Regest
Bei erfolgreichen Kämpfen um Sisak viele Feinde gefallen, Gefangene eingebracht sowie 7 große Kanonen, zahlreiche Musketen, Geschosse und Verpflegung erbeutet. Bitte um Entwürfe von Festungsbaumeistern für Fortifikation von Sisak.
Archiv
Arch. Vat. F. Borg. III, vol. 68, f. 82r—83v, Orig.
Druck:
Horvat, Kobenzelovi 185—188.
Brieftext
Scrissi la cativa nova a V. S. Ill.ma della perdita del castello Drencina, che alli 14 di questo il bassa di Bosna haveva preso per forza.1Il che et poi la subita bateria, che fece esso bassa intorno Sissek, mosse li nostri, che si ressolsero di andar a soccorrerlo. Et cossì, essendo passati da Sagrabia alli 20 la Sava et tirando a Selino 2, intesero che puoco lontano si trovavano 400 turchi, per pigliar lingua 3, contra i quali furono mandati 400 schiavoni a cavallo et 200 archibugieri, parimente a cavallo. Li quali trovorono subito i turchi, et azuffandosi con loro, li messero in fuga, n’amazarono fin a 80, et ne condussero vivi fin a 60, et altritanti cavalli. Dio ne sia laudato. Lunidì sequente facendo il viagio verso Selino, si hebbe parimente nova d’un squadrone di turchi, et senza indugia furono spediti altri 600 dei nostri a cavallo, per cercarli. Et cossì andando puoco lontano, ne trovarono fin a cinquecento, et dandoli senza indugia adosso li messero parimente in fuga amazando et prendendone molti, con anegar due barche piene di loro, che havevano abandonato i cavalli, et mediante le dette barche si volevano salvare. Martedì venne alli nostri che si trovavano a Selino nova, che il bassa, già era passato la Colapi, sopra il ponte, che poco lontano da Sissek haveva in quatro giorni di novo fabricato, et se Sissek in poche hore non era soccorso, che senza fallo si perdeva.
La qual nova, essendo publicata alli schiavoni et alemani, et comessogli, che subito si metessero in ordine per andar a tal effeto, li schiavoni scominciarono a metter delle difficultà, con dire, chel bassa haveva noni begi seco, tutti benissimi a cavallo, bona et veterana gente, con la quale non si poteva combater senza evidentissimo pericolo di esser tagliati a pezzi tutti. Al incontro l’alemani et italiani, che v’erano, cridavano, che si andasse, in nome d’Idio, a combaterli, che era meglio risicar la vita, che 187retirarsi con vergogna et perdita di Sissek, luogo tanto importante alla christianita. Sopra di che il general di Croatia et il commissario di S. A. resolsero et andar et di combater il nemico, come subito fecero. 4Et havendo caminato con bon ordine tre buone hore, gionsero dal nemico, il quale anchora lui aspettava con grand bravura et in bona guardia.
Cossì havendo scominciato i nostri invocato prius Dei optimi maximi auxilio, menar le mani messero li nemici subito in sbaraglio, et in tal confusione, che butando via l’arme, procuravano di passar il ponte, et cossì di salvarsi. Ma i nostri previdendo tal cossa, commessero che una bona schiera di cavalli, subito tirasse alla volta d’esso ponte, et in eventum, gli vietasse il passo. Il che gli reuscì benissimo et di tal maniera che quasi nissuno dei turchi passò, ma la magior parte di loro, fu morta dai nostri, overo suffocata e anegata nella acqua Colapi, che cercavano tranatare. Li pedoni, che erano restati di là della Colapi, vedendo la ruina et ucisione dei suoi, impiciarono subito la polvere della munitione, et si messero a fugire, lassando lì nel campo l’artellaria, setti grand canoni, con molti moschettoni et una grand quantita di balle, et ogni sorte di vittuvaglia, che tutto fu dai nostri occupato et preso. Tal relatione habiam per un secretario del commissario di S. A., il quale egli ha mandato, da quella, con tal bona nova.
D’esso commissario aspetiamo d’hora in hora particular relatione di tutto, la quale spero di mandar, a V. S. Ill.ma anchora con questa, per ralegrar S. S.tà alla quale sin da qui, humilissimamente bacio i santissimi piedi. Il secretario ha referito anchora, che il commissario et il sig. general detto dissegnavano di andar l’altro giorno a veder di poter recuperar Hrastoviza et prender il forte Petrigna.5Et molti credono che, vedendoli venire, i turchi l’abandonarano et si salvarano la vita con la fuga, che S. D. M.tà conceda, amen!
