Briefnr. 264

[Rabatta an C. Aldobrandini - Wiener Neustadt, 1597 nach März 1]1

Band 4

Regest

Bei der Rückkehr von Rom in Laibach dem dort zur Huldigung weilenden Erzherzog Ferdinand berichtet. Wunsch des Papstes zur Respektierung der geistlichen Jurisdiktion des Patriarchen. Huldigung in Kärnten und Krain ohne Probleme, in Klagenfurt Pfarrkirche den Häretikern weggenommen und rekonziliiert. Ferdinands rasche Heimkehr wegen Bauernaufständen und wegen des erwarteten Kommens des Fürsten von Siebenbürgen. Besuch bei Erzherzog Maximilian in Wiener Neustadt.


Archiv

Archivio Doria Landi Pamphilj, Fondo Aldobrandini, busta 5, f. 153r–154v, Orig. ei-
genhändig; unvollständig.


La benignisima lettera di V. S. Ill.ma del primo del passato2con la risposta al Ser.mo arciduca mio signore 3mi fu resa li 18 detto in Lubiana 305solamente, in tempo che di già havea mons. ill.mo patriarcha di Aquileia havuto espeditione del ser.mo arciduca il quale ancho era in partita che a pena hebbe comodità di insinuarli il desiderio di N. S. che detto patriarcha posi essercitare il ministerio pastorale nella amplissima sua diocese senza impedimento delli ministri suoi, 4il quale con molta humanità mi rispose, ch’io sollo sapea la voluntà sua quando fose dispostissima di non restringere, ma ampliare la libertà eclesisticha et di obedire et servire in tutte le cose la S.tà di N. S. li cui segni riceveva per comandamenti, ma che con l’occassione dell’andata sua a Praga tra l’altre cose havarebbe ancho tratata questa con la M.tà Ces. inportando ciò molto alla ser.ma sua casa che si ritrovase modo che effetualmente si provedese alli disordini della clerisia con i mezi convenienti. Quello io possa dire a V. S. Ill.ma in questo proposito si [è] che volesi Idio che mons. ill.mo patriarcha havese voluto secondo il salutifero mio ricordo che come fidel amicho et servitore già anni li diedi di administrar questa sua eclesiasticha giurisdictione con confidenza, che in vero si havariano da lui potuto far fruti grandissimi a gloria d’Idio, a benefitio publicho et a honor suo, ma Idio perdoni a chi à persuaso S. S. Ill.ma a dipartirse da questo buon mezo et a fare alcune operationi che hanno causato nelli ministri di S. A. un gravissimo sospeto, per il quale conviene che il principe vada molto oculato.

Nel rimanente detto sig. patriarcha fu acetato da S. A. con molta cortesia et tratato bene, nella qual occassione fece ancor io la parte mia. Quello ne seguirà in tal proposito, io più oltre avisarò V. S. Ill.ma.

Come il ser.mo arciduca mio signore sii restato obligatissimo a V. S. Ill.ma sopra la relatione fatagli da me per la bona voluntà che in lei ò ritrovato di beneficar questo principe, mi rimeto alle lettere che scriverà S. A. istesa a V. S. Ill.ma, alla relatione di mons. ill.mo nuntio, non molto più a gli effetti istesi, se ella ne vorrà far esperienza con il comandare a S. A. in tutte l’occasioni sue, che la proverà quanto desidera di servirla et essergli grato.

Il ser.mo arciduca nel ritorno mio mi dise che havea con molta facilità espedito la dieta del ducato della Charinthia dove nella istesa città di Clanfurt havea privato gli heretici della chiesa loro, la quale havea fatta reconciliare et provedere con sacerdoti catolici.5Et che parimente con pari et maggior felicità havea espedito ancho l’altra dietta del ducato della Carniola 6talmente che haverebbe hauto occassione giornalmente con il augumentare la religion chatolicha di [dismostrarsi] non indegno della gratia di N. S. et dell’amore che li porta.

306

S. A. partì di ritorno per Graz il primo giorno da quadragesima7di Lubiana senza pasar a Goritia per dubio che la rebelion delli contadini di Austria non causase nel ducato della Stiria qualche novità, 8per aspetare il principe di Transilvania che nel ritorno di Praga deve venir a Graz 9et per prepararsi ancor lui poi al detto viaggio per ricever l’ordine del tosone. 10

Nel passaggio che fesse per Città Nova fui a far reverentia al ser.mo Maximiliano, che mi dise essergli statto datto caricho di generale da S. M.tà11et che userà in campagna con maggior forzze che non fesse l’anno passatto volendo l’imperio acrescer li aiuti, et che sperava di far qualche progresso masime per esser lui con la soldatescha inclinatissimo alla vendeta. 12Mi dimandò quello si raggionava della bataglia sua 13et da poi havergli io detto come huomo da bene il vero, escusò l’obietioni che se gli facevano et con molta instancia mi adimandò quello che la S.tà di N. S. havarebbe fatto questo anno.

Il marcese di Burgovia14è statto elletto marsial del campo et il sig. Don Gioani de’ Medici 15viene molto desiderato per il genera[la]to dell’artigliaria.

La rebelione delli contadini dell’Austria superiore16haverà V. S. Ill.ma prima ben inteso, la cosa era proceduta tanto avanti che non sollo si havevano impatronito di alcune terre et fatto prigioni li istesi ministri di S. M.tà, ma era cresciuto la solevatione sino nella parte inferiore talmente che se si potevano congiunger insieme 17…


Fußnoten

  • 1 Absender und Adressat des unvollständig überlieferten Stückes ergeben sich aus dem Inhalt. Rabatta befand sich auf dem Rückweg von seiner Mission nach Rom (siehe Nr. 235 A 8) am 19. Februar noch in Laibach und schrieb diesen Brief erst nach seinem Besuch bei dem sich ab 23. Februar in Wiener Neustadt aufhaltenden Erzherzog Maximilian: Noflatscher, Maximilian, S. 327. 
  • 2 Siehe Nr. 252. 
  • 3 Breve vom 7. Februar Rabatta betreffend an Ferdinand: ASV, Ep. ad Principes, Registra 29, f. 52v–53v. 
  • 4 Siehe Nr. 189, 194, 198. 
  • 5 Siehe Nr. 257. 
  • 6 Siehe Nr. 260. 
  • 7 Aschermittwoch: 1597 Februar 19. 
  • 8 Der Bauernkrieg griff von Ober- und Niederösterreich nicht auf die Steiermark über: Nr. 266 A 5. 
  • 9 Sigismund Báthory kam nicht nach Graz, sondern begab sich, angeblich wegen eines Aufstands des Szekler, nach Siebenbürgen: Hurter III, S. 333 A 56. 
  • 10 Ferdinand kam erst im Juni zur Verleihung des Goldenen Vlieses nach Prag. Siehe Nr. 302 A 1; Hurter III, S. 384 f. 
  • 11 Speciano meldete am 17. Februar vom Kaiserhof, dass Maximilian auch in diesem Jahr den Oberbefehl behalte und Matthias die Regierung in Ungarn: Hirn, Maximilian I, S. 53 f.; Mosconi IV, S. 87 f. 
  • 12 1597 kam es zu keinen großen siegreichen Kämpfen gegen die Türken. 
  • 13 Schlacht bei Keresztes. 
  • 14 Siehe Nr. 210 A 4. 
  • 15 Anerkannter Artilleriefachmann. 
  • 16 Siehe Nr. 266 A 5. 
  • 17 Fortsetzung und Datum fehlen.