Briefnr. 126

Portia an C. Aldobrandini - Graz, 1596 Juli 1

Band 4

Regest

Hat auftragsgemäß Erzherzogin Maria gebeten, ihre Töchter Anna und Christierna aufzufordern, zur Beseitigung der Spannungen zwischen Polen und Siebenbürgen beizutragen. Umfangreiches Schreiben Ferdinands an Kaiser Rudolf II über die Probleme nach dem Fall von Klis/Clissa. Nach Bericht des kaiserlichen Botschafters in Rom hat der Papst 2.000 Mann zur Unterstützung von Klis/Clissa in Marsch gesetzt. Kardinal Andreas will Schloss Veldes/Bled dem Grafen Sigismund von Thurn wegnehmen und seinem Diener Albizi verleihen. Eroberung von Temesvár. Sendung C. Portas nach Rom.


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ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 88r–90r, Orig., P. S. eigenhändig


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  • Druck: Horvat; S. 131–132.

Conforme a quello che V. S. Ill.ma mi significò et commise con le lettere degli otto del passato1feci ultimamente officio con questa Ser.ma arciduchessa perché s’adoperasse et affaticasse in essortare et disponer le figliole, così la regina di Polonia come la principessa di Transilvania accioché anch’esse aiutassero a rimuover i sospetti et gl’odii che potessero esser 146generati negl’animi dei principi cognati, 2massime con l’occasione che il sig. cardinal legato sarà per far al presente il medesimo officio con l’un et l’altro de prencipi; 3a che l’arciduchessa mi ha affermato che sì come ell’ha fatto sin’hora tutti gl’officii possibili a quest’effetto, così ella non mancherà in questa occasione di replicarli con quella efficacia che potrà maggiore. In questo proposito S. A. m’ha detto in secreto che era dispiacciuto al re di Polonia che il Transilvano si fosse sottoscritto prencipe di Moldavia in una lettera che quella M.tà haveva ricevuto ultimamente dal prencipe medesimo et anco che il cancellier Iosica era poco buono instromento alla concordia per quella parte, et questo per dirmi che da tutti due le parti ci è qualche diffetto, di che ho anco avvisato destramente l’ill.mo sig. cardinale legato perché si vaglia nell’occasione et negl’officii che sarà per fare in questa materia, nella quale io non lascierò di far et procurare tutto quello che giudicherò esser a proposito che si facci dal canto di questi principi.

Doppo la perdita di Clissa et il ritorno di questi soldati rimasti mi pare che qui si sia perso grandemente d’animo et che sia cresciuto il dubio del pericolo con la consideratione di quello che possano valere questi capi et queste genti che si trovano a questi confini né si sa quasi che fare né che rimedio pigliare. L’arciduca ha scritto assai lungamente all’imperatore il disordine seguito in tutto il negotiato di Clissa, et il pericolo nel quale hora son maggiormente constituiti questi paesi, protestandosi che se non si farà meglior rissolutione per l’avvenire, che ci sarà del travaglio molto maggiore di quello che hora si possi imaginare. Mi son state dette tutte queste cose da uno di questi consiglieri, ma io veramente spero molto poco dalle rissolutioni de Praga, con tutto che si dica che sia per venir il marchese di Burgau per luogotenente generale di questo arciduca.4

Il sig. ambasciatore dell’imperatore residente costì,5per quanto ho sentito dire, ha scritto a questo Ser.mo che la S.tà di N. S. haveva di già dato ordine che dalla Marca passessero 2 mila fanti sotto il sig. Mario Farnese al soccorso di Clissa, da che intendo che i principi et il conseglio secreto sian rimasti in certo modo consolati et anco entrati in discorso et consultatione se si potessero ottenere da S. B.ne quelle genti medesime per servitù et dif147fesa di questi confini, anzi mi vien detto che siano per scrivere al sudetto sig. ambasciatore perché ne facci officio con S. B.ne. A me è stato anco parlato di questo per sentire, credo, quello che io ne sapevo, et io ho detto per risposta d’esser certificato che S. S.tà havesse dato ordine che Clissa fosse soccorsa nel meglior modo et più presto che fosse stato possibile, ma del modo et delle particolarità non saper cosa alcuna, come è anco la verità. Non so hora che si rissolverà in questo proposito. Posso ben dire a V. S. Ill.ma con mio grandissimo dolore che mi dubito di qualche gran ruina da questa parte, se S. D. M.tà non ci assiste con la sua potentissima et misericordiosa mano, et se gli turchi si avveggano che questa parte sia più debole dell’ordinario come è senza dubio per questo disordine di Clissa, per mancamento di capo et di buoni soldati, al sicuro ardiranno di tentar l’impresa di Petrina et di Sisek 6, sotto i quali luoghi se si accamperanno, son molti che ne desperano per mancamento di molte cose necessarie alla difesa, sì come ho di già altre volte scritto et significato a V. S. Ill.ma.

