Briefnr. 178

Avvisi - Graz, 1596 September 23

Band 4

Regest

Rückzug der Kaiserlichen von Hatvan nach Waitzen. Überfall auf türkisches Lager bei Pest. Auftrag des Sultans zur Belagerung Egers/Erlaus. Sultan mit Großwesir und Paschas in Ungarn in Erwartung des Paschas Sokolovic Hasan mit angeblich über 100.000 Mann und ebenso vielen Tataren. Türken bei Petrinja besiegt.


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ASV, Fondo Borghese, serie III, 92 A, f. 139r–140v, Orig.


A gli 9 del corrente il campo imperiale partì d’Attvan,1havendo prima guasto et abbrugiato quant’ ha potuto, conoscendo di non poterlo mantenere, né presidiare non trovandosi particolarmente che n’habbia voluto sopra di se la difesa.

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A gli 10 giunsero col campo a Vaccia, dove si sono trattenuto fino alli 14 nel quale giorno l’arciduca Massimigliano s’è con tutto l’essercito inviato per assalire il campo del Turco, attendato vicino a Peste che si dice non essere di numero maggiore di 15 in 20 mila turchi, non trinciato, né ben guardato senza che i capi si riducono poi ogni notte a dormire nel sudetto luogo di Peste.

Scrivono che nel medesimo tempo che l’arciduca mosse a quella volta l’essercito levossi un grandissimo vento che dava nelle spalle a nostri et in faccia a turchi che fu preso per buon augurio da soldati imperiali, a quali Iddio N. S. conceda prosperevole sucesso di vittoria.

Si è inteso alcuni giorni sono che Giaffer bascia2habbia havuta commissione dal Turco di passare all’assedio d’Agria o vero Erla (ch’è il medesimo luoco) solo per tagliare il passo fra ’l Transilvano e l’essercito imperiale onde l’arciduca ha inviato a quella difesa il colonello Terezchi boemo con mille archibugieri sciolti e mille cavalli con monitione conveniente et un’ingegniere; 3e se bene non ci ha nuova del suo arrivo, si spera che v’entreranno, non intendendosi ancora che fossero gionti que turchi di Salnoch 4a quell’assedio, come s’era detto, che sarebbono andati. 5Ma in breve si sentirà avviso più certo dell’una o dell’altra impresa sopradetta. 6

Petrina7sta tuttavia assediata e stretta con trincee o cavallieri assai forti e dalli 10 del corrente che vi cominciò l’assedio fino alli 15 hanno turchi sempre combattuto o travagliato gli assediati, con artiglieria, fuochi artificiati e mine, ma le genti di dentro che possono essere circa 700 si sono gagliardamente difese, ributtando anche più volte i turchi. Fin hora però non si è possuta soccorrere essendo le trincee nemiche troppo forti e grandi. Ci sono giunti insieme il generale di Croatia, 8quello di Schiavonia 9et il bano di Croatia 10, i quali possono havere seco circa 10 mila soldati e sono accampati vicino al fiume Culpa, quasi contiguo alla fortezza di Petrina; ma il passo è difficile e pericoloso a nostri per non esserci ponte fatto e per 214le ragioni o pericoli, ch’intendono i prattichi soldati nel passaggio di fiumi.

Turchi, i quali sono a quell’assedio possono essere 20 o quasi 25 mila con 20 insegne di gianizzeri che non passeranno però il numero di 2 mila e così si sta fra la speranza e’l timore.

Avisano di Strigonia intendersi ch’appresso al Gran Turco si trovano Ebrain bascia suo visier grande,11il Cicala, 12Mahemet bascia, 13e due altri bascia 14eunuchi con l’aga di gianizzeri.

