Briefnr. 273

Caligari an Rusticucci - Graz, 1585 Mai 20

Band 2

Regest

Differenzen zwischen Österreich und Venedig. Heftige Beschwerden Erzherzog Karls über Bischof von Parenzo als apostolischen Visitator und über Aquileier Diözesansynode in Udine.


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Arch. Vat. Nunz. Germ. 68, f. 119r—121r, Orig.


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Le cause de la poca intelligenza, che passa fra la ser.ma Casa d’Austria et il Dominio Veneto, sono tante et così gravi et antiche, che non dubito siano notissime a V. S. Ill.ma et havendo questi potentati in molti luoghi implicati li confini de li stati loro occorre spesso, che più presto si rinovino et accrescano le vecchie che si terminino et estinguano le nove discordie.1

Sul partire di S. A. di qui per andare a li bagni di Vienna mi disse, che il vescovo di Parenzo visitatore apostolico gli havea fatto molti gravami ne la sua visita,2et che se ne voleva risentire con la fe. me. di Papa Gregorio, che allora viveva, io escusai quanto puoti il vescovo et conclusi, che se pure esso havesse gravata in cosa alcuna contra il giusto l’A. S., che senza dubbio la S. B.ne l’havrebbe sgravata, et non havendo di poi sentito altro di questo mottivo avanti hieri per parte di S. A. mi furono presentati gli alligati gravami, li quali per levare fatica a V. S. Ill.ma metterò qui a uno per uno rimettendomi sempre a la verità de l’originale, 3che viene alligato insieme con l’editto del vicario et suffraganeo d’Aquileia per indire la sinodo diocesana di Udine a li 25 novembre 1584. 4

Primo si duole S. A., che la sinodo diocesana di Aquileia non sia stata celebrata conforme al sacro concilio di Trento ne la chiesa et città patriarcale di Aquileia suddita a S. A., ma in Udine terra sottoposta a li signori venetiani, perché ciò è non solo contro li sacri canoni, ma contro l’honore et utile di S. A.; di questo si dolse anco al tempo 387de la s. me. di Papa Gregorio, come V. S. Ill.ma vedrà in una mia scritta al sig. card. di Como sotto li 24 di decembre, 5nel quale tempo si allegava per parte di S. A. che la mala aere di Aquileia non potea havere causato, che si celebrasse la sinodo in Udine, perché essendo tempo d’inverno era costì il capitolo et clero, come un monasterio di monache, che sono tutte nobili, et tutti gli altri habitatori consueti.

2. S. A. si lamenta non solo che sia stata celebrata la sinodo in Udine in pregiuditio de la città di Aquileia, ma che ciò sia stato fatto senza saputa et consenso suo, essendo che era solita mandare sempre in quella sinodo dui commissarii archiducali, non perché intravenessero a la decisione de le cose spirituali, ma perché tenessero mano, che non si facesse pregiuditio a le cose temporali di S. A., il che per non si haver saputo non si è potuto ne la suddetta sinodo di Udine.

3. Pare strano a S. A. et insieme ingiusto, che ne la sinodo celebrata in Udine si sia decretato, che in quel atto la terra di Udine representasse la città et chiesa di Aquileia, cosa che non si doveva fare.

4. S. A. ha molto per male, che il vescovo di Parenzo come suddito et affettionato de li signori venetiani ne le prediche, che ha fatto in Udine, habbia essaltato et magnificato meravigliosamente l’autorità de la ser.ma signoria di Venetia et predicando in Aquileia non habbia fatto pure una minima mentione di S. A., quasi che volesse inferire con quel silentio, che l’A. S. non haveva ragione alcuna in quella città, et quello che più cuoce è, che il vescovo per abalienare gli animi di quei populi da l’A. S. disse in pulpito publicamente, che S. A. havea ceduto Aquileia et molto altre ville al patriarca, cosa in tutto lontana dal vero, onde ne nacque, che li fautori de la giurisdittione di S. A. spaventati da le parole et auttorità del visitatore si sono tanto raffreddati, che più non ardiscono di aprire bocca in favore de le cose di S. A.

5. Essendo ne la suddetta sinodo di Udine decretato di erigere un seminario in quella terra si ha per manifesta iniquità et gravissimo pregiuditio di S. A. et de’ suoi sudditi, essendo che et la città di Aquileia et la maggiore parte del patriarcato sia posta ne la giurisdittione di S. A. et la minore nel dominio veneto, onde il seminario dovrebbe essere eretto più presto nel dominio di S. A. che in altra parte, a fine che anco li suoi sudditi ne participassero almanco a proportione.

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6. Venendo il vescovo di Parenzo in Aquileia interdisse non solamente la veneratione de le reliquie sante ne la settimana santa, che in quel tempo era consuetudine antichissima di mostrarle al populo, che vi concoreva con grandissima frequenza, ma vi prohibì anco le fiere et mercati consueti sotto pena di scommunica, onde ne è nato oltra la diminutione de la devotione de populi pregiuditio notabile a S. A. così nel danno de le gabelle come nel grande concorso, che in quel tempo si faceva ad Aquileia, per il quale ogni anno la misera città ripigliava fiato et quasi risuscitava da morte in vita.

Per tutti questi gravami S. A. dimanda che S. B.ne dichiari nulla et irrita la sopradetta sinodo, massime in tutto quello, che pregiudica a S. A. et a la chiesa d’Aquileia et a le altre chiese suddite al dominio archiducale, et per l’avenire commandi che le sinodi si habbino a celebrare ne la città et chiesa patriarcale di Aquileia et non altrove conforme a li sacri canoni. Supplico V. S. Ill.ma che a suo tempo mi rescriva quanto ne haverò da rispondere a S. A6. . .


Fußnoten

  • 1 Vgl. oben Nr. 237, 254. Aquileia, die Grenze und die Uskoken brachten seit langem immer wieder schwere Belastungen der österreichisch-venezianischen Beziehungen (Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 6, 8, 14, 191). Mit Grenzstreitigkeiten dürfte auch die Sendung Kobenzels nach Friaul im Juli 1585 zusammenhängen (Nr. 284). 
  • 2 Vgl. oben Nr. 244, 245. 
  • 3 Beschwerdeschrift Erzherzog Karls nicht mehr beiliegend. 
  • 4 Einberufung der Aquileier Diözesansynode für den 25. November 1584 nach Udine durch den Generalvikar und Suffraganbischof Dr. Paul Bisantius (Arch. Vat. Nunz. Germ. 68, f. 190r—191r). 
  • 5 Nr. 237. 
  • 6 Vgl. unten Nr. 287; Antwort Rusticuccis nicht erhalten.