Briefnr. 17.1

Portia an Aldobrandini - Graz, 1599 Februar 23

Band 5

Regest

Vorbereitungen für die Reise Portias nach Franken. Der Nuntius in Luzern [G. della Torre] berichtet über konfessionelle Spannungen in der Schweiz. Sorge um die Ruhe in Innerösterreich. Rijeka/Fiume droht erneut ein Einfall der Venezianer, Erzherzog Ferdinand bittet um Unterstützung in Rom, da die Protestanten diese Unruhen für sich nutzen könnten.


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ASV, Fondo Borghese, serie III 92 A, fol. 261r–262r, Orig.


Referenzen

  • Teildruck: HORVAT 1, S. 186f.

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Significai a V. S. Ill.ma alli 21 del corrente1la ricevuta del spaccio per il negotio di Bamberga tre giorni sono et inviai a S. M.tà il Breve della S.tà di N. S. con la lettera di V. S. Ill.ma 2, et insieme scrissi al Vescovo d’Herbipoli 3et al Capitolo di Bamberga, dandole raguaglio dell’ordine ch’io havevo da S. B.ne et la diligenza c’havrei fatto per trovarmi in Franconia quanto prima mi fusse stato possibile, nel che io farò tutta quella diligenza ch’io potrò maggiore, conoscendo assai bene di qual sorte siano que’ Canonici et quelle genti et anco il bisogno di quella Provincia et Vescovado, il quale però è distante da Graz circa novanta leghe, né vi potrò arrivar in manco di sedici o diciotto giornate, non essendo per queste né per quelle Provincie comodità né di poste né di Carozze espedite né da mutarsi, però mi valerò delle mie, et userò quella solecitudine che si conviene al desiderio ch’io tengo di esseguire con ogni prontezza et profitto gl’ordini di S. B.ne et di V. S. Ill.ma, alla quale di nuovo confermo ch’io son per partire il secondo o ’l terzo giorno di Quaresima, che sarà circa li 26 del presente, havendomi bisognato trattenermi questi puochi giorni per sbrigarmi da S. A., che mal volentieri ha sentito ch’io parta, et da diversi negotii ch’io havevo con questi Prelati, lasciando in alcune cose ordine al Vescovo di Seccovia che supplisca per mio nome.

Ho ricevuto questi giorni lettere da Monsig. Vescovo di Veglia4con certo avviso in Cifra che in quelle parti que’Heretici potrebbon haver occasione di travagliare più tosto che sovvenire ad altri della sua setta, come ch’egli stimasse che qui forsi si potesse temere da quelle o altre parti per l’espulsione de Predicatori lutherani, al che aperò si pensa pochissimo, non essendo altra solecitudine appresso questi Signori che la tema del Turco et la puoca provisione de Confini, et io credo che la Germania non habbi bisogno d’alcuna cosa manco che di sollevatione, la quale ogni volta che pur dovesse succedere per i nostri peccati non potrebb’esser al parer mio et d’altri senza grave pregiuditio de Prencipi et stati Cattolici, et Dio voglia che l’armi et genti del Re di Spagna 5che son entrate ne luoghi di Germania et dell’Impe34rio non lo dimostrino, però io ho risposto conform’al bisogno et stato nostro, et ho voluto significar anche questo a V. S. Ill.ma, scrivendomi il sudetto Monsignore che di tutto doveva dar conto costà come che al presente vi fosse occasione di tener in freno et timore quelle genti.

