Briefnr. 218

Kobenzl an Aldobrandini - Graz, 1594 Januar 16

Band 3

Regest

Keine Neuigkeiten an Türkengrenze wegen extremer Kälte. Differenzen zwischen Ungarn und Deutschen. Hoffnung auf Übernahme des Oberbefehls durch Ehzg Ferdinand von Tirol mit Matthias oder Maximilian als Stellvertreter. Verhandlungen wegen Anschluss Siebenbürgens an Kaiser. Tod des kaiserlichen Botschafters beim Sultan. Visitation der Diözese Aquileia. Diözesan-Synode in San Daniele. Unzufriedenheit mit bambergischen Amtsleuten in Kärnten. Villach seit vielen Jahren nicht mehr katholisch; der durchreisende König Heinrich III. konnte keine Messe hören. Ermahnung des Bischofs von Bamberg durch Papst, Nuntius am Kaiserhof oder Kardinal Madruzzo am Reichstag angebracht.


Archiv

Arch. Vat. F. Borg. III, vol. 68, f. 156r—157r, Orig.
Druck: Horvat, Kobenzelovi 238 f.


277

Mi rincresce che per questa posta anchora puoco di novo gli posso scriver. Il che, et che i nostri di Giavorino, non facian niente, imputo al estremado freddo seco, che regna in queste parte. Et poi la diffidentia chel nemico humano semina tra le nationi ungara et todeska, che crescerà di giorno in giorno, s’uno delli ser.mi arciduchi non vi andarà personalmente, come si spera chel ser.mo Ferdinando non ostante la sua vechieza vi andarà,1et sarà logotenente di S. M.tà Ces. Et dovendo S. A. haver un logotenente, si dice, che ambidui il ser.mo Mathias et Massimiliano lo cercano d’esser, affirmando che per ciò il ser.mo Massimiliano era in persona col ser.mo arciduca Ferdinando. 2Il che intendendo il ser.mo Mathias ha spedito subito per posta da S. A. un suo cameriere, et indi si dubita, che i fratelli potessero venir in qualche differentia. La qual cessi Idio.

Io ho visto copia d’una lettera, che S. M.tà scrive al ser.mo Mathias haver fatto tanto, che la spera di metter in campagna sta instante primavera, oltra l’ordinarie guarigioni et aiuti che d’amici l’aspetta, fin a 25 millia combatenti a piè et a cavallo, che saria un giusto essercitu.3Et non haveria paura di combater con cento millia turchi impauriti, ignudi et asiatici, che furono sempre tenuti per feminili. Li maschi et veterani sulle frontiere furono quasi tutti tagliati a pezi questo anno. 4

Da Vienna si scrive come il Transilvano manda un legato da S. M.tà Ces., Francesco Gesti, che già fu nostro suddito, per unirsi con S. M.tà. Io spero che saranno stati fatti quei officii, che V. S. Ill.ma sa. Et esso 278principe corre grand fortuna et pericolo, se presto non s’assigurarà, havendo il Sinam bassa i moldavi et valachi vicini, et poi in casa tristi arriani et già quasi turchi, che guari lo cercano di suplantar, offerendo al Turco altritanto tributo, che egli dà al anno. 5

Corre voce in Hungaria che il nostro ambasciadore condotto dal Sinam bassa da Constantinopoli fin in Alba Greca sia morto,6et con esso lui il Ferdinando Samaria, già stato nostro capitaneo a Vesprinio. E’ grand danno per l’un et l’altro, essendo stato quello un grand dotto et novamente fatto catholico, questo poi soldato valorosissimo et molto pratico.

V. S. Ill.ma mi può credere che tutti si mettono in ordine alla guerra, et se la non si farà questa esta quel verso haverà luogo: „Bella gerant alii, tu Paris semper ama.“ Et tanto delle cosse di guerra.

Mons. r.mo il sig. patriarcha d’Aquileia ha complito in magior parte la visita della sua diocesi, senza fallo con grand frutto,7et hora vol celebrar una synodo a S. Daniele in Friuli. 8Volessi Idio che i suoi predecessori havessero fatto tanto, sti paesi sariano più catholici. Egli si lamenta contra i ministri del mons. Bambergense in Karinthia 9, che più presto impediscono i suoi travagli che promoveno. Di che mi stupisco, et più di questo che Vilaco, per il quale passo sua santa terra principale in Karinthia et d’esso vescovo, già molti anni non è catholica, di maniera che passando per quella l’infelice Henrico, stato re di Polonia et Francia, 10non trovò dentro d’udir la messa.

Io sono di parere che una bona admonitione di S. S.tà portaria in ciò qualche frutto appresso il mons. Bambergense. Et se V. S. Ill.ma desiderasse da me il modo come s’havesse da far tall’officio, crederia, che o da Praga il mons. nuncio potria esser mandato da lui a Bamberg, ove saria in 6 giorni in cochio facilmente, et in tanti di retorno a Praga; overo farsi tal cossa nella instanti dieta, ove ci sarà senza fallo esso mons. Bambergense. Se l’ill.mo sig. cardinal Madrutio sarà legato di S. S.tà, S. S. Ill.ma lo potria far con ogni efficacia.11Se quel vescovo voria far la dentro in 279Karinthia il suo debito, con esso mons. de Salzburgo, che hanno assai terre et castelli dentro, presto si vederia grand frutto, et io non dubito ponte, che da nostra parte sariano molto favoriti . . .


Fußnoten

  • 1 Siehe Nr. 207, 210. 
  • 2 Siehe Nr. 215. 
  • 3 Siehe Nr. 176, 193, 207, 228. 
  • 4 Siehe Nr. 187, 193. 
  • 5 Eine entscheidende Rolle bei der Einbindung Siebenbürgens in die antitürkische Front spielte der spanische Jesuit Alfonso Carrillo: Szilas 48—77; Niederkorn 42—44. 
  • 6 Der kaiserliche Botschafter Friedrich von Kreckwitz, der angeblich in der Nacht vom 3. zum 4. Juli 1593 gefangengesetzt wurde, schrieb seinen letzten Bericht am 17. Juli, musste wenige Tage später mit der ausrückenden Armee Konstantinopel verlassen und starb Anfang Oktober 1593 in Belgrad: Jorga III, 294; Niederkorn 145 f. 
  • 7 Siehe Nr. 201. 
  • 8 Siehe Nr. 216. 
  • 9 Koller-Neumann, Gegenreformation, 16 ff. 
  • 10 Heinrich III., 1573 zum König von Polen gewählt, 15741—1589 Kg. von Frankreich 
  • 11 Siehe Nr. 210.