Briefnr. 368A

[Portia an P. Aldobrandini] - [Graz, 1597 Dezember 1]1

Band 4

Regest

Ferdinand zur Unterstützung des Papstes bereit. Vorschläge, wie über Kaiser und Reichstag ein Verbot der Ausfuht von Waffen und Soldaten nach Italien erreicht werden kann. Gleichzeitig Überlegungen zur Durchbrechung eines solchen Embargos in päpstlichem Interesse. Mögliche Unterstützung für Cesare d’Este aus Frankreich.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie III, 22 A, f. 32rv, f. 34r (P. S.), Kopie; Barb. lat. 5863, f.
82v–84r, Kopie


Nell’offitio ch’io feci la settimana passata co ’l ser.mo arciduca in proposito delle cose di Ferrara, se bene ero in qualche speranza che il ser.mo arciduca si sarebbe dechiarato nel modo et termini ch’egli fece con la lettera sua, non m’assicurai però di certificarne V. S. Ill.ma nelle mie precedenti2, dubitando quasi che i suoi consiglieri fassero per ritardare una simil dechiaratione, solo per aspettar prima quello che si risolvesse di far S. M.tà come superiore et capo di tutta la casa d’Austria et dell’impero, et perché si poteva 396dubitar d’alcuni che per interesse di qualche prencipe d’Italia si venisse a qualche deviamento di gente di Ungaria massime hora, che si và licentiando et sbandando buona parte dell’essercito, mi parve d’usar un poco più di sollecitudine per cavarne più chiara et più presta la resolutione confidando che se si otterrà (come io spero) di chiuder il passo di Tirolo et di Svevia che di Germania, stenterano i prencipi d’Italia molto a valersi di questa natione et gente, et anco de svizzeri per lo stato di Milano, alla quale il re cattolico dovrà et potrà ostare, et quella de sig.ri venetiani i quali difficilmente anche per interesse loro dovranno permettere il passo a simil gente. Mi occorre però anco di proporre a V. S. Ill.ma se fusse o potesse esser bene ch’oltre alle provisioni sopradette et altre che si saranno fatte, se ne procurassero anco dui altre: l’una che si trattasse d’ottener dalla M.tà dell’imperatore (come s’otterrebbe facilmente al creder mio da questo ser.mo) una pubblicatione et prohibitione generale per tutte queste provincie austriache che nessuno ardisse di far o mandar gente, né in ordinanza, né fuori, come si dice alla sfilata, al servitio et soldo de prencipi d’Italia, massime con l’honesto pretesto dell’urgente necessità della guerra che s’ha contro il turco. L’altro sarebbe che si potrebbe anco far trattar questo punto nella dieta da tenersi in Ratisbona procurandone la conclusione et il decretto di consenso di tutti i prencipi che quivi saranno congregati. Et se bene l’uno et l’altro di questi capi si doveria ordinariamente osservare per le leggi dell’imperio, niente di meno sono molti di questi prencipi che non l’attendono, et una simil renovatione di legge o editto imperiale giovarebbe particolarmente in questa occasione, né impedirebbe al creder mio l’haver gente per servitio di S. S.tà in evento che bisognasse, perché o si haverebbono le patenti dalla M.tà dell’imperatore, o vero anco si potrebbe secretamente et alla sfilata cavar qualche migliaia de fanti alemanni anche da imbarcarsi forse a Trieste, dove gl’editti dell’imperio non s’attendono; il ché potrà considerar molto meglio V. S. Ill.ma con la sua prudenza et riccever queste poche mie considerationi come uscite dal zelo ch’io tengo al servitio et honore di S. Sede et dall’obligatione di servità ch’io devo alla S.tà di N. S. et a V. S. Ill.ma …

Ho avviso di Baviera che in Monaco fosse arrivato un figliuolo del duca du Mena con 20 altri soldati et capitani, da quali si è inteso c’habbino d’andare a trovar Don Cesare et porsi in Ferrara;3dicendo il figliuolo del sudetto duca ch’egli sia partito di Francia con animo di venire in Italia a visitar il 397duca ch’è hor morto 4et che trovandosi hor in camino egli habbi pensiero di visitar Don Cesare come suo parente. Questo è il pretesto, ma le verità si dice che debba essere come s’è detto di sopra.


Fußnoten

  • 1 Undatierte Kopie eines Schreibens an Cinzio Aldobrandini, das G. Portia dem Bericht an Pietro Aldobrandini vom 1. Dezember 1597 beigelegt haben dürfte. Das Datum ergibt sich aus dem Hinweis auf das positive Ergebnis seiner Gespräche mit Ezhg Ferdinand (siehe Nr. 363 A). Die auf einem gesonderten Blatt erhaltene Meldung einer militärischen Unterstützung für Don Cesare durch einen Sohn des Herzogs von Mayenne dürfte als P. S. zu diesem Bericht gehören. 
  • 2 Siehe Nr. 363 A. 
  • 3 Charles-Emanuel conte de Sommarive (1581–1609), über dessen Anwesenheit in München auch der päpstliche Sondernuntius an den Kaiserhof, Carlo Conti, berichtet (Barb. lat. 5863, f. 5 („conte di Sommarvis“, 18. Dezember 1597). Sein Vater war Karl II. von Lothringen-Guise, Herzog von Mayenne („Umena“), dessen Mutter war Anna d’Este, Schwester Alfonsos II. Detlev Schwennicke, Europäische Stammtafeln Neue Folge I, 2 (Frankfurt/M. 1999), Tafel 209 und 210 A. Die Herzöge von Mayenne sind in den von Schwennicke herausgegebenen Europäischen Stammtafeln von Isenburg-Freytag von Loringhoven nicht enthalten. 
  • 4 Alfonso II. d’Este.