Regest
Erhalt der Bulle über Absetzung Navarras und Condés. Überreichung der Kreuzchen und Ablaßbreven an Erzherzog Karl und Erzherzogin Maria. Verhinderung der Unterstützung der Hugenotten aus Deutschland. Abreise des Vertrauten des Kardinals Bourbon. Erinnerung an Bitte des Abtes von St. Lambrecht um Ablaß für Mariazell. Baldige Sendung des Bischofs von Triest nach Rom wegen Aquileia. Errichtung eines Bistums Görz und Bestätigung der Schenkung des Grazer Dominikanerklosters. Sendung des Kardinals Bathory nach Rom.
Archiv
Arch. Vat. Nunz. Germ. 68, f. 243r—245r, Orig.; Antwort am 19. Oktober.
Brieftext
Con la lettera di V. S. Ill.ma di 21 del passato1ho ricevuto tre brevi, dui per l’arciduca Carlo, uno per l’arciduchessa con le coppie di cadauno 2et parimente la bolla stampata de la privatione di Navarra et di Condè.
Hiermattina poiché hebbi accompagnato le loro Altezze a l’oratorio onde sentono con li loro figliuoli la predica et la messa, che si dice et canta in chiesa, parendomi loco molto opportuno a donare cosa spirituale, presentai le crocette et brevi et pregai l’uno et l’altro che accettassero il dono con quello affetto di vero amore, col quale la S.tà di N. S. lo mandava, et attendessero più al prezzo del santo legno et al thesoro de l’indulgenze che a la valuta di quel poco oro. L’arciduchessa fu la prima3che con gran riveranza cominciò a rispondermi et ringratiare senza fine S. S.tà in tedesco et l’arciduca seguitò parlando per se et interpretando le parole di lei con lunga oratione, la somma de la quale fu che in questo poco tempo del pontificato di S. S.tà haveano veduti diversi segni amorevoli de la paterna benevolenza et cura che S. B.ne si pigliava de le persone, Casa et stati loro, et che perciò ne le restavano obligatissimi. Ma questa ultima dimostratione, che già non concerneva temporalità nissuna ma l’eterna salute de l’anime loro, era tanto superiore a tutte l’altre che non trovavano forma di parole di ringratiarnela a bastanza, ma bene cercariano con ogni sorte d’officio di mostraseli sempre figliuoli obedientissimi et non cessariano di pregare Iddio per la sua lunga et felice vita a honore di 437S. D. M.tà et a beneficio di santa chiesa catolica Romana, et come essi più a pieno risponderanno ne le loro lettere. 4È vero che la ser.ma arciduchessa non havendo consuetudine di communicarsi il giorno, ma la vigilia di Natale desiderarebbe che quanto a se sola si dicchiarasse che il giorno di Natale espresso nel suo breve o si convertisse ne la vigilia o comprendesse la vigilia. Se S. S.tà se ne contentarà si potrà fare rescrivere il breve et acconciarlo come ella desidera. 5
In camera poi presentai l’altro breve al’ar ciduca con la bolla stampata contra Navarra et Condé6et gli esposi le molte et giuste cause che havea mosso S. B.ne a venire a quest’atto, pregandolo che con tutta la sua auttorità, conseglio et potere volesse operare con li principi tedeschi amici suoi che gli Ugonotti di Francia non potessero cavare aiuto niuno di guerra di Germania. Al che S. A. si offerse molto voluntieri et che farebbe ogni sorte d’officio, soggiungendo che pensava bene che senza gran somma di danari non havriano levato soldati di questi paesi, ne quali si haveano poco credito, delche ne poteva essere buon segno la legatione del Seguro mandato altre volte da Navarra per confederarsi con questi principi, 7la quale non fece effetto niuno buono per lui, allegando anco che gli esserciti tedeschi che erano andati da un tempo in qua in Francia se ne erano sempre tornati con la testa rotta et in poco spatio di tempo si erano dissoluti affatto.
Il gentilhuomo del sig. cardinale di Borbone non si lasciò vedere da me et io non seppi che ci fosse stato se non dui giorni dopo che fu partito.8Et quanto ne scrissi fu per relatione del cancelliero di S. A. et del rettore de’ Giesuiti. Se io havessi presentito la sua venuta, non havrei mancato di alloggiarlo et accarezzarlo, se gli havesse voluto, come si conviene. Piaccia a Dio che io possa satisfare a la S.tà di N. S. in tutte l’altre mie attioni così come spero di satisfarla nel essercitare l’hospitalità, a la quale et per natura et per instituto ci sono molto inclinato, ma questo desidero che V. S. Ill.ma l’intenda più da altri che da me.
