Regest
Die Finanzierungsfrage für eine Besatzung in Zengg/Senj kann nur mithilfe der Republik Venedig gelöst werden, die Verhandlungen dafür muss aber der Kaiser initiieren. Sollten die Breven für die Herzöge von Bayern [Wilhelm V., Maximilian I.] verspätet eintreffen, wird Portia selbst Herzog Maximilian über die Ratschläge der Kurie bezüglich der Propstei Würzburg informieren. Der Dompropst von Passau [Pötting] wurde in Anwesenheit der kaiserlichen Kommissare zum Administrator des Bistums Passau bestellt. Eine Kopie der Anweisungen Portias für den Administrator wird beigelegt. Domherr Lamberg hatte im Rahmen seines Ad Limina-Berichtes öfters die Probleme des Bistums Passau mit den angrenzenden Fürstenhäusern angesprochen, jedoch ohne Reaktion Roms. Portia wird sich diesbezuglich bei Herzog Maximilian von Bayern informieren. Pistorius befindet sich auf der Durchreise nach Prag, wo er um Unterstützung für seine Tätigkeit in den Bistümern Westfalens und am Niederrhein bitten will. Portia dankt für die Information über die Verlegung des Seminars von Eichstätt, wobei er jedoch bezweifelt, dass das Domkapitel damit einverstanden sein 218wird. Die Erteilung der Ehedispens für den Bruder des Propstes von Bamberg [J. V. von Würtzburg] könnte für den Heiligen Stuhl von Vorteil sein. Posteingang.
Archiv
ASV, Fondo Borghese, serie III 113 B, fol. 167r–168r, Orig.
Referenzen
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Beilage: fol. 206r–207r: Constitutio Administratoris Episcopatus
Passaviensis, Pas-
sau, 1599 Oktober 1 (mit Vermerk der Publikation am 9. Oktober 1599).
Brieftext
Havevo ancor io havuto quasi le medesime considerationi che mi significa V. S. Ill.ma sopra i mezi che mi proponeva l’Arciduca di ritrovar danari per sostentamento del nuovo presidio di Segna1, et sempre m’ero andato scostando da tai parlamenti, se ben per altro conosco chiaro che difficilmente si vedrà rissolutione desiderata; se non si truova d’altra parte il rimedio et l’imprestito de Signori Venetiani non è dubbio che non sarebbe per avventura riuscibile, se non si venisse a qualche ferma assicuratione a che ne so come inclinasse né S. M.tà Cesarea né l’Arciduca, col quale si potrebbe però far qualche tentativo et scoperta, ma al certo se l’Imperatore non darà principio al trattato con la Republica penso che S. A. non si lascierà mai persuadere in ciò d’esser il primo.
Se li Brevi, che V. S. Ill.ma accenna di dovermi capitare con le prime per qualche accidente tardassero2, avvisarò per via di lettere il Sig. Duca Massimiliano di Baviera quello, che si deve fare dal canto loro per la Prepositura d’Herbipoli, altrimenti farò l’ufficio con più commodità a bocca.
Qui si è di già esseguita la mente di N. S. havendosi constituito per Amministratore di questa Chiesa et stato il Preposito della Cathedrale, a che si sono anco trovati presenti Commissarii mandati da S. M.tà Cesarea, ma il loro assistere è stato più tosto di apparenza che di qualche necessità o bisogno c’havesse questo negotio.
Invio copia a V. S. Ill.ma della constitutione fatta da me del medesimo Amministratore et parimente della prima propositione3ch’io ho portata innanti questi Capitolari, co’ quali vado affaticando quanto posso per cavarne qualche buon frutto et per tirare le cose a termine, che sia di utile alla Religione Catolica et di decoro allo Stato Ecclesiastico.
219Mi dicono gli medesimi Capitolari che siano state costì alcune volte per mezo del Sig. Canonico di Lamberg4 acon l’occasione della Visita de limini di SS. Apostoli dimostrate et communicate le difficoltà et controversie c’ha questa Chiesa in materia di giuridittione con Prencipi vicini, ma che non habbi mai riportato risposta né rissolutione alcuna, a che ho io risposto che se mi verrà occasione et che io habbia tanto di commodità non lascierò di fare qualche officio che stimarò conveniente almeno col Sig. Duca di Baviera, et a questo tanto più largamente mi son offerto quanto che venendo i Brevi per quella parte havrò ’l tempo et l’occasione in pronto di farlo.
Qui si truova di passaggio per Praga il Pistorio5, per dove è incaminato con speranza di ottener aiuti et mezi dalla M.tà dell’Imperatore, co’ quali possa giovare ai Vescovadi di Vestfalia, et alle Chiese del Ducato di Cleves, de quali havend’io lette tutte le visite ch’egl’ha fatto et dettogli il parer mio et la speranza ch’io ho ch’egli sia per impetrare ogni favore dalla Corte Cesarea, ne l’ho anco con mie lettere raccomandato et rimesso a Monsig. Arcivescovo Spinelli 6.
Rendo gratie a V. S. Ill.ma di quanto ella s’è degnata comunicarmi circa la deliberatione fatta sopra la mutatione del Seminario di Eistadio7, nella quale ho però qualche dubio che non sia per convenire il Capitolo con la buona mente di quel Vescovo et per l’alienatione c’hanno da Padri Jesuiti et per altri suoi particolari interessi; confido però nella destrezza et prudenza di Monsig. Rev.mo Spinelli che il negotio havrà buon fine con consolatione di quel Prelato et profitto di quel Clero.
Nella dispensa matrimoniale del fratello del Preposito di Bamberga8scrissi già a V. S. Ill.ma quello ch’io havevo havuto d’informatione in quella 220Provincia et Vescovato, né posso repeter altro se non ch’il far gratia a quel Nobile sarà a giuditio mio obligar maggiormente quel Preposito ad esseguir gli commodamenti di S. S.tà a beneficio della Chiesa di Bamberga, il che si potrebbe farle anco prima insinuare richiedendolo per la promotione del Collegio de Jesuiti in quella Città et per l’osservatione degl’ordini di S. B.ne, essendo certo potersi dire ch’il sudetto Preposito regge tutto quel Capitolo et il Vescovo ancora. Che è quanto mi occorre di dire a V. S. Ill.ma in risposta delle due de 25 del passato 9…
Fußnoten
- 1 Vgl. Nr. 77.1.
- 2 Clemens VIII. an Wilhelm, Rom, 1599 September 25: NANNIIMRKONJIé 3, Nr. 13294; Clemens VIII. an Maximilian, Rom, 1599 September 27: NANNIIMRKONJIé 3, Nr. 13297. Die Übermittlung dieser Breven wurde in der Weisung vom 25. September 1599 angekündigt, tatsächlich erfolgte diese aber mit der Weisung vom 2. Oktober 1599: vgl. Nr. 77.2, 80.1.
- 3 Beilage dieser Nr. Dieses Schriftstück langte nicht in Rom ein. Mit den Berichten vom 13. Dezember 1599 sandte Portia neuerlich