Briefnr. 53

Portia an C. Aldobrandini - Graz, 1596 Januar 8

Band 4

Regest

General G. F. Aldobrandini leicht erkrankt, beabsichtigt, sich nach Wien und Prag zu begeben, und weiß noch nicht, wann er die Einladung Ferdinands anehmen kann. Reise nach Gurk verschoben. Hof wartet sehr auf päpstliche Resolution betreffend Polen und Siebenbürgen. Mit Ferdinand über Differenzen mit Venedig gesprochen.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 9r–10v, Orig., P. S. eigenhändig


Ritornò il gentilhuomo mandato da questo Ser.mo all’ecc.mo sig. generale, il quale afferma d’haver lasciato S. Ecc.za con un poco di febre catarale, in stato però et pensiero di volersene venire verso Vienna, con il commodo della lettiga, et risanatosi meglio di passarsene poi anco a Praga;1et perché S. Ecc.za non sapeva di certo se havesse dovuto o potuto per le forze sue far il viaggio così presto verso Italia, non si è potuto ne anche rissolutamente dechiarare quando giudichi di poter passar per questi stati, et insieme ricever l’invito fattole da questo arciduca, 2essendo però restato molto sodisfatto et consolato della visita et dell’officio cortese fatto per nome di S. A., in maniera che come riferisce questo gentilhuomo, S. Ecc.za dimostrò di rallegrarsi et ristorarsi incredibilmente per l’affetto delle lettere et delle parole che son state usate et ben espresse da questo cavalliere, potendo io anco affermare per le cose ch’io ho veduto et sentito dagli stessi prencipi che venendo S. Ecc.za, gl’effetti avvanzeranno la cortesia delle parole.

Quanto poi alla mia andata verso Gurg havendo veduto gli negozii che son occorsi questi giorni et per il passagio de corrieri et de capitani et sol51dati et anche per servitio di S. Ecc.za, ho pensato di differirla sin al tempo della dieta che si terrà circa li 26 del presente, 3non parendomi che sia troppo necessario la mia presenza, poiché non si dovrà trattar d’altro che delle contributioni et nuovi aiuti contra ’l Turco, anzi che la mia absenza potrebbe fors’anco tornar a molto conto per certe occasioni; nel qual caso secondo il commandamento di V. S. Ill.ma lasciarei persona che sodisfacesse a certi ricapiti d’avvisi o d’altre occasioni che potessero avvenire.

Aspettano questi Ser.mi con grandissimo desiderio d’intender le buoni rissolutioni che la S.tà di N. S. sarà per pigliar et per commandar negli affari di Polonia et Transilvania,4essendosi anco rallegrati dell’avviso che hanno havuto della rissolutione della M.tà dell’imperatore in rimettersi in que’ parti a S. B.ne, sperando che possa giovar a qualche cosa et in parte per differire, se non levar in tutto gli pericoli de disordini che potrebbono avvenire tra quei duoi prencipi et al christianesmo in consequenza nel che io gli assicuro di continuo et sempre che mi richiedano della ottima et santissima intentione de S. B.ne, nella quale veramente et loro et ciascuno altro ch’habbi affetto et cognitione in questa causa singolarmente riposano.

Ho parlato anco con l’arciduca et con alcuni de suoi conseglieri più intimi sopra quel particolare dell’assetamento delle differenze et controversie con i sig.ri Veneziani5et truovo in somma ch’a questi tempi cioè sin che questo prencipe non ha il governo libero, non le dà l’animo che si possa trattar con fondamento cosa alcuna, se ben questi giorni hanno tenuto qualche proposito del parlare della navigatione di questi stati verso quelli di S. B.ne, ma havendo io con destrezza accennato il senso di S. S.tà mi son contentato di sentirne discorrere et di dimostrarmi manco informato anco di quel ch’io ero.

Son già due settimane che tumultuorno alcuni contadini sudditi di questo prencipe nelle miniere del sale, lontane di qua poco più di due giornate;6non havendo altro pretesto che di religione et d’una chiesa che gl’era stata serrata et tolta da un officiale di S. A., onde mi pare che per quietar il tumulto et per la occasione della guerra et della dieta vicina si sia per rissolvere di dissimulare et aquietarli con qualche honesta maniera, la quale non è anco rissoluta; io però ne resto con qualche pensiero dubitando che questo sia un preludio di quello che potrebbe occorer in una dieta generale, et quando 52questi dovranno prestar il giuramento di fedeltà al suo prencipe, il quale se non se troverà preparato per questi accidenti dubiterò di rissolutioni molto peggiori …

(P.S.): Questi Ser.mi raccomandano di nuovo a S. B.ne et a V. S. Ill.ma il negotio di Polonia et Transilvania et tanto più quanto si è venuto hora al fatto del combattere tra quelle nationi come V. S. Ill.ma intenderà dalle lettere de Ill.mi nuntii da quella parte.7

Per via di Polonia ha la Ser.ma che i polacchi hebbero fatto prigione il vaivoda del Transilvano,8ammazzati circa 3 mila persone et preso con pezzi di artegliaria da campagna. Per via di Transilvania si ha che il cancelliere 9era entrato in Moldavia con molti tartari et cosacchi per far il fatto che si scrive di Polonia, ma non così precisamente lo scrivono, ben aggiungano che il prencipe transilvano haveva di nuovo preso l’armi per andar a quelle parti.

Dio voglia che ci resti modo di accommodar il negotio per il servitio publico et della christianità. Molti credono che il cancelliere habbi fatto accordo et pace col Turco et con tartari10et che aspetta di publicarla nei conventi futuri. Supplico V. S. Ill.ma a perdonarmi se non posso scriverle più convenientemente, per l’hora tarda et per il partir del corriere che è de già a cavallo …


Fußnoten

  • 1 Siehe Nr. 52. 
  • 2 Siehe Nr. 47. 
  • 3 Siehe Nr. 60, 62: StLA, Landschaftliches Archiv, Arch. Antiquum, Landtagsakten 450. 
  • 4 Im August/September 1595 besetzen Polen Moldau und vertrieben die Siebenbürger: Veress, Carrillo, S. 150–152, 155–157; Niederkorn, S. 483–485; Jačov, S. 96 f. 
  • 5 Das Hauptproblem waren die Uskoken: Grünfelder, S. 179–183. 
  • 6 Der örtlich begrenzte Tumult entstand um die Spitalskirche in Aussee: Loserth, FRA II/58, S. 182, 198 f.; siehe Nr. 62. 
  • 7 Germanico Malaspina in Polen und Alfonso Visconti in Siebenbürgen: siehe Nr. 56, Nr. 26 A 5. 
  • 8 Es handelte sich um den Woiwoden von Moldau, Stefan Razwan, der gefangen und grausam getötet wurde: Veress, Carrillo, S. 155, 173–174, 176–177; Niederkorn, S. 485. 
  • 9 Jan Zamoyski, polnischer Großkanzler. 
  • 10 Der polnische Großkanzler Zamoyski, der Bei von Tighina/Bender (Moldawien), der Bei von Bjeljorod/Akkerman (Ukraine) und der Chan der Tataren Gazi Girej setzten gemeinsam Jeremias Moghila als Woiwoden der Moldau ein, wofür sie vom Sultan Geschenke erhielten: Jačov, S. 98–100.