438Quanto a l’indulgenze per l’abbate di S. Lamberto io ho ricordato et ricordarò sempre humilmente tutto quello che pare a me essere in servitio di Dio et honore di cotesta Santa Sede, nel resto poi mi rimetto et rimetterò sempre al sapientissimo giuditio di S. B.ne.9
S. A. mi ha detto in segreto che la M.tà de l’imperatore si è risentita molto per gli avvisi freschi havuti da Venetia sopra le cose di Aquileia, la coppia de quali avvisi io mandai con le mie passate,10et che S. M.tà le scrive che ancora S. A. si aiuti quanto può che essa non mancarà per la sua parte. La onde S. A. è risoluta mandare presto a piedi di N. S. il vescovo di Trieste, sì per la causa d’Aquileia, che tira seco la translatione de le monache, si per fare instanza che si eriga uno novo vescovato in Goritia del che fu trattato anco nel pontificato passato, 11et ultimamente per ottenere la confirmatione de la donatione fattale da papa Gregorio santa memoria di questo convento et chiesa di S. Dominico di Gratz conforme al capitolo che io mandai con le mie di 16 di settembre a V. S. Ill.ma. 12
La M.tà del re di Polonia rimanda a Roma il sig. cardinale Batori suo nipote per resedervi, et vi serà, s’altro non occorre, avanti Natale prossimo. Io ricercato per corriero espresso venuto di Cracovia ho già mandato di qui il passaporto di S. A. et l’instruttione de la strada che deve tenere per non inciampare ne la peste, et tutto a un tempo ho scritto al nuntio di Venetia perché ottenga licenza et la mandi in mano mia, acciò S. S. Ill.ma possa passare per il Dominio Veneto senza impedimento. Et perché S. M.tà allega di mandarlo, perché serva a N. S. et impari di governare bene le chiese et popoli commessi a la cura sua, non serà male di occuparlo a buon hora ne le congregationi sì perché se ne farà piacere al re suo zio, sì perché a lui si darà causa di studiare et di fugire l’otio, et come ha bello et felice ingegno et lingua presto si farà valent’ huomo. S. M.tà intendendo il vivere licentioso del tempo passato lo levò di Roma con grande prescia.13Hora 439che in cotesta Corte si tiene altra manera di vita lo rimanda voluntieri sotto l’ombra et protettione di S. B.ne . . .
Fußnoten
- 1 Weisung Rusticuccis vom 21. September nicht vorhanden.
- 2 Breven für Karl und Maria.
- 3 Vgl. oben Nr. 254.
- 4 Dankesschreiben Erzherzog Karls und Erzherzogin Marias nicht gefunden.
- 5 Vgl. unten Nr. 312.
- 6 Breve vom 21. September 1585 betreffend das Vorgehen des Papstes gegen Heinrich von Navarra und den Prinzen von Condé (Arch. Vat. Ep. ad Principes, 20, f. 176rv; Reichenberger, Nuntiaturberichte, S. 169f.).
- 7 Jakob von Segur war im September 1585 zu Pfalzgraf Johann Kasimir geschickt worden (Bezold, Briefe II, Nr. 361).
- 8 Vgl. oben Nr. 300, 301.
- 9 Vgl. oben Nr. 300.
- 10 Siehe oben Nr. 303, Anm. 4.
- 11 Vgl. oben Nr. 243.
- 12 Vgl. oben Nr. 301, Anm. 14.
- 13 Kardinal Andreas Bathory war von seinem Onkel, König Stephan Bathory von Polen, nach Rom geschickt worden, um mit dem Papst über das Unternehmen gegen Moskau zu verhandeln (Pierling, La Russie et le Saint-Siège II, S. 291ff.). Die Abreise verzögerte sich aber um einige Monate wegen der Pest, sodaß er erst am 2. Juni 1586 nach Rom kam. Nach Erhalt der Nachricht von dem Ende 1586 erfolgten Tod des Königs kehrte er wegen der eventuellen Nachfolge eilends nach Polen zurück (Pastor, Geschichte der Päpste X, S. 380; Reichenberger, Nuntiaturberichte, S. 385, 400).