Briefnr. 177

Portia an C. Aldobrandini - Graz, 1596 September 23

Band 4

Regest

Gefährlicher Zustand der Grenze wegen Mangel an Mannschaft, Geld, Verpflegung, Konfusion, Druck der Türken und Häretiker. Fall von Petrinja und Karlstadt macht den Weg frei bis nach Görz. Oftmalige Gespräche mit Ferdinand über Verstärkung der Verteidigung (Soldaten und Bauten). 211Soeben erhaltene Nachricht vom Sieg bei Petrinja: Prozessionen und vierzigstündiges Gebet.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 138rv und 142r, Orig., P. S. eigenhändig


Penso che dovranno essere arrivate a V. S. Ill.ma certe mie lettere ch’io scrissi di Offlenz,1le quali, con tutto che non havessero in se molto che importasse, furono però scritte et mandate perch’ella intendesse quello in che mi trovavo impedito et anche ciò che si sentiva di nuovo negl’affari di questa guerra e queste lettere sono quelle che non erano arrivate come V. S. Ill.ma mi avvisa con l’ultime sue de 7 del corrente, 2le quali saranno com’io spero capitate poco dopo.

Vedrà V. S. Ill.ma dal foglio aggiunto tutto quello, c’habbiamo di questi contorni ne’ quali si sta così male,3che, al creder mio, si potrebbe star poco peggio, ond’io mi risolvo e credo di poter dire liberamente che, se questa guerra durerà anche un anno a questi confini, queste provincie non la potranno sopportare né meno difendere questi confini; in maniera si vanno riducendo a miseria et impossibilità, consumandosi il danaro, le vettovaglie o le genti ad un tratto, senza migliorare, né assicurare d’un palmo di terra, e questo per il poco ordine e per la confusione in che si trovano le persone et i suoi affari, ne quali non convien mai tutto quello che bisogna et sarebbe necessario mancando hora le genti, hora il denaro o talhora le vettovaglie o ’l resto insieme; e ciascuno ch’intende lo stato di questi confini, giudica che con facilità si assicurarebbe questa parte con gran beneficio d’Italia o delle parti più fedeli della christianità, contra la quale s’il Turco troverà manco resistenza, egli farà certo più impressione o gli heretici li introduranno. Così Dio voglia che s’ingannino tutti quelli che fanno questo discorso; ma se Petrina o Carlestot si riducessero in pericolo gli turchi potrebbono facilissimamente scorrere senz’altro in pochissimo tempo fino a Goritia.

Dello stato di Graz non si può dire né scriver cosa senza dolore, essendo piazza tanto prencipale et importante, la quale da tutti gl’ingegneri italiani4che l’hanno veduta, è stata sempre più stimata che Vienna; particolarmente per la cittadella c’ha nel suo recinto, piantata sopra un colle, la maggior parte di sasso vivo: ma la cittadella non ha 30 soldati di presidio, et il capitano d’essa ch’è il sig. Ecchemberg è absente: 5la città poi ha i suoi baloardi, o fosse; ma in molte parti ha de diffetti (rimediabili però) coi qua212li s’il Turco s’avvicinasse all’improviso, darebbe del fastidio con pericolo grandissimo di tutte queste provincie o del christianesmo. Di questo ho trattatto molte volte col prencipe e particolarmente coi memoriali che già mandai a V. S. Ill.ma. Ma in somma non ci è polso né modo di far quello che bisogneria, et il prencipe con le provincie si va anichilando in maniera per questa guerra e per gli disordini passati, ch’è da temere ch’un giorno tutti i prencipi christiani saranno necessitato per suo interesse a soccorrere queste parti, in tempo però che a guisa di stomaco indebolito non potrà ricevere il cibo. Piaccia a Dio che sia falso il creder mio et il senso d’altri, ma se io potessi dira a bocca quello che difficilmente si può scrivere, farei maravigliare V. S. Ill.ma, considerando il miracolo con che si vive o mantiene in difesa questi stati, solo per divina providenza o qualche occolta debolezza del nemico. Ho dato subito ricapito alle lettere di V. S. Ill.ma per Transilvania 6…

(P.S.): Doppo haver scritto fin qui son arrivate le nuove che V. S. Ill.ma vedrà qui aggiunte, le quali son miracolose, et credami V. S. Ill.ma che di già tutti havevano desperato di Petrina, come assediata et stretta di 30 mila persone, et i nostri non son stati più di 5 o 6 mila buoni soldati, i quali gl’hanno fugati,7né si sa come, solo perché S. D. M.tà incussit timorem hostibus nostris, Dio ne sia sempre lodato: qui si son fatte processioni, orationi di quarant’hore et simil devotioni. 8Hora si attende a render gratie della gratia ricevuta …


Fußnoten

  • 1 Die auf der Wallfahrt nach Maria Zell in Aflenz geschriebenen Briefe sind nicht vorhanden. 
  • 2 Nr. 168. 
  • 3 Nr. 178. 
  • 4 Domenico dell’Allio u. a.: Popelka II, S. 35. 
  • 5 Eggenberg war an der Türkengrenze: Rainer, GN III, S. 201. 
  • 6 Siehe Nr. 168. 
  • 7 Siehe Nr. 178; Jačov, S. 152 f. 
  • 8 Siehe Nr. 174 A 8.