Regest
Probleme um Nachbesetzung der Bistümer Seckau und Lavant. Frage päpstlicher Hilfsgelder für Erzherzog Karl. Unterstützung der Visitation des Bischofs von Parenzo.
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Arch. Vat. Nunz. Germ. 101, f. 219r-220r, Orig.
Brieftext
Ho ricevuto doi giorni sono in un istesso tempo le lettere di V. S. Ill.ma de 23 et ultimo del passato et de li 7 del presente1et havendo per esse inteso la intentione di N. S. circa la provisione de le chiese Secoviense et Lavantina, 2ho presa risolutione di mandare il mio auditore a Salzburg da mons. coadiutore, sì perché qua non si ha occasione per l’ordinario di mandar lettere in quel luogho, sì anco perché potrà questo mio familiare esprimere et imprimere più sufficientemente et efficacemente quello che per servitio di Dio si desidera, se però ritrovarà che non habbino fatta di già la collatione de li vescovati. 3Et perché pare che V. S. Ill.ma si persuada che la renitenza fatta dal canonico d’Artz di accettare il vescovato Secoviense sia causata per non si privare del canonicato per le speranze che l’accompagnano, io non pretermetterò di significare a V. S. Ill.ma che il canonico fu a li giorni passati qua et mi diede ferma intentione di volere accettare il vescovato ogni volta che l’arcivescovo di Salzburg lo aiutarà di presente a pagare a tutti o parte de li debbiti che ha il vescovato, che sono 18.000 fiorini, 4né meco fece molto capitale del canonicato, et però mi vo imaginando che in questo punto consisti ogni difficultà. 5
288Et in questo proposito posso ben assicurare V. S. Ill.ma che se ben non ho fatto mentione de la vacantia de li vescovati ne le mie,6ho però in voce et in scritto sodisfatto al carico, che sostengo, dove ha bisognato et se mons. coadiutore et quelli capitulari mettessero in essecutione quello, che tante volte m’hanno promesso, 7non sarebbe la diocese in così mal stato, come è, né li cittadini che S. A. scaccia non solo non ritrovarebbono ricetto ne li luoghi del arcivescovato, come fanno, ma sarebbono castigati, come ricerca ogni rispetto et ragione christiana, civile et politica.
Io sicome ho sempre havuto per scopo et fine di affaticarmi, acciò quello che si è tentato circa la religione si riduchi a perfettione senza spesa alcuna (et al presente più che mai vivo con speranza che si sia per fare), così dal altro canto perché, per la varietà de le artificiose attioni de gl’heretici, il principe non ha mai potuto far certo giuditio, in quanti in piedi d’aqua egli sia per ritrovarsi nel promovere l’essecutione, però essendo io stato ricercato di star preparato con danari non mi è parso espediente di mostrarmi contrario a tal richiesta, acciò qua non fossero intrati in suspitione che N. S. havesse rivocate le promesse fatte et havessero pigliato perciò occasione di gettare la colpa adosso ad altri se non havessero continuato l’impresa cominciata.8Et perché non è di molto interesse il remettere quattro milia scudi et tenerli ben custoditi forsi con certezza di non spenderli mai, mi parve però, collationando l’utile et il danno, che poteva avvenire che fosse più espediente sodisfar a la petitione di S. A. et molto maggiormente de li consiglieri, che mostrandosi renitente incorrere in alcuni inconvenienti, et io non pretermetto di dirrigere questa prattica di mettere il presidio in modo che quando ancora si venghi in necessità di porlo forsi si farà senza spesa alcuna di S. B.ne; et per dire a V. S. Ill.ma ingenuamente il mio senso non mi è mai per parere d’haver sodisfatto così compitamente come desidero con ogni affetto di fare al officio et debbito mio et a gl’infiniti oblighi che ho a N. S. se non ostante che questo così intricato et fastidioso negotio si riduchi a perfettione si faccia con interesse pecuniario di S. S.tà. 9
289Io non mancarò di procurare ogni aiuto et favore a mons. vescovo di Parenzo acciò possi senza impedimento far l’officio suo ne li luoghi del Friuli quando sarò da S. S. R.ma ricercato.10Et questo è quanto mi occorre di dire in risposta de le lettere di V. S. Ill.ma . . .
Fußnoten
- 1 Nr. 178, 180, 182.
- 2 Nr. 177, vom 22. Juni betreffend die Nachbesetzung der durch den Tod des Georg Agricola freigewordenen Salzburger Eigenbistümer Seckau und Lavant.
- 3 Der Salzburger Erzbischof hatte das Recht, diese beiden Bischöfe zu ernennen.
- 4 Eine wesentliche Ursache der Verschuldung der Prälaten war, daß sie immer wieder zu Sonderabgaben für die Sicherung der Türkengrenze verpflichtet wurden (Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 181, Anm. 8).
- 5 Sigmund Arzt, Kanoniker in Salzburg, wurde zum Bischof von Seckau ernannt, starb aber im selben Jahr (Schuster, Martin Brenner, S. 84; Amon, Bischöfe von Graz-Seckau, S. 255f.).
- 6 Es ist in der Tat sehr verwunderlich, daß Malaspina, der sonst auch Kleinigkeiten berichtete, die Vakanz dieser beiden Diözesen nicht nach Rom meldete.
- 7 Vgl. oben Nr. 156.
- 8 Vgl. oben Nr. 183.
- 9 Vgl. unten Nr. 191.
- 10 Vgl. oben Nr. 180, Anm. 3.