Briefnr. 281

Caligari an Rusticucci - Graz, 1585 Juni 24

Band 2

Regest

Freude bei Jesuiten über päpstliche Huld. Fronleichnamsprozession in Graz. Erzherzog Maximilian neuer Hochmeister des Deutschen Ordens. Venetianische Seeblockade der Häfen Fiume und Zengg. Baldige Rückkehr Erzherzog Karls aus Wien.


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Arch. Vat. Nunz. Germ. 68, f. 156r—157r, Orig.


Non ho mancato conforme a la lettera di V. S. Ill.ma di 8 del presente1fare fede a li Padri Gesuiti de la buona mente, che tiene la S.tà di N. S. verso la Compagnia, et perciò essortateli ad attendere allegramente a l’officio loro. Questa dichiaratione è stata tanto grata et accetta, che si può dire, che gli habbia rimesso il fiato in corpo, et massime che io ho fatto il medesmo testimonio in parte, dove era più necessario et più il piacere loro, scriveranno subito al provinciale d’Austria, che si ritrova a Praga, et quelli agli altri provinciali et collegii, et in breve si diffonderà così buona nova per tutta la Compagnia, et noi con poca spesa haveremo provisto a un inconveniente, che certo non era da disprezzare.

Giovedì passato, se bene non ci erano né l’arciduca né l’arciduchessa, col principino et con la principessa maggiore,2che è qui, 399celebrassimo solennemente la festa del Corpo di Christo con una bella et lunga processione per mezzo la città malgrado de li heretici, che non vedono cosa niuna de le nostre con maggiore dolore et rabbia, che questa processione, et certo vi fu concorso di huomini et di donne maggiore di quella, che io havea sperato. 3Portò il s.mo sacramento il vescovo di Lubiana, io accompagnai il principino menandolo la maggiore parte del tempo per la mano, et quantunque esso a gran pena potesse strascinare la vita per il caldo et fatica del caminare, nondimeno con la man destra volea portare la sua torza accesa et essortandolo io la verso il fine, che la lasciasse al suo aio essendo già S. A. stanca, ricusò di farlo con allegare, che così havea visto fare al signor suo padre, risposta che mi edificò grandemente. 4

Il signor Giovanni Cobenzel, cavaliere teutonico et consigliero principale di S. A. è ritornato di fresco da Praga et mi riferisce, che in un convento di cavallieri teutonici tenuto in Franconia, dove esso era anco ambasciatore de l’imperatore, per opera et maneggio de l’arciduca Ferdinando il gran mastro di quel ordine, che già è decrepito et infermo, la ceduto volontariamente il gran maestro a l’arciduca Massimigliano et si è ritirato da una banda a finire la sua vita quietamente.5L’arciduca Massimigliano oltre la dignità acquistata, che non riconosce altro superiore che l’imperatore et sede immediamente dopo gli arcivescovi de l’imperio, si è accresciuto di 50.000 talari d’entrata, che raccoglie da due terre grosse et 32 castelli de l’ordine posti però tutti in diversi luoghi, et così si potrà trattenere honoratamente. Restano ancora ad accommodare li dui fratelli Erneste et Mathias, li quali secondo principi di sì alto lignaggio si trovano poco stato et deboli entrate.

Li signori venetiani, sì come credo che V. S. Ill.ma sappia meglio di me, irati contra gli Uscocchi di Segna, da certi giorni in qua con le loro galere hanno assediato per mare li porti di Fiume et di Segna, che sono di Casa d’Austria, et non vi lasciano intrare per mare né persone né robba et da la banda di terra non vi si può portare vettovaglia, onde è pericolo che quella gente bellicosissima non prorompa 400in qualche strano disordine et l’assedio de le galere pessa molto a questi nostri principi. 6

Il presente de le crocette serà tanto più grato, quanto è meno aspettato,7le loro altezze dovevano partire hieri da Vienna di ritorno et seranno qui fra quattro giorni et ci si fermaranno 8 o 10 giorni et poi partiranno per le caccie de la montagna, ove consummaranno tutta la estate. Il resto serà ne l’inclusa cifra 8. . .


Fußnoten

  • 1 Nicht vorhanden. Wahrscheinlich war das Schreiben die Antwort auf den Bericht vom 27. Mai, in dem die Jesuiten beunruhigende Nachrichten enthalten sind (Nr. 276). 
  • 2 Ferdinand und wahrscheinlich Katharina, da die älteste Tochter Anna mit den Eltern in Prag und die nächstälteste Maria bei den Verwandten in München war (Nr. 277). 
  • 3 Vgl. oben Nr. 174. 
  • 4 Vgl. oben Nr. 278. 
  • 5 Heinrich von Bobenhausen resignierte zugunsten Erzherzog Maximilians und starb erst 1594 (Dudik, Des hohen Deutschen Ritterordens Münzsammlung, S. 169f.). 
  • 6 Die schon unter Ferdinand I. an der Türkengrenze angesiedelten Serben, Uskoken genannt, wehrten nicht nur den Feind ab, sondern führten von Senj aus auch einen Raubkrieg zu Land und zu Wasser gegen die Türken, wobei sie sich auch an venezianischen Schiffen vergriffen (Hurter, Geschichte Kaiser Ferdinands, Bd. II, S. 85ff., 129ff.; Rainer, Grazer Nuntiatur I, S. 8). 
  • 7 Vgl. oben Nr. 254. 
  • 8 Nr. 282.