Regest
Karl von Burgau auf Heimreise bei Ehzg Ernst in Graz. Frage der Rückstellung der von Türken besetzten Orte. Reichstag zu Regensburg. Schwere Differenzen zwischen Salzburg und Gurk wegen Visitation in Kärnten. Zweifel an gutem Ausgang des steirischen Landtags. Oberst Redern mustert 500 deutsche Reiter in Znaim.
Archiv
Arch. Vat. F. Borg. III, vol. 68, 37rv, 41r, Orig.
Druck:
Horvat, Kobenzelovi 154 f.
Brieftext
Il marchese di Burgovia vene qua il 2 di questo dopo haver il ser.mo Ernesto già cenato. Il terzo andarono alla messa, et poi furono insieme soli fin al tempo di disinare. Cossì havendo disinato insieme, et di novo seratosi nella camera di S. A. et di novo discorso due buone hore, egli se ne andò nella sua camera, si travestì et parti poi via. S. A. lo acompagnò una meza legua. Si tiene, che non retornarà piu, levando seco tutta la sua fameglia et bagaglie.1Et poi essendo partito per Italia il suo ayo, il conte 135de Lodrone. 2Sua Alteza ha comesso al suo carico, a quatro persone. V. S. Ill.ma mi puo creder in verità, che io lo disconsegliai, ma di bando, et io dubito forte, di qualche danno che indi potrà nascer. In summa, le cosse sono in continua declinatione, et io credo hormai, che si tratti tregua o pace, se ben non si restituirà prima l’occupato. Ma voglio ben sperar, che si domandarà di continuo, et che havendo S. M.tà Ces. fatto una dieta imperiale et impetrato gagliardi aiuti 3, la non mancharà poi, di tentar alla isprovista, ipso facto, la detta restitutione: cossì si scusano quelli che consegliano si procuri la pace. Dio nostro signor ci aiuti et confonda il Turco, comun nostro nemico.
Il rev.mo di Gurco scominciò a visitar l’abbate d’Ossia in Karintia. Egli si fugì alla isprovista verso Salzburg, et fece in summa tanto, senza molta fatiga, che il sig. arcivescovo inhibi il proceder oltra, al monsignor de Gurco, con significarli di voler essere lui istesso il iudice della causa, se ben il sig. vescovo è vicinissimo a esso abbate, al suo conventu et sudditi, et il sig. arcivescovo discosto piùche cento miglia. Et questo è già un frutto del lor disparere, dal quale, l’altro giorno, feci cegno a V. S. Ill.ma.4
La nostra dieta qua procede lentamente. Sua Alteza replicò l’altro giorno, che li stati volessoro accrescer la lor promessa delli 162 milla fiorini. Ma loro inheriscono alla lor prima dechiaratione, massime non volendo Sua Alteza consentir, che d’ogni cento imprestati fiorini, se ne pagino a loro doi, che segondo il lor conto importaria l’anno, fin a 40 mila fiorini.5Io dubito, che finalmente bisognarà contentarli, o la dieta andarà in fumo, senza alcuna conclusione, il che cessi Idio, imperoché s’il Turco l’intendesse, egli spingeria senza fallo inanzi, et presto ci faria magior danno, che non ha fatto l’anno passato. Sta mane prima fu deliberata la cossa da noi assistenti di S. A., et io solo consegliai, che S. A. concludesse la dieta, accetasse la promessa fatali dai stati et li concedesse al incontra il rescato dei detti doi fiorini da cento d’imprestito, poiché essi stati soli portarano tal carico, et altri, i forastieri, ne sarano essempti. Ma i me compagni furono unitamente del contrario parere. Et cossì concluso, che l’una e l’altra opinione, si metta in scritto et si referisca al principe per la sua ressolutione. In tali termini si retrovano adesso le nostre cosse. Dio voglia, che per il prossimo ordinario ne possa dar qualche miglior reguaglio a V. S. Ill.ma, alla quale, non havendo hora altro, bacio le mani etc.
136Il Rhedario e partito questi giorni verso Vienna et Znam6, dove alli 15 di questo sarà fata la mostra dei suoi cinquacento cavalli alemani o reiteri. Li suoi 500 archibugieri a cavallo stantiano in Zabaria, 10 legue da qui discosta.