Briefnr. 50

Portia an C. Aldobrandini - Graz, 1596 Januar 1

Band 4

Regest

Päpstliche Soldaten in Ordnung durch Kärnten gezogen. Falsche Einschätzung der Gefahr durch österreichische Räte. Viele deutsche und böhmische Soldaten hassen katholische Religion und italienische Nation. Ferdinand und Maria leiden darunter, besonders auch General Eggenberg. Hof mit Intervention Specianos beim Kaiser zufrieden. Hilfe für Bischof von Gurk gegen Khevenhüller. Polnischer Reichstag. Probleme mit Wettingen. Visitation der Diözese Chur.


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ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 5r–6r, Orig., P.S. eigenhändig


Significai a V. S. Ill.ma la settimana passata1quello che haveva rissoluto di far questo Ser.mo per ricever et honorar l’ecc.mo generale se si fosse rissoluto di venire a queste parti come ne l’ha fatto di già pregare particolarmente et invitare, et anco per aiuto di questa mal trattata infanteria conforme all’instanza ultima ch’io le feci doppo la venuta del corriere spedito da V. S. Ill.ma a questo effetto et essendo hormai tutta la gente incaminata per Carinthia con assai buon ordini. 2

Non ci resta di far altro che pregar Dio che aiuti et diffenda que poveri infermi dalle intemperie dell’aere et dall’incomodo che patano per il continuo viaggio, dolendomi pure in estremo che con questa risolutione sia certificato il mondo, quanto male si calculino da questi conseglieri austriaci i pericoli presenti et da venire, non havendo conosciuto o voluto intendere il modo di ben et sicuramente difender i stati di lor prencipi, i quali per gl’essempi antichi, moderni et di quest’anno particolarmente dovrebbero haver imparato a conoscere quanto sia differente la virtù delle nationi et degl’huomini essercitati alla guerra dagl’esserciti nuovi congregati di turba collectitia et populare, come sono per il più al giorno di hoggi quegli degl’alemanni et bohemi; ma essendo maggior lo sdegno loro et l’odio 47contra la religione cattolica et natione italiana che l’affetto et la devotione che dovriano portar a lor prencipi che con tutto ciò ciecamente lor credano, si veggono et si vederanno di continuo queste pessime rissolutioni, delle quali si duole questo Ser.mo arciduca con l’arciduchessa madre, et così fanno tutti i buoni et in particolare il generale Ecchenberg 3maraviglandosi di così grave et pernitioso errore.

Ho detto a questi Ser.mi l’officio che ha fatto mons. rev.mo di Cremona con la M.tà dell’imperatore, il quale sì come è stato di molta sodisfattione a lor AA.,4così m’hanno commesso che di questo et dell’altre offerte ch’io gl’ho fatto per nome di V. S. Ill.ma in ogni occasione che m’è venuto che la ringratii per lor nome et l’asssicuri che ne terranno continua memoria, anzi che ’l prencipe m’ha detto particolarmente di desiderar occasione che V. S. Ill.ma facci un giorno questa strada per poterla honorare et servire sì come si sente grandemente tenuto et obbligato.

Ho avuto anco questi giorni occasione di aiutar mons. di Gurg in un negotio controverso con gli Cheveniller heretici,5parenti dell’ambasciatore dell’imperatore residente in Spagna, 6i quali vogliono presentar per forza un heretico ad una chiesa de lor iurepatronato, la confirmatione del quale appartine al sudetto vescovo, nel che la M.tà dell’imperatore ad instanza di questo prencipe ha scritto una buona lettera a que nobili sudetti perché desistano, et mons. di Cremona avvisato da me ha anco fatto fattica et profitto conveniente. Staremo a veder hora se obediranno et se s’aquietaranno alla rissolutione, il che desiderarei per l’essempio et per la consequenza massime havendosi ogni giorno di questi contrasti in maniera che a pena io posso diffender me et altri da questi pregiudicii. 7

Il resto di quel che m’occorre vedrà V. S. Ill.ma da fogli qui allegati, ne’ quali sarà anco una copia delle lettere dell’intimatione de comitii in Polonia, la quale perché m’è stata data da questi Ser.mi, la invio a V. S. Ill. ma, non intendendo però di pregiudicar alla diligenza di mons. di S. Severo8…

