Briefnr. 141

Portia an C. Aldobrandini - Graz, 1596 Juli 22

Band 4

Regest

Großjährigkeit Ferdinands und bevorstehende Huldigung. Cesare Porta mit Informationen über die Türkengrenze nach Rom geschickt. Gleicher Bedarf an Hilfe für Ferdinand und für Sigismund von Siebenbürgen. Temesvár nicht genommen. Mangel an guten Männern. Verrat, Häretiker und schlechte Christen helfen Türken. Koordinierte Kriegsführung Maximilians und Sigismunds.


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ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 102r–103r, Orig., P. S. eigenhändig


Essendo di già scorso il tempo prefinito a questo Ser.mo arciduca nel testamento del padre per uscir dal governo de tutori et curatori, intendo che si sia dato principio a pensare et trattare del tempo della dieta per obligar gli vassalli di queste provincie all’homagio et obedienza, alla quale son tenuti;1et per quello ch’io ho più particolarmente, sento ancora che si potrebbon convocar queste provincie a quest’effetto per il principio di novembre, il 165che di già è stato consentito dall’imperatore che ho voluto significare per indrizzo, favore et auttorità ad atto così importante per queste provincie contermini con Italia et con il Turco, et per la qualità, età, bontà di questo principe, così devoto et ossequente alla S.tà di N. S. et a cotesta b.ma sede.

Havrà V. S. Ill.ma anco di già havuto informatione dello stato di questi confini et anco dell’instanze che doveva fare il capitan Cesare Porta2con le lettere dell’arciduca et del general Lencoviz, le quali benché non mi siano in tutto note, nientedimeno sentendo così spesso qui i bisogni et i pericoli mi persuado ch’elle siano state conforme a quello che si son uditi qua gli raggionamenti, nel che io non devo né ho che aggiungere, ma solo che tal volta considerando gli bisogni di questo arciduca, de suoi stati, et similmente quelli del prencipe transilvano mi pare di poter dire che in tutti sia tanto et tale il bisogno d’huomeni di esperienza et di fede che questo avanzi ogn’altra necessità per considerabile ch’ella sia: et per questo supplicando V. S. Ill.ma a scusar questo mio zelo non in tutto forsi discreto et circonspetto, crederei che con essi loro et anco con il capo di questa guerra si potrebbe usare la regola de buoni medici, i quali se compiacciono un infermo di certe cose ch’ei brama per estinguer la sete o per mitigar il dolore, non lascian poi di darle anco il medicamento più importante et salutare. Et a questi l’aiuto et la assistenza degl’huomeni di fede, conseglio et valore è il principale et il più sicuro per loro, al creder mio et di molt’altri ancora; et con tutto che forestieri non possan esser riccevuti da questi nationi per capi et per sopremi, crederei però che sarebbe per giovar molto nel principio che si trattenesse di questa sorte di gente all’orecchie et alle persone di simil prencipii per indrizzarli et assicurarli dagl’errori et forsi da tradimenti ancora, il che intendo principalmente per interesse della persona del prencipe transilvano, poiché s’intende et dice per certissimo che non habbi preso Themisvar 3(che si poteva dir da lui di già aquistato) per mancamento di buon et simil huomeni et per tradimento de cattivi, i quali non lo vorrebbono veder né più potente né più sicuro di quello ch’egli sia; in maniera che si può dire veramente che gli heretici politici et i cattivi christiani habbino sempre apportato et apportino al Turco maggior vantaggio che non hanno fatto le armi o potenza sua. Et rimettendomi a quel che V. S. Ill.ma vedrà di più ne fogli aggiunti 4

(P.S.): Si tien fermo da alcuni ben avvisati che passi una particolare intelligenza tra l’arciduca Massimiliano et il prencipe di Transilvania, per unirsi quest’anno in campagna; et con le genti che l’un et l’altro si troveranno, 166far un fatto d’armi con Turco. Nel che se Dio benedetto desse lor gratia di rimaner vittoriosi, 5et che si trovassero quella multitudine da cosacchi, ungari et transilvani che si scrive, potria considerar V. S. Ill.ma che pensieri potessero passar per l’animo di que prencipi, tanto più se fosse vero di quelle lettere che si dican intercetti et trovati a que cosacchi che danneggiavan in Polonia; ma perché questo è semplice discorso, et fors’anco quello semplice sospetto, non convien che se ci facci molto fondamento …


Fußnoten

  • 1 Die Huldigung erfolgte am 12. Dezember 1596 in Graz, am 28. Januar 1597 in Kärnten, am 13. Februar 1597 in Laibach und am 14. März 1597 in Görz: Hurter III, S. 378–384; Morelli II, S. 3 f.; Schuster, S. 331–333. 
  • 2 Siehe Nr. 139 P.S., 147. 
  • 3 Siehe Nr. 131, 139. 
  • 4 Vielleicht Schreiben Herzog Wilhelms und Reginis: siehe Nr. 148. 
  • 5 Die kaiserliche Armee traf erst am 18. Oktober mit der siebenbürgischen zusammen und erlitt am folgenden 26. eine schwere Niederlage: Jorga III, S. 322 f.; Jačov, S. 154–162; siehe Nr. 199, 205, 206.