Briefnr. 287

Caligari an Rusticucci - Graz, 1585 Juli 15

Band 2

Regest

Feierliche Eröffnung des Jubeljahres. Fakultäten zur Absolution der Häretiker. Transferierung der Nonnen von Aquileia. Abreise des Grafen Ambros von Thurn nach Carnia. Genugtuung Erzherzog Karls wegen Berücksichtigung seiner Beschwerden betreffend die Übergriffe des Bischofs von Parenzo als apostolischer Visitator. Ungewöhnliche Kälte und Trockenheit. Ausbreitung der Pest. Schwere Ernteeinbußen. Günstige Umstände für Feldzug gegen Türken.


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Arch. Vat. Nunz. Germ. 68, f. 180r—181v, Orig.


Dominica a li 27 di questo ne la predica di S. A. fu publicato il Giubileo1et mercordì, venerdì et sabbato subsequente servando il debito digiuno, orationi et elemosine et cominciando sempre da la chiesa de’ Gesuiti, contigua al palazzo di S. A., furono fatte tre processione solenni a tre diverse chiese, in cadauna de le quali fu cantata con bellissima musica la messa de lo Spirito Santo, predicato et dette 408molte messe basse prima et poi de la predica. In tutte tre intravenne S. A. con molta devotione essendo andata sempre a capo scoperto recitando la sua corona, che publicamente portava ne le mani, vi erano la ser.ma arciduchessa, il principino Ferdinando et le due principesse maggiori con tutto il resto de la corte, donne et huomini, vestiti positivamente di negro, sì come si conviene in atto di penitenza, et non solo vi furono li cattolici tutti, ma anco molti heretici, che parimente andorono con la beretta in mano et stettero a le prediche de indulgentiis et con frutto loro, come essi hanno riferto; et per ordine spetiale di S. A. furono serrate tutte le boteghe sin a hora di pranso et non fu lasciato entrare carro niuno a le porte de la città.

L’altra dominica, che fu hieri, dopo cantata la messa del vescovo di Lubiana con pari devotione, pietà et numero ogniuno prese la s.ma eucarestia et consegui l’indulgenza plenaria del giubileo. Et così spero sia stato fatto per tutti gli altri lochi et provincie, da le quali cose tutte io per la mia parte son restato molto edificato, et spero anco, che la S.tà di N. S. ne sentirà consolatione.

Quanto a la facultà di absolvere gli heretici io aspettarò volontieri quello, che mi sia commandato da gli ill.mi signori cardinali de la congregatione del santo offitio,2non affermo già che questi penitenti siano per stare tutti fermi nel buon proposito, essendo che sono molestati da continue tentationi, così de gli heretici come de le loro proprie passioni et necessità, specialmente il predicatore Bavaro 3et l’altro prete di Carniola, però serà bene, che V. S. Ill.ma si degni fare instare per la conclusione.

De la translatione de le monache di Aquileia S. A. mi ha detto di havere mandato a prendere informatione di quello, che si possa fare,4et de la chiesa de’ Dominicani che trattarà con provinciale loro, che si dice serà qui presto. 5

Il conte Ambrosio da la Torre marsciallo et favoritissimo di S. A. partirà fra dui giorni parimente a la volta di Carnio la sua patria ne li confini del Friuli, sì come fece otto dì fa il signor Giovanni Cobenzel,6et essendo venuto a licentiarsi da me mi ha detto, che vi starà dui mesi, il pretesto è di andare a rivedere le sue castella et beni.

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Con le mie del primo di questo,7sì come V. S. Ill.ma haverà visto, detti satisfattione a S. A. sopra gli aggravii, che pretendeva dal vescovo di Parenzo visitatore apostolico, 8et perché a l’hora mi parve di lasciarla ben contenta né S. A. mi ha repplicato mai altro dapoi per molte volte, che mi habbia riparlato et a lungo, voglio sperare, che resti pienamente satisfatta et che in ciò non ci serà da dire altro.

Da molti giorni in qua spirano venti setentrionali freddi, le giornate passano nubilose, però senza pioggia, io scrivo con la pelliccia intorno, le montagne hanno le nevi grandi et coloro di là su scaldano le stufe come d’inverno, cresce tuttavia la siccità et con essa la sterilità et la peste si dilata, le terre de la via maestra da Villach a Vienna sono per gran infette et questa gente al costume loro ne tiene poca cura, la onde, se Iddio non ci aiuta per sua misericordia, è pericolo, che questo anno così roversciato non ci dia, come si ha osservato havere fatto altra volta, da far più che non vorremmo.

In Ungaria dove si raccoglievano 300 carra di fieno quest anno ne hanno raccolte 13, et questi soldati periti discorrono, che con un ben picciolo esserciti sostentato da le vittovaglie, che si le mandariano per acqua giù per il Danubio, hora facilmente si recuperarebbe quel regno da le mani del Turco per estrema penuria, che vi è d’ogni cosa.

L’arciduca suole partire la festa di S. Giacomo per le caccie de la montagna et consumarvi tutto l’agosto, credo, che quest anno farà il medesmo,9se già la peste nol distornasse. Il signor Enea Gonzaga non è ancora ritornato. 10

Ne mi occorrendo altro per risposta de la lettera di V. S. Ill.ma di 29 del passato11. . .


Fußnoten

  • 1 Vgl. oben Nr. 279, Anm. 5. 
  • 2 Vgl. oben Nr. 258, Anm. 4. 
  • 3 Vgl. oben Nr. 251, 260. 
  • 4 Es geht um die Transferierung des Klosters. Vgl. oben Nr. 281. 
  • 5 Vgl. unten Nr. 301. 
  • 6 Vgl. oben Nr. 284. 
  • 7 Bericht vom 1. Juli nicht vorhanden. 
  • 8 Vgl. oben Nr. 273. 
  • 9 Vgl. oben Nr. 111, Anm. 4, Nr. 194, Anm. 1. 
  • 10 Vgl. oben Nr. 271, 272. 
  • 11 Nicht vorhanden.