Regest
Überreichen der Breven mit Ersuchen um Förderung des Provinzialkonzils von Aquileia an Maria und Ferdinand, die auf die Staatsräson sowie auf die 173Zuständigkeit des Kaisers und des ganzen Hauses Österreich verweisen. Aquileia für Konzil unbequem. Villacher Handel.
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ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 106r–107v, Orig., P. S. eigenhändig
Brieftext
Mons. rev.mo patriarca d’Aquileia mi ha inviato questa settimana la lettera di V. S. Ill.ma con gli due brevi scritti nella materia del suo concilio provinciale,1et diretti a questi ser.mi sopra della quale anch’esso mi ha mandato certa informatione solo, per quel che io ho veduto, accioché in occasione io potesse risponder ad alcune contrarietà, se però qui fossero fatte; et io di subito per non perder l’occasione et il tempo in negotio tanto rilevante, mi son presentato a prencipi et con gli brevi et commissione di V. S. Ill.ma ho introdotto il negotio con quel meglior modo et maniera che mi è parso convenire per la qualità et importanza sua, proponendole principalmente la ragione che muoveva S. S.tà a favorire et promuovere questa attione tanto utile et necessaria a quella diocese et provincia, poi quello che si apparteneva a mons. patriarca come metropolitano desideroso non meno di quello che si conosce obligato di corregger gl’abusi del suo clero, et finalmente gli beneficii et i commodi che possan cavare i prencipi christiani et cattolici da questi atti et determinationi conciliari, comprobando ciascuna di queste propositioni con l’auttorità di S. B.ne con l’obligatione che tiene ciascun metropolitano et con effetti salutari che si son osservati derivare da tutti i concili così universali come provinciali.
A tutta la mia proposta l’un et l’altro de principi hanno prestato grandissima attentione et hanno mostrato gran osservanza et molta consideratione nel sentire qual sia la intentione et mente di S. B.ne, et per risposta mi hanno detto che di già era stato lor significato la rissolutione presa da mons. patriarca con la publicatione del concilio et del luoco eletto per convocarlo, senza però haverne havuto mai altra nuova né avviso dal sudetto monsignore (che era parso molto stranno anche a tutti questi suoi conseglieri) che intendendo hora quello che S. S.tà le scrive et fa dire in questo proposito, non potevano dirmi altro per quella riverenza et obedienza, che devono a S. B.ne et a cotesta sede s.ma se non che desiderariano sempre et in ogni occasione di poter dimostrar questa lor devotione et affetto, et che per questo lasciavano di dirmi molte cose che gl’eran state considerate da suoi conseglieri per ragion di suoi stati; et per quello che si era usato di fare et deliberare per il passato in queste simil materie, per dirmi solamente, che essendo il principe et i suoi stati sotto la protettione et tutela di S. M.tà che non mi si poteva dare altra risposta, se non che si havrebbe significato et fatto sapere ogni 174cosa alla M.tà dell’imperatore senza la quale non si potrebbe rissolvere mai cosa alcuna in questo proposito, anche che l’arciduca fosse di sua podestà, per esser negotio che appartiene a tutta la casa d’Austria, tra i prencipi della quale egl’è il minore. 2
Non ho però lasciato io di replicare a questo che la salute delle lor provincie et de suoi stati deve più importare alle lor AA. che all’imperatore, il quale forsi si potrebbe governare con altri consegli et fini di quelli che si devan havere da loro, ma non è stato possibile passare né impetrare più oltre, parendomi da quel ch’io intendo che questo sia anco l’intentione et l’ordine di S. M.tà contra’l quale io dubito che non basterà l’animo né al prencipe né a i conseglieri di darmi per adesso altra risposta, poiché per instanze et reppliche che ch’io n’habbi fatto non è stato possibile cavarne mai altra rissolutione.
Ho però io inteso da questi signori del consiglio che sarebbe stato assai profitevole al negotio se mons. patriarca havesse mandato prima alcuno de suoi a communicar questo suo pensiero, et forsi sarebbe anco a tempo almeno per dimostrar con quell’affetto che si conviene, le ragioni che l’obligano et inducono a ridur questo concilio, et anco per facilitar et sollecitare la rissolutione con la quale si potria fors’anco agevolare il particolar del vescovo et vescovato di Lubiana.3
Delle due particolari poi, de quali m’ha scritto mons. patriarca sudetto di haver dubio, non ho havuto occasione di trattare; l’uno è per certo pregiuditio fatto qui l’anno passato da un canonico mandato dal capitolo d’Aquileia; et l’altro dell’incommodità della città di Aquileia,4sopra di che non havendomi dato occasione né il principe, né i conseglieri non ho detto parola, parendomi che in questo basti levar le difficoltà che vengono proposte senza ricordarne dell’altre; certo è che il negotio havrà delle difficoltà ma se sarà sollecitato et ben guidato spero in Dio benedetto che presterà favore a quella chiesa tanto insegne et a tutta quella provincia, et che aiuterà i buoni pensieri di quel rev.mo prelato in attione così degna et salutare per ogni rispetto et io non mancherò di far tutto quello che mi sarà possibile per la cosa in se, la quale ho sempre aspettata con desiderio et per il commandamento di S. B.ne et di V. S. Ill.ma …
175(P.S.): Nella commissione di Vilacco ho fatto replicare la settimana passata al sig. conte di Ortemburg et al vicedomo di Bamberga,5et anco incaricare al preposito Berthis di Eberdorf 6che soleciti gli sudetti signori et così spero che si sarà assicurato da ogni pericolo, et le lettere arciducali son già arrivati alli sudetti et hoggi è ritornato il messo con le ricevute di tutti.
Fußnoten
- 1 Breven vom 13. Juli an Maria und Ferdinand: ASV, Ep. ad Principes, Registra 28, f. 230v–232v; Zahn, S. 81–83; siehe Nr. 142.
- 2 Siehe Nr. 130, 151.
- 3 Der Bischof von Laibach war direkt dem Heiligen Stuhl unterstellt und der damalige zudem Statthalter von Innerösterreich: Andritsch, Berater, S. 89.
- 4 Aquileia war keine blühende Stadt mehr und außerdem verrufen wegen des schlechten Klimas.
- 5 Siehe Nr. 138.
- 6 Ursinus de Bertis, Propst von Eberndorf, 1598 Bischof von Triest: Morelli III, S. 259–264; H.C. IV/330.