nuntiaturberichte III/1, S. 648, Anm. 2).
- 15 Francesco Medici, Großherzog der Toscana.
- 16 1569 verlieh Pius V. Cosimo Medici die Würde eines Großherzogs, woraus sich ein über Jahre hinziehender Titel- und Präzedenzstreit zwischen Papst und Kaiser entwickelte. Der Kaiser fühlte sich übergangen und Ferrara zurückgesetzt. Bayern stand auf Seite des Kaisers (Bibl, Die Erhebung Cosimos zum Großherzog, S. 3ff.).
- 17 Minucci verließ Köln am 3. August 1583, war am 20. in München, wo er von Herzog Wilhelm instruiert wurde, um den 20. September in Rom und traf am 9. November in Madrid ein (Hansen, Nuntiaturberichte III/1, S. 739f.).
- 18 Wilhelm hat mit Ferdinand darüber verhandelt (Bezold, Briefe des Pfalzgrafen II, Nr. 183).
- 19 Schreiben des Erzbischofs von Mainz vom 12. Juni 1583 an den Erzbischof von Trier und dessen Antwort am 16. Juni betreffend Aufnahme Ernsts in das Kurfürstenkollegium (Arch. Vat., Nunz. Germ. 101, f. 87r, 88rv).
- 20 Rothenburger Tag im April 1584 (Hansen, Nuntiaturberichte III/1, S. 688; Bezold, Briefe des Pfalzgrafen II, Nr. 269ff.). Erzherzog Ernst und Herzog Wilhelm waren bei der Taufe in Innsbruck, von dort sind sie wahrscheinlich gemeinsam nach München gereist, wo sie Malaspina trafen (Hirn, Erzherzog Ferdinand II., II, S. 458).
- 21 Vgl. oben Anm. 8 und 17.
- 22 Vgl. oben Nr. 44.
- 23 Nr. 92, 93, 95, 103.