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(P.S.): Si sta hora aspettando che ritorni quel cameriere dell’arciduca che andò alcuni giorni sono a complir et invitar S. Ecc.za per poter promuovere a quanto converrà quel suo viaggio et passaggio.9

(Beilage) Io ho lettere dal Pistorio di Constanza,10nelle quali pare si lamentano di quell’abbate Wettingense che non habbi esseguito in tutto la mia sentenza 11et la commissione che haveva anco havuto dal suo generale, 12nel che mi duole di dover dire che essendo così gli ministri del sig. cardinale d’Austria n’hanno la colpa, come potrà ben rifferire il canonico Regini che si truovò presente, quando tornai dagli svizzeri col negotio espedito et stabilito; et essendosi nel monasterio Salemitano 13pubblicata la mia sentenza alla presenza del generale dell’ordine, dell’abbate Salemitano et di alcuni altri che intervennero per nome del sig. cardinale come ordinario Constantiense, la medesima sentenza fu anco intimata al sudetto abbate Wettingense et nell’istesso tempo et luoco con ogni obedienza et humiltà ricevuta; ma la negligenza di alcuni di que ministri et il voler molte volte manu regia et temporali trattar nel paese de svizzeri senza valersi del termine ecclesiastico fa che si guastano li negotii anco maggiori di questo; il che devo dire per la devotione et obligatione ch’io ho con la S. Chiesa Romana, la quale è madre della Constantiense, ancora parendomi troppo strano che all’auttorità et giuriditione diffesa et conservata con tante commissioni, fatiche et viaggi si pregiudichi da chi non intende ne l’arte nel mistiero di regger spiritualmente populi et nationi simili, il che intendo di dire solamente de ministri.

Nel medesimo tempo io ho havuto avviso che si sia fatto una buona visita et con molto frutto nella diocesi di Curia da quel prelato et due canonici ch’io havevo deputato in Veltkirch l’anno passato,14et perché m’hanno mandato anco la copia degl’atti della visitatione, gl’ho rimandati perché si comunichino a mons. rev.mo di Veggia, 15il quale in questo et nel sudetto negotio de Svizzeri spero che darà solida introduzione et rissolutione conveniente alla prudenza et zelo che tiene.


Fußnoten

  • 1 Nicht vorhanden. 
  • 2 Siehe Nr. 47, 49, 55. 
  • 3 Ruprecht von Eggenberg; siehe Nr. 44 A 3. 
  • 4 Vielleicht wegen Siebenbürgen. 
  • 5 Barthelmä und Franz Khevenhüller hatten die Propstei Kraig mit einem Evangelischen besetzt: Loserth, FRA II/58, S. 160 f. 
  • 6 Hans Khevenhüller, 1572–1606 kaiserlicher Botschafter am spanischen Hof: Hans Khevenhüller, Geheimes Tagebuch, Graz 1971. 
  • 7 Der Streit war im Februar 1598 noch nicht beigelegt: Loserth, FRA II/58, S. 271. 
  • 8 Germanico Malaspina, 1592–1598 Nuntius in Polen: Rainer, GN I, XX; Jarminskus, vol. 1; siehe Nr. 26 A 5. 
  • 9 Siehe Nr. 47, 53. 
  • 10 Nicht vorhanden; Johannes Pistor, 1591–1594 Generalvikar von Konstanz: Hirn, Maximilian I, S. 291; W. Müller, LThK 9, Sp. 525 f. 
  • 11 Siehe Nr. 3; Peter II. Schmid von Baar, 1594–1633 Abt von Wettingen: Bugmann, S. 155. 
  • 12 1594 visitierte der Generalabt Edmund de Cruce Wettingen: Bugmann, S. 66. 
  • 13 Zisterzienserkloster Salem, Mutterabtei von Wettingen; Abt von Salem war Petrus II. Miller (1593–1614). 
  • 14 Rainer, GN III, S. 389 f., 394 f. 
  • 15 Johannes von Thurn, Bischof von Veglia/Krk, Nuntius in der Schweiz: Pastor XI, S. 295 f.; Jaitner, Hauptinstruktionen, S. 365–389.