Penso che V. S. Ill.ma habbi memoria di certa intercessione et raccomandatione fatta con brevi di N. S. a favore del conte Sigismondo della Torre7al sig. cardinal d’Austria, principalmente perché fosse conservato nel governo del castello di Bleda constituito in Cragno, et circondato da tutte le parti dagl’heretici. 8Hora il sig. cardinale sudetto tenta ogni strada per privarnelo et per porvi il sig. Albizi suo servitore, il che è tenuto per molto pericoloso a questi tempi, et per ragion delle heresie, et anco per haver sin’hora l’auttorità del conte della Torre molto ben ridotto et purgato quel luoco; et perché di questo il sig. ambasciatore dell’imperatore costì è assai ben informato, et come quello che intende lo stato et pericolo di quel luoco et provincia, penso che ne tratterà con V. S. Ill.ma, mi rimetterò volontieri alla sua informatione aggiungendo solo che io intendo che questo Ser.mo non sente molto bene ne anco, che il conte della Torre sudetto ne sia privato per interesse della religione et del suo governo. 9Che è quanto mi occorre di significar a V. S. Ill.ma con inviarle gl’alligati pieghi venutimi di Transilvania …

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(P.S.): Qui s’intende di Vienna la presa di Themisvar,10ma per non trovarsi qui i prencipi non si è potuto intendere le particolarità, ne meno se ci son lettere del prencipe transilvano. Gl’è stato però espedito un corriere con l’avviso et con le lettere che le vengano di Ongheria et Austria, con il sequente ordinario si possan mandare i particolari che s’intenderanno. 11

Beilage: Hor hora intendo che questo Ser.mo sii per mandar costà il capitano Cesare Porta da Rimini,12il quale fu anco espedito per il soccorso di Clissa, et è soldato assai prattico di questi confini di Croatia et Schiavonia; et mi vien detto che sia per dar conto a S. B.ne dello stato di essi et de pericoli, et credo che di Petrina si partirà per la Marca et Roma; né sin’hora ho potuto intender altro essendo il prencipe uscito fuori ad una divotione et trovandomi io con un poco di catarro che mi fa stare per forza in casa. Credo che il prencipe non habbi voluto richieder in questo il mio parere, perché non le dicesse cosa in contrario come forsi havrei fatto, ma solo mi ha fatto dire questo suo concetto et deliberatione senza darmi occasione et tempo di replicare. Se intenderò altro lo significherò a V. S. con le sequenti.


Fußnoten

  • 1 Nr. 112, 113. 
  • 2 Wegen des Fürstentums Moldau waren große Probleme zwischen Polen und Siebenbürgen entstanden: siehe Nr. 53, 55, 56; Jorga III, S. 313 f.; Jačov, S. 94, 107; Niederkorn, S. 483–485. 
  • 3 Instruktion für Caetani vom 13. April 1596: Jaitner, Hauptinstruktionen, S. 434– 450. 
  • 4 Karl von Burgau wurde zunächst Kommandant von Wien: Hirn, Maximilian I, S. 45, 55 f. 
  • 5 Raimund von Thurn, Landeshauptmann von Görz, kaiserlicher Botschafter in Rom: Morelli III, S. 363–365; Jaitner, Hauptinstruktionen, S. 51 A 37; siehe Nr. 74, 121. 
  • 6 Der Pascha von Bosnien entsetzte im Juli 1596 das von einem innerösterreichischen Heer eingeschlossene Kostajnica und belagerte ab 10. September Petrinja: Jačov, S. 152 f. Sissek, Festung in Kroatien am Fluss Kupa gelegen. 
  • 7 Graf Sigismund von Thurn, Statthalter von Görz, Hofmarschall Maria Christiernas: Mosconi IV, S. 24. 
  • 8 Breven vom 13. Januar 1596 an Kardinal Andreas und an Kapitel von Brixen: ASV, Ep. ad Principes, Registra 28, f. 29v–31r. Danach bemühte sich sein Sohn Karl von Thurn um die Herrschaft Veldes/Bled, erhielt sie aber trotz der Bemühungen der Kurie nicht: vgl. Zingerle, GN V, Nr. 229.1, 252.1, 252.5, 264.2. 
  • 9 Sigismund von Thurn behielt die Herrschaft Veldes/Bled bis zu seinem Tod 1601: Rainer, Inquisitionsarchive, S. 125, Nr. 87. 
  • 10 Siehe Nr. 122. 
  • 11 Sigismund Báthory konnte am 17. Juni nur den von Serben bewohnten Teil von Temesvár besetzen und musste am 4. Juli die Belagerung aufheben: Jačov, S. 141 f. 
  • 12 Siehe Nr. 115.