Briefnr. 59

Kobenzl an Aldobrandini - Graz, 1592 Dezember 13

Band 3

Regest

Rückkehr nach Graz und Berichterstattung. Betroffenheit wegen der Klöster Gairach und Seitz. Agnus Dei für die Ehzgin. Abzug des Tiroler Regiments von der Türkengrenze. Verbleiben Karls von Burgau mit Absicht, gegen Petrinja vorzugehen. Unmöglichkeit militärischer Bewegungen wegen starken Regens und tiefen Schlamms. Truppenkonzentration in Agram. Rückzug des Pascha von Bosnien wegen Lebensmittelmangels. Verhandlungen zur Beseitigung der Differenzen zwischen Venedig und Österreich durch Papst.


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Arch. Vat. F. Borg. III, vol. 68, f. 11rv.
Druck: Horvat, Kobenzelovi 136 f.


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Spero che V. S. Ill.ma haveva ricevuto le mie scrittegli da Venetia1, et inteso da quelle, che fin a mia partenza da lì, non havevo ricevuto niente da lei; il che hoggidì anchora posso scrivere ma sono certissimo, che ben presto receverò da lei quella cossa per la ser.ma arciduchessa sopra modo da lei desiderata. 2Imperoché, essendo io gionto qua giovidì prossimo 3et referito a S. A. quello che S. S.tà et V. S. Ill.ma mi comessero 4, per scriver il vero a V. S. Ill.ma perturbatola molto con la negativa dei dua monasterii per i Jesuiti; 5et poi referitoli, che io aspettava la detta cossa per lei da V. S. Ill.ma la ralegrai molto et vidi esserli ciò di tanta consolatione, che non lo posso scriver abastanza. Et però voglio sperar, che V. S. Ill.ma non manchasse di mandarmi quello, che piacque a N. S. di mandargli per consolarla compitamente.

Della nostra impresa in Croatia non posso scriver altro a V. S. Ill.ma se non che il Ser.mo Ferdinando habbia rechiamato il suo terzo regimento dicendo che non haveva promesso, se non per tre mesi, et che di già erano scorsi; non giovando alcuna admonitione o requisitione, che perciò da S. M.tà Ces. et S. A. erano fatta a S. A., che la volesse lassar i suoi piùoltra alle frontiere et dar bon essempio ad altri. Il che però non ha giovato niente et Dio voglia, che non habbia causato grand disgusto.

Il marchese di Burgovia6è però restato et è per tentar la fortuna per il primo commodo tempo contra il forte novo, Petrina chiamato, et la Chrastoviza. Et che ciò fin hora non sia fatto, mi vien affermato universalmente, che non era possibile farlo. Imperoché per tutt’il ottobre et novembre smisuratissimamente ha piavuto et sfondato tanto le strade, che né l’artellaria, né munitione, né vittuvaglia si poteva condur al luogo ove bisognava. Si come io posso in verita scriver a V. S.I ll.ma, che nel venir verso qua da Marpurgo ho trovato otto canoni, alquanti carra di balle di ferro, molti cargati con vasseli di polacre et piùdi cento botte di farina sopramodo affondate o abissate nel fango, di maniera che grand quantità di cavalii et bovi non li poteva mover o tirar più oltra un pelo 102largo. Et però non s’ha potuto far niente sulla frontiera et s’aspetta un tal gelu, che la detta artellaria et munitione si possa levar et condur vers’il detto forte et darseli poi la stretta et l’assalto come conviene. Per tal causa stantia et si ritrova il detto marchese con un buon numero di gente a piè et cavallo a Zagrabia et assalirà il nemico subito, che per il tempo potrà esserci; sicome sti giorni prima è inviato verso di lui il conte de Monte Cuculo 7con 150 archibugieri a cavallo et il colonello Redario 8marcia anchora verso Sua Ecc.za con altri 500. Et s’ha nova più che certissima, che il bassa de Bosna è stato sforzato di retirarsi in Bosna per manchamento di vittuvaglia. Onde si può ragionevolmente inferire, che venendo il desiderato tempo et movendosi il marchese contra detto forte Petrina, l’haverà senza molto contrasto, et potrà più oltra dannegiar il Turco, come tutti i buoni desiderano. Et io non mancharò di raguagliar V. S. Ill.ma di tempo in tempo di ogni successu, acioché quella lo possa significar a S. S.tà et conservarmi nella sua gratia come li supplico a volerlo fare caldamente, come ho affermato a S. S.tà, et a V. S. Ill.ma cossì lo facio di novo, che S. M.tà Ces. non può far pace o tregua col Turco senza haver o smantelar il detto forte Petrina.

V. S. Ill.ma sia servita di procurar la dechiaratione del dominio Veneto circa la trattatione di S. S.tà tra loro et la ser.ma casa di Austria nelle lor differentie.

Il Signor Conte di Porcia ritrova adesso qui credendo forse che S. S. tà instituiria tal trattatione mediante la sua persona, ma se S. S.tà istessa et a Roma non vorrà assumer tal trattatione, non si farà mai nulla in eterno . . .9


Fußnoten

  • 1 Nicht vorhanden. 
  • 2 Siehe Nr. 66, 68, 76. 
  • 3 10. Dezember. 
  • 4 Der Papst versprach 50.000 fl: Pastor XI, 200. 
  • 5 Gairach und Seitz: Nr. 58. 
  • 6 Das aus sieben Fähnlein zu je 430 Mann bestehende Tiroler Regiment unter Karl von Burgau und Hieronymus von Lodron wurde im August 1592 in Bruneck gesammelt. Der Ausmarsch erfolgte am 24. September: Hirn II, 298; Markgraf Karl von Burgau verließ am 27. Oktober Graz in Richtung Pettau, von wo er mit der Kavallerie weiterzog und in Agram seine Truppen mit dem österreichischen Heer vereinigte, das ca 30.000 Mann, die steirische Kavallerie und 20 Kanonen aus Graz umfasste: Bibl. Vat., Urb. lat 1060 p. II, f. 672r, 685r, 711r. 
  • 7 Montecuccoli. 
  • 8 Melchior von Redern, Oberst. 
  • 9 Siehe Nr. 55, 66.