Che alli confini di Vallachia si trovi anche Hassan bascia,15il qual si dice che condurrà seco più di 100 mila persone e ch’aspettasse il fratello del Gran Tartaro, il quale doveva condurre seco anch’egli più di 100 mila tartari. 16

Con più fresco avviso di Petrina s’è inteso, c’havendo i nostri fatto fabbricare un ponte, alquante miglia lontano da Petrina verso Sissech sopra la Culpa per passare al soccorso degli assediati: mentre alli 19 stante marchiavano a quella volta con tutto l’essercito furono assaliti da 3 mila cavalli turchi, i quali non sapendo il disegno de nostri, e facendosi a credere che si ritirassero come disperati di più potere soccorrer Petrina, havevano guazzato il fiume, e dato loro alla coda; ma che le genti nostre facendo valorosamente testa gli habbiano mal trattati o cacciati nel fiume sopradetto, il quale s’era un poco più grosso, gli havrebbe tutti annegati, come che pochi se sono salvati, et i nostri, seguendo il viaggio loro, dovevano trovarsi l’altro giorno sotto Petrina per soccorrerla.17

Con uno straordinario poi, venuto questa notte all’arciduca, si ha che alli 20 che fu il venerdì passato (havendo già i nostri rotto i turchi nella fattione detta di sopra) giunsero sul mezo giorno sotto Petrina, dall’assedio della quale si era quella notte levato la fanteria e l’artigliaria de turchi, e trovandovi ancora circa 6 mila cavalli nemici, gli posero in fuga, tagliandone molti a pezzi e guadagnando due stendardi, l’uno de quali è lo stendardo generale di color verde, detto di Maometto; e così liberarono con l’aiuto di S. D. M.tà Petrina dall’assedio. Fin hora però non si ha cos’altra particolare, solo, ch’il collonello Francol18che l’ha difesa fortemente habbia passato un braccio d’archibugiata.

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Hora s’intende anco che turchi si siano ritirati verso Costanovizza19e tutte le genti di queste provincie si sono fermate d’intorno a Petrina per far distruere le trincere che v’erano intorno ch’eran fortissime, 20et è meraviglia, come in dieci giorni havessero fatto tant’opra, et in particolare havevano lavorato sotto un bastione con la zappa, et, in foggia di fare una mina gli havevano posto sotto di molte legna di pino, le quali erano di già accese, e se non si soccorreva nell’istesso giorno, si abbrugiava tutta quella parte, e per necessità si sarebbe persa quella fortezza, essendo stato il numero de turchi più tosto maggiore che menore di 30 mila. Iddio la guardi da un’altra simil fattione; poiché questa è stata pericolosissima se ben molto più miracolosa nell’esser liberata da 5 mila de nostri, c’hanno fatto temere tutto il sudetto campo turchesco.


Fußnoten

  • 1 Siehe Nr. 172. 
  • 2 Giaffer Pascha, 4. Wesir: Jačov, S. 157. 
  • 3 Nach Hammer IV, S. 266 Wilhelm Terzka (Trčka), Hirn, Maximilian I, S. 53; Claudio Cogorani, geboren 1552 in Parma, Militäringenieur in Flandern und Ungarn, wurde aus türkischer Gefangenschaft befreit: Hammer IV, S. 266; Diz. Biogr. dei Parmigiani II, Parma 1999; Jačov, S. 157. 
  • 4 Szolnok. 
  • 5 Siehe Nr. 182, 184. 
  • 6 Eger/Erlau wurde am 12. Oktober 1596 von den Türken erobert; unter den verwundeten Verteidigern befand sich auch Matthias Thurn: Hammer IV, S. 265 f.; Jačov, S. 158. 
  • 7 Siehe Nr. 173, 174. 
  • 8 Georg Lenković. 
  • 9 Siegmund von Herberstein. 
  • 10 Thomas Erdödy. 
  • 11 Ibrahim Pascha, Großwesir: Jačov, S. 264. 
  • 12 Siehe Nr. 174 A 4. 
  • 13 Mehmed Pascha. 
  • 14 Giaffer Pascha, Hasan Pascha: Jačov, S. 157. 
  • 15 Sokolovic Hasan, Sohn des gewesenen Großwesirs Sokolovic Mehmed: ebenda, S. 275. 
  • 16 Die Zahlen sind übertrieben, an anderer Stelle ist von 50.000 die Rede: ebenda, S. 150. 
  • 17 Siehe Nr. 174 A 6. 
  • 18 Vielleicht Daniele Francol, 1616 im Uskokenkrieg gefallen: Morelli IV, S. 94. 
  • 19 Kostajnica an der Una. 
  • 20 Die dort lebenden Serben griffen die Türken an; viele ertranken in der Una: Jačov, S. 152.