bM’ha fatto ultimamente S. A. grand’instanza perché si raccommandino i suoi negotii et questi Stati a S. B.ne et a V. S. Ill.ma, trovandosi essa in angustie et per questi suoi Provinciali et anco per questi moti de Signori Venetiani, per i quali heri gionse qui un straordinario con avviso che la Signoria haveva fatto chiamare l’Ambasciatore di Spagna 6in Collegio et doppo sei o sette capi di querele proposti per il negotio de Scocchi 7finalmente si sono rissoluti di dirle che, poiché non potevano vendicarsi dell’insolenze et danni riccevuti dai Segnani, che s’erano rissoluti di farn’il risentimento et assicurarsi con assalir Fiume, Terra di questo Serenissimo non molto lontana da Trieste, per il che S. A. si truova con molto travaglio, temendo anco di qualche gran disordine, del quale si valeran senza dubio gl’Heretici per l’occasione presente, et perciò m’ha fatto grandissima instanza ch’io supplichi efficacissimamente S. B.ne ad haver questi suoi Stati et affari per raccomandati come di Figliuolo et Servitore devotissimo di S. S.tà et osservatissimo di cotesta Santa Sede, pregando anco con ogn’affetto V. S. Ill.ma che si degni interporvi la sua auttorità con quel caldo ch’ella suole adoprarsi ne’ negotii de suoi cari amici et fratelli, di che supplico io come humilissimo servitore di V. S. Ill.ma a procurar con qualch’occasione di far conoscere et sapere (anco in absenza mia) all’Arciduca quello ch’ella si sarà degnata di fare et c’havrà potuto operare per consolatione di questo buon Prencipe.

Ricapitai io stesso ultimamente la lettera di V. S. Ill.ma diretta all’Arciduca8et aiutai a leggere le tre righe di sua mano in proposito della fratel35lanza, le quali come ch’eran tutte di parole cortesissime, così furno lette et accette con grandissima sodisfattione di S. A., la quale le vive singolarmente affettuosissimo …


Fußnoten

  • 1 Nr. 16.1. 
  • 2 Clemens VIII. an Rudolf II., Rom, 1599 Februar 6: NANNIIMRKONJIé 3, Nr. 12964. Vgl. Nr. 9.1. 
  • 3 Vgl. BAUER, Informativprozess, S. 10 (Anm. 54). 
  • 4 Giovanni della Torre (gest. 1623), Bruder des Sigismund von Thurn. Bischof von Veglia (1589–1623), Nuntius in der Schweiz (1595–1606): vgl. DBI 37, S. 567–570; JAITNER, Clemens VIII., S. CCLIX-CCLXI. Girolamo Portia war mit den Verhältnissen in der Schweiz sehr gut vertraut, da er dort 1589 und 1595 tätig gewesen war: vgl. JAITNER, Clemens VIII., S. CCLXf. 
  • a Eigenhändige Einfügung Portias. 
  • 5 Philipp III. (1578–1621), Sohn von Philipp II. von Spanien und Anna von Österreich, König von Spanien (1598–1621). Heiratete 1599 Margarete, Tochter von Eh. Karl II. von Innerösterreich und Maria von Bayern: vgl. HAMANN, S. 390–393; SCHWENNICKE 1, T. 15. Philipp III. setzte nach dem Tod seines Vaters den Kampf gegen die niederländischen Rebellen fort und trat seine Herrschaft mit einer größeren militärischen Operation an. Im November 1598 fielen die spanischen Truppen unter Admiral Francisco de Mendoza in den an die Niederlande angrenzenden Niederrheinisch-Westfälischen Reichskreis ein: vgl. PARKER, S. 279; ARNDT. 
  • b Teildruck: HORVAT 1, S. 186f. 
  • 6 Iñigo de Mendoza (gest. 1601), war 1581 in den Orden der Jesuiten eingetreten, verließ die Gesellschaft aber, als er zum spanischen Botschafter in Venedig ernannt wurde. Er kehrt 1601 aus Venedig zurück, trat erneut bei den Jesuiten in Alcalá ein und verstarb vier Monate später im September 1601: vgl. CABRERA CÓRDOBA, S. 109, 118; HAAN, S. 464 (Anm. 1). 
  • 7 Bericht des spanischen Botschafters über dieses Gespräch vom 15. Februar 1599: vgl. HORVAT 1, S. 183f. 
  • 8 Nicht auffindbar.