Regest
Schriftwechsel zwischen ständischem Ausschuß und Erzherzog Karl über Beschwerdeartikel der Stände. Überlegungen über weitere Schritte zur Rekatholisierung Innerösterreichs. Abberufung Hoffmanns als Bamberger Vizedom in Kärnten. Vorschlag eines neuen Archidiakons für Görz. Aufenthalt und Abreise des Bischofs von Samandria.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 186r—188v, Orig.; ebenda f.
180r—183r,
Duplikat.
Brieftext
Se ben S. A. non diede risposta in scritto a li provintiali circa il negotio de la religione, essi con tutto ciò l’hanno voluto fare et nel essordio del loro scritto1doppo d’havere con una curiosa osservatione replicato in esso di parola in parola cioche S. A. haveva loro ragionato, 2inseriscono de verbo ad verbum tutte le concessioni che per il passato S. A. haveva date, tanto in scritto come in viva voce, et per li consiglieri a parte et per conniventia et in spetie fanno fondamento in quelle parole: Assicuriamo ogn’uno in conscienza né vogliamo per conto de la religione toccare né molestare un capello di qualsivoglia nostro subdito. 3Et per vigore di queste et altre parole contenute in esso perseverano in asserire che il decreto già doi anni publicato 4non è dichiaratione ma espressa revocatione il quale viene a distruere tutto il christiano essercitio loro et non pretermettono di ridurre im245piamente et impudentemente a memoria a S. A. la compra da la parte di essi et la vendita da la parte di lei con grossa somma di danari de le concessioni 5et concludono in effetto, seben con grandissima summissione et spetiosissime parole, che vogliono restare ne li antichi termini.
Perilche replicando loro sempre il medesimo et havendosi infruttuosamente per spatio di doi anni disputato con essi flegmaticamente cercando con ogni studio et patienza d’indurli a lasciare il patrocinio de li cittadini popolari et contadini finalmente S. A. ha fatto una santa et heroica resolutione, la quale perché lei asserisce a tutti che vuol che sia finale et che tronchi ogni replica, si è però giudicato esser espediente darla a li provintiali in scritto et in conformità di questo a li 18 del presente S. A. convocò a se li deputati a la trattatione separatamente da li ecclesiastici et doppo una breve et paterna monitione le diede il scritto,6che mando a V. S. Ill.ma con questa mia il quale non ho havuto tempo di far translatare in latino, ma il contenuto d’esso è che l’A. S. li constituisse quattro giorni di tempo a deliberarsi, se vogliono accettare il decreto et dichiararsi di lasciare il patrocinio de li cittadini etc. et caso che non s’induchino a farlo che S. A. finito quello peremptorio termine si vuol governare circa la religione conforme a la dispositione del imperio 7et perché nel decreto erano alcune parole ambigue, le quali li nobili conforme al costume loro havrebbono senza dubio estorte dal genuino senso che hanno et gloriatosi d’esser stati assicurati, in quest ultimo scritto si è posto che per la dechiaratione de le concessioni contenuta nel decreto S. A. sicome non ha tolto a li provintiali così non ha concesso cosa alcuna, et perché il scritto è stato communicato con il P. Provintiale 8et approvato et comendato non solo da lui, ma universalmente da tutti credo che sarà di sodisfattione a la S.tà di N. S.
Et se costà si potesse vedere quel che vedo io, cioè la consolatione et gran speranza conceputa da tutti li cattolici per questa resolutione di S. A. et udire le laudi che si danno a S. B.ne et ringratiamenti che si fanno a Dio signore nostro che habbia dato la S.tà S. per capo a la chiesa sua et le continue preghiere che da questo picciol 246gregge in numero ma forsi grandissimo in merito si continuano per la lungha et felice vita di N. S., son certo che se ne recoverebbe grandissima consolatione et edificatione. Io non ardisco già di scrivere che per questa risolutione di S. A. siamo intrati in porto, perché prevedo molte difficultà per intrarci, essendo il naviglio nostro per molte borasche havute pieno di fessure, et perciò atto a ricevere molto danno et non forte per superare scogli et altri sinistri accidenti che possono intervenire, ma mi par bene che habbiamo buttate le ancore così fondatamente che se ben fluttuarà non però si deve temere che l’impeto de le tempestà sia per essere tale che lo possi fare sommergere, et però giudico che non sia per dar a traverso in modo alcuno, se non in caso che noi o per negligentia o per altri difetti lasciassimo il governo d’esso et al hora non si potria ascrivere tanto la colpa ad altri quanto a noi stessi.