Da Praga habiam nova, che il ser.mo Ernesto andarà in Fiandra questo settembre prossimo, et che alli 28 di questo doveva retornar a Vienna, et poi scorrer fin qua, forse per licentiarsi della arciduchessa et li provinciali qui.6
Scrivono da Vienna, che dei transfugi turcheski già alquanti anni fa erano venuti in Agria7, principal forteza in superior Hungaria, per veder, come la potessero tradire al Turcho, et che già havevano indutto alquanti in tal pratica, che sti dì fu scoperta, et loro tutti squartati.
188Da Praga habiamo dei 20 che doi giorni inanzi s’era publicata l’andata del ser.mo arciduca Ernesto in Fiandra per gouvernatore, et che subito il nuncio di S. S.tà con tutti i altri ambasciadori l’havevano visitato et ralegratosi seco di tal suo carico. Alli 28 di questo, domane, doveva partir S. A. verso Vienna, et da lì scorrer forse qua. Per in avertenza ho scritto questo articulo, non recordandomi, che già era messo di sopra.8V. S. Ill.ma me haverà per iscuso.
Fin qua scrissi venerdì passato, aspettando tutta via il particulare della bataglia fatta col Turco. Ma non essendo venuto fin al partir della posta ordinaria, sono stato sforzato di chiuder questa et mandar la a V. S. Ill.ma con baciar a lei et al ill.mo sig. don Pietro mio patrone, le mani. Ma V. S. Ill.ma non dubiti ponto, di detta bataglia et vostra vittoria, per ché la fu poi confirmata dalli deputati in Carniolia et dal conte de Serin, li quali ambidua scrivono chel bassa istesso con otto begi restò morto, et pregano per amor d’Idio che la vittoria si seguiti, come crediamo che i nostri faciano, et che di già sarano sotto Petrigna,9et che la prenderanno havendo havuto la comodità del ponte fatto sopra di Sissek, di passar lì la Colapi, et andar poi su verso Hrastoviza et detta Petrigna. La quale, come vien detto da quella parte, cioè verso l’Una, non è sì forte, come verso la Colapi, presuponendo il Turco, che, là, non poteva essere né combattuta, né assalita, se non dalla parte di essa Colapi et Brest con grandissimo disavantagio dei nostri.
Dio nostro signor benedetto sia di tutto in eterno ringraziato, et conservi S. S.tà et VV. SS. Ill.me felice et in ogni prosperità. Amen.
Io sono certissimo che V. S. Ill.ma o l’ill.mo sig. don Pietro haverano tra li suoi familiari servitori, che s’intenderano della architettura di fortificare o almanco S. S.tà ne haverà li quali stanno al commando di VV. SS. Ill.me et desiderano, che se li favoriscano con i suoi comandamenti: se V. S. Ill.ma si degnassi di far mostrar a qualche tale la mia delinatione di Sissek10et suo sito, et li commandasse, che ne pensasse un puoco, et facessi poi un dissegno, come egli crederia, che tal luogo si potesse bene fortificare, et V. S. Ill.ma mi mandasse poi tal dissegno, la faria a tutta la christianità un singular beneficio, et se la volesse, che io potesse dir, qua fuora, a questi provinciali, che io l’havesse havuto per suo mezo, perché altramente non lo diria mai, loro tutti la ringraziariano infinitamente. A me poi la faria singularissima gratia, et a tal fine sappia V. S. Ill.ma che lì 189a Sissek è grandissima carestia et scarseza di sassi, et che però bisognaria far tal forteza di terra. Noi, non habiamo adesso persona, che s’intenda della fortificatione, et però voglio sperar che V. S. Ill.ma tanto manco, mancarà a questa mia humil supplica. 11
Fußnoten
- 1 Nr. 134.
- 2 Selin.
- 3 wahrscheinlich „legna“ gemeint.
- 4 Andreas von Auersperg und Ruprecht von Eggenberg.
- 5 Siehe Nr. 130.
- 6 Siehe Nr. 128, 141, 144, 146.
- 7 Eger/Erlau.
- 8 Ehzg Ernst reiste erst im Dezember 1593/Januar 1594 in die Niederlande: Roberg II/3, 425 f.
- 9 Siehe Nr. 130.
- 10 Nicht vorhanden.
- 11 Italienische Architekten hatten hervorragenden Anteil am Bau der Festungen in Innerösterreich.