Regest
Wird Erzherzog Karl gleich nach dessen Rückkehr aus Prag Genugtuung für das Verhalten des Bischofs von Parenzo geben. Baldige Sendung einer qualifizierten Persönlichkeit nach Rom 395wegen Pfarre Gradisca. Verkündigung des Jubiläums. Häretischer Buchdrucker in Graz. Bitte um Erweiterung der Fakultäten zur Absolvierung der Häretiker. Grazer Jesuiten geben Sachen und Rechte den Dominikanern zurück. Zerstörung des türkischen Kastells Ostrogiz. Grenzzwischenfall bei Gradisca.
Archiv
Arch. Vat. Nunz. Germ. 68, f. 148r—149r, Orig.
Brieftext
Quando prima serà ritornato da Praga il ser.mo arciduca Carlo cercarò di darli quella sattisfattione circa gli aggravii, che si pretende havere ricevuto dal vescovo di Parenzo visitatore apostolico,1che V. S. Ill.ma mi commette per la sua del primo di questo, 2et spero, che fra 15 giorni S. A. serà qui, non ci potendo essere per la prossima festa del Corpo di Christo, come havea designato. In quel tempo ancora, sì come mi ha detto il cancelliere di S. A., deputarà persona in Roma, 3che sia informata di quel tanto, che bisogna per solicitare l’espeditione, che desiderano li parochiani di Gradisca per augumento de la loro chiesa parochiale. 4
Ho ricevuto le due copie stampate del Giubileo, che V. S. Ill.ma mi ha mandato, et per darli più auttorità et concorso non lo farò publicare fino al ritorno di S. A. il che piace ancora a questi principali catholici.5Non lo farò già stampare, come V. S. Ill.ma vorria, perché lo stampatore, che è qui, è heretico, condotto et stipendiato da gli heretici, 6et come sono costoro ordinariemente maledici et mordaci sarebbe pericolo, che non ci facesse un antigiubileo addosso. Io ne ho fatto li sommarii in latino et in italiano et li farò fare in tedesco et per questa via lo spargerò sicuramente per le provincie subiette a questa nuntiatura.
Mando ne l’alligato foglio di bisogni de le heretici, che in fino ad hora si sono convertiti et se non si manda presto la facultà di absolvergli, dubito che ce li perderemo. Le facultà, che ho io, sono tante ristrette et limitate, che in questi paesi restano inutili.7Quanto a 396convertire questi cittadini heretici di Gratz restiamo ogni giorno con manca speranza, se Iddio non gli illumina miracolosamente. 8
Li Padri Gesuiti di questo collegio di Gratz hanno già restituiti li beni, scritture et libri, che haveano havuto del convento di S. Dominico, et quanto a loro sono pronti a rittrattare ogni cosa et ricevere di novo il piovano, il batesimo et tutta la cura de l’anime ne la chiesa loro et pregare anco caldamente S. A., che se ne contenti, et così hanno promesso in presenza mia al Priore Dominicano.9Ma perché in questa parte si tratta di rivocare le commodità di S. A. et la gratia, che ella pretende le sia stata fatta da Papa Gregorio fe. me., non si è potuto passare più avanti né si passarà fin tanto, che S. A. non ritorna, nel quale tempo avvisarò V. S. Ill.ma di tutto quello, che seguirà. Posso ben dire con verità a V. S. Ill.ma, che né l’arciduca né li Padri Gesuiti dimandorono mai questi beni de li Dominicani, ma fu un moto proprio et un eccesso di liberalità di Papa Gregorio che fece maravigliare noi altri tutti. Scrivo al Padre Generale de’ Gesuiti 10et al sig. cardinale Alessandrino, al quale preme molto questo negotio, come prottetore de l’ordine di S. Dominico, in questa istessa sentenza, 11una perché mi pare necessario, che la S.tà di N. S. sappia tutto quello, che passa, ne ho voluto anco toccare questo poco a V. S. Ill.ma.
Il capitano di Bricach, fortezza di S. A. ne’ confini di Croatia verso la Bosna,12ha arso, disfatto et spianato a questi di un castello de’ Turchi posto pure in Croatia chiamato Ostrogiz et amazzatto 100 et più Turchi, ilche si reputa qui per cosa di momento.
Il conte Germanico Savorgnano, giovane, audace et terribile, bandito aspramente del dominio veneto, a questi giorni passati accompagnato da sessanta altri banditi et 140 soldati, tanto che in tutto erano 200 huomini armati, ha fatto forza d’entrare ne la giurisdittione di questa Altezza in Friuli verso Gradisca, dove che gli huomini di S. A. se li sono fatti in contro et azzuffatesi insieme hanno fatto una gran baruffa, ne la quale ne sono restati morti da questa parte sei.13 397Questo mala sarebbe poco, se non ci fusse suspetto che il conte Germanico non venesse per altro, che per interesse particolare, il quale si dice essere, che voleva rapire una figlia già promessa a lui per sposa dal sig. Mathias Over, castellano richissimo in quelle parti, 14ma altri aggiungono, che voleva anco di più amazzare il sig. Mathias, torli il thesoro et per liberar se dal bando rubarli il castello di Duino, che è di S. A., et darlo in mano de li signori venetiani . . .
Fußnoten
- 1 Vgl. oben Nr. 272.
- 2 Weisung vom 1. Juni 1585 nicht vorhanden.
- 3 Vielleicht ist dabei an die beabsichtigte Sendung des Bischofs von Triest gedacht (Reichenberger, Nuntiaturberichte, S. 447).
- 4 Vgl. oben Nr. 272.
- 5 Jubiläum zur Erflehung von Gottes Hilfe für gute Regierung, ausgeschrieben am 25. Mai 1585 (Bullarium Diplomatum VIII, S. 576—578).
- 6 Vgl. oben Nr. 133.
- 7 Vgl. oben Nr. 210, 218.
- 8 Vgl. oben Nr. 277.
- 9 Vgl. oben Nr. 270, 274.
- 10 Vgl. unten Nr. 280.
- 11 Schreiben an Kardinal Alessandrino nicht vorhanden. Vgl. oben Nr. 269.
- 12 Biha, eine der Schlüsselstellungen an der Türkengrenze und wiederholt Anfangs- und Endpunkt von Aus- und Einfällen, ging 1592 verloren (Roth, Wihitsch und Weitschawar I, S. 202ff.; Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 269f.).
- 13 Vgl. oben Nr. 273. Der Papst hat über den venezianischen Botschafter zur Beilegung dieses Zwischenfalles eingegriffen (Nr. 292).
- 14 Vgl. oben Nr. 241, 254.