Perché o li provintiali accettaranno il decreto o non se l’accettano si fa acquisto di più di settecento milia anime di communione9come qua mi dicono, di più non essendo permesso né a cittadini né a popolari né a contadini il frequentare l’essercitio lutherano restaranno molto vacue le chiese loro non vivendo ne le città se non in tempo di diete li nobili, quando ancora saranno levate le scuole, le stampe etc. senza dubio questi predicatori havranno poco guadagno, cosa che li premerà grandemente, et manco concorso. Quanto a li nobili, che vivono ne li loro castelli, non potranno non solo occupare chiese di novo, ma saranno astretti a restituire le già occupate, havendo S. A. fatto una dechiaratione restrittiva, come si deve usare il jus advocatie, il quale per il più havendo loro sopra le chiese sotto tal pretesto escludevano quelli che hanno il juspatronato et il jus confirmandi. É ancora il decreto così conditionato et cautelato che è impossibile che sappiamo contenersi dentro di quelli limiti che S. A. ha constituiti, onde rompendoli loro può poi con ragione revocare S. A. col tempo il resto. S’aggiunge ancora che lasciando li nobili il patrocinio de li cittadini confederati con loro con solenni giuramenti, li cittadini et altri concepiranno sdegno et odio contra li nobili, il che sarà di molto giovamento a la parte cattolica né deve anco essere di poca consideratione, che in questa forma senza strepito et spesa si ridurrebbe un negotio così intricato et difficultoso a stato, così buono 247come in tal caso sarebbe. Dal altra parte, se li nobili non accettaranno la proferta di S. A., noi non lasciaremo però di fare l’essecutione contra li cittadini, et se li nobili non si asteneranno dal essercitio lutherano perderanno li privileggii et incorreranno in altre pene conforme a li statuti del paese.
Li predicanti, non so come ardiranno di predicare etc. sapendo molto ben loro il pericolo personale che potranno incorrere, se dissolveranno la dieta senza contributioni non essigendo manco la portione del stato ecclesiastico, et quando li nobili vederanno che si fa l’essecutione et che virtualmente se non espressamente le sono state revocate havendo loro voluto così le concessioni date a le loro persone, credo che con humiltà instaranno acciò non siano loro molestati che insin hora essendo stati sicuri, et parendoli di non potere perdere niente non è maraviglia che si siano occupati in defendere et patrocinare altri.
Io poi in questo caso haverò adempita l’instruttione che mi fu data di dovere procurare che non solo una parte de le concessioni ma tutte fossero revocate.10Ma perché io ho altretanta mira di promovere il negotio, quanta sollicitudine di non mi fare authore d’ogni risolutione che si piglia per interessare la S.tà di N. S. quanto manco posso, perciò ho sentito estremo contento che questa risolutione proposta da me qua subito che ritornai di Colonia et scritta a V. S. Ill.ma ne le mie di 14 di decembre, 11de le quali volentieri havrei ricevuto risposta, sia stata promessa da li consiglieri a l’A. S. come concetto loro. Et perché nel indurre S. A. a far questo parto mons. di Gurgo, il cancelliero, et il sig. Ambrosio Barone et conte de la Torre et marescial di S. A. si sono affaticati con non minor zelo che pietà desiderarei che la S.tà di N. S. li favorisse con scriverli un breve, 12col quale senza dubio s’animaranno maggiormente ad aiutarmi più prontamente circa l’essecutione, et perché quando io venni qua al cancelliero fu scritto et dato nobili viro vo penetrando che desiderarebbe che non si mutasse quel stilo. 13Il sig. Ambrosio è poi et di nobiltà et di richezze grande et appresso S. A. è di tanta authorità che può egli 248più solo che tutti, et però ogni cortesia che le sarà usata in questo genere spero che ridonderà ad utilità del negotio publico.
