Briefnr. 244

Kobenzl an Aldobrandini - Wiener Neustadt, 1594 April 2

Band 3

Regest

Berichtet Eroberung von Nógrád und Berzence. Fürst von Siebenbürgen will auf kaiserlicher Seite kämpfen. Möglicher Einfall der Tataren von Polen nach Munkács. Giovanni de Medici General der Artillerie. Der hochgebildete Hofkriegsratspräsident D. Ungnad Lutheraner. W. Unverzagt hervorragender Minister und katholisch. Erfolge zwischen Drau und Plattensee. Toskanische Hilfstruppen auf Schiffen nach Senj an der kroatischen Türkengrenze für die Sicherheit Italiens wünschenswert.


Archiv

Arch. Vat. F. Borg. III, vol. 68, f. 183r—184v, Orig.
Druck: Horvat, Kobenzelovi 256—258.


Se bene, hier sera, mandai verso Venetia le mie lettere, che doveva inviar a V. S. Ill.ma sabbato prima, col aviso della presa di Novigrado et 308Bersenze, per intenderle V. S. Ill.ma tanto più presto 1, nulla di meno ho voluto scriver ancora questa a V. S. Ill.ma con significarle, che hieri ho havuto lettere dal sig. presidente Ungnad, il qual volendo nominar per l’avenir, non scriverò altro, che il P. et U.; cossì anchora dal hospite di S. S.tà meterò solamente il H. 2, per più degni respetti, et trovai dentro le sequente formal parole.

Il N.3mi scrive da Praga dai 17 di questo. In confidentia habbiam avisi, chel Transilvano vuol correr la fortuna con noi et operar tutte le sue forze contra turchi. Dio voglia, che sia vero. S. S.tà mediante V. S. Ill.ma haverà la magior parte del negocio, et non mancarà, senza fallo, di fomentarlo con mezi che la saperà. 4

Esso sig. P. U. mi scrive anchora, che i tartari hormai si lassano veder in Polonia, et dissegnano di passar verso Muncasth in Hungaria; et tanto hoggi alli 30 di marzio. Questo m’era scordato di scriver a V. S. Ill.ma, che egli P. U. mi scrive et dice, stupir tutti, che essendo l’ossedio di Strigonio cossì vicino, et la guerra tanto inanzi, che però non si sapia anchora niente del generale del suo logotenente del mastro di campo, del mareshalco grande o magistro delle vigilie. Il mastro della artellaria il sig. don Juan de Medici è publicato,5ma manda prima certe conditioni a S. M.tà Ces. per sua ressolutione, di modo che non ce cossa fatta a suo vero tempo. II che meritamente gli pare cativo augurio. V. S. Ill.ma mi creda, che esso P. U. è honoratissimo barrone, fu novi anni a Constantinopoli ambasciador ces., si maritò poi con una nepote del quondam arcivescovo de Salzburg et hebbe in dotte fin a 60 mila taleri. 6Ha senza questo grosso patrimonio, è dottissimo nella humanità, sa spagnolo, italiano et francese, è presidente del consiglio bellico di S. M.tà già molti anni, et non gli manca altro, se non che non è catholico, ma tepido lutherano, e tenuto per calvinista, il resto è vero. L’ho voluto descriver a V. S. Ill.ma semel pro semper per cognoscerlo, et poter dar tanto più fede a quello che da lui a me, et da me a lei sarà scritto. Egli mi scrive anchora, che vorria più presto la giù servir con 30 cavalli, che non a questo modo, et ragionevolmente portando l’onus diei et aestus. Et pur si veggano pasquinade contra di lui et altri segnalati ministri, che siano più turchi che christiani. Ma il mondo non 309può non esser immundo et portar invidia alli virtuosi, come è certamente lui. V. S. Ill.ma domandi altre costì, che lo cognoscono, et massime il sig. de Harach. L’ H. è parimente grand huomo, 7et principal ministro di S. M.tà, quasi unico sustentacolo della religione catholica in questa provincia, catholico per la vita et padrone dei ecclesiastici, grand rico, et che fa l’officio di cancelliere da S. A. passando tutti i negocii, eccetto i phiscali per sua manu, et da bene quanto altra persona al mondo, certo, cossì cognoscerà V. S. Ill.ma l’un et l’altro veramente senza alcuna spesa.

Hoggi alli 30 di martio alle 24 hore habiamo aviso chel sig. conte de Serin habbia havuto Segesth ancora, come Bersenze, cioè abandonato dai turchi et impiciato. Adesso aspetiamo nova di quella che haverà fatto a Zorga dove se ne è andato subito, che è un castel principale et che fu perduto con Sigeth nel 1566.8Sonno luogi tutti tra la Drava et il lago Palaton vicino al Danubio, et di dove furono fatte tante scorrerie nella Stiria et contado ferreo contiguo qui all’Austria, che era impossibile suportarle più. Spero che potrò a V. S. Ill.ma in questa scriver anchora la presa di Zorga et altro. Se S. M.tà Ces. et il sig. granduca di Toscana si potesse haver sta gratia, che i suoi mille fanti promessi a S. M.tà s’imbarcassero a Rimini o Ravenna et si traiettassero verso Segna, in otto giorni i haverian non solamente Bihach l’altro anno perduto, 9ma tutta la Croatia anchora che saria ineffabile salute et segureza d’Italia, et però si doveria procaciar e procurar da tutti universalmente; habbia V. S. Ill.ma per amor d’Idio a cuore il negocio . . .


Fußnoten

  • 1 Nr. 242. 
  • 2 Wolf Unverzagt. 
  • 3 Nuntius Speciano. 
  • 4 Seit Anfang 1594 verhandelte darüber Alfonso Carrillo in Prag: Szilas 48 ff. 
  • 5 Don Giovanni de Medici kommandierte das 2.300 Mann starke toskanische Hilfskorps: Niederkorn 397 f. 
  • 6 David Ungnad war verheiratet mit Eva Lang von Wellenburg, Nichte des Kardinals Matthäus Lang: Wurzbach 54, 180 f. 
  • 7 Wolf Unverzagt. 
  • 8 Siehe Nr. 238. 
  • 9 Bihać: Jorga III, 292.