Si va confirmando l’avviso che l’Hoffmann sia stato rimosso dal vescovo di Bamberga, il quale non perciò si perde d’animo ma seguita in sollevare gl’animi di coloro che sono de la sua farina et fa pessimi offitii. Ma S. A. ha una ottima occasione di castigarlo havendo havuto ardire di infamare in scritto tutto il regimento, per il che quel tribunale tutto non tanto de cattolici come de heretici fa una grandissima instantia che sia castigato severamente.14
Le cose di Goritia circa la religione mi suono molto a cuore, parendomi che non si debba vivere senza sollicitudine per essere poco fuoco accesso, non dovendo guardare noi tanto a la quantità de la fiamma quanto a la qualità de la materia che ha appresso disposta non solamente ad accendersi per ogni picciola occasione, ma a suscitare col tempo diamme grandissime. Et se ben S. A. ha fatto tutte quelle provisioni che si sono potute desiderare dal revocare in poi quel intruso,15con tutto ciò mentre non sarà in quel luogho un archidiacono di buona vita et costumi, 16mai si farà profitto permanente et durabile, però havendomi il rettore del collegio Germanico comendato con una sua un alumno naturale di quel contado nominato Bongherino 17ho voluto mettere in consideratione la persona sua a V. S. Ill.ma, perché quando fusse qualificato egli sarebbe molto a proposito per essere di honesta nobiltà et per havere un frattello 18consigliero di S. A. sincero cattolico, dotto et grato a S. A. con il cui aiuto potrebbe l’alumno facilitare molto li negotii che si presentassero per servitio di Dio et del carico di archidiacono.
Il vescovo di Samandria19doppo d’essersi trattenuto meco 15 giorni si è partito con espeditione conforme al desiderio suo, et acciò habbi occasione di restare più edificato se li è dato per il viatico 40 fiorini. Egli mi mosse veramente a compassione comparendo qua solo et con la valise in groppa, et essendo egli vescovo io non ho potuto negare a persona del istessa classe che son io di non prometterli di far 249buono offitio per la persona sua con V. S. Ill.ma, acciò dovendo egli transferirse al suo vescovato le sia constituita una provisioncella tenue, con la quale si possa honestamente sustentare . . .
Fußnoten
- 1 Replik der ständischen Deputierten vom 12. März (Graz LA, Landtagshandlungen 34, f. 89v—93r).
- 2 Wie Nr. 157, Anm. 1.
- 3 Sie wollten damit den Erzherzog an die Brucker Pazifikation von 1578 erinnern, bei der er vorgesehen hatte, den Bürgern wegen der Religion kein Härchen zu krümmen (Loserth, Die steirische Religionspazifikation und die Fälschung des Dr. W. Schranz, S. 1ff.).
- 4 Vgl. oben Nr. 21, Anm. 1.
- 5 Vgl. oben Nr. 78, Anm. 3.
- 6 Landesfürstliche Resolution vom 18. März auf die Replik der ständischen Deputierten vom 12. März (Graz LA, Landtagshandlungen 34, f. 93v—94v; Arch. Vat., Nunz. Germ. 101, fol. 184r—185r; Loserth FRA II/50, S. 524).
- 7 Augsburger Religionsfrieden.
- 8 P. Heinrich Blyssem S. J.
- 9 Die Zahl ist zu hoch; man muß bedenken, daß kein geringer Teil der bäuerlichen Bevölkerung bei der alten Kirche geblieben ist.
- 10 Vgl. oben Nr. 134.
- 11 Nr. 136.
- 12 Diesbezügliche Breven an Bischof Ch. A. Spaur von Gurk, Kanzler Dr. Wolfgang Schranz und Hofmarschall Ambros von Thurn nicht gefunden.
- 13 Kredenzbrief vom 6. September 1580 (Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 10, Anm. 1).
- 14 Vgl. oben Nr. 157.
- 15 Vgl. oben Nr. 140, 142, 148 und 150.
- 16 Vgl. oben Nr. 122.
- 17 Johann Bogenrin. (Steinhuber, Geschichte des Kollegium Germanikum Hungarikum I, S. 336f.).
- 18 Nicht bekannt.
- 19 Nicolaus Urgnowich, 1565—1587 Bischof von Smederevo in Serbien (Hierarchia Catholica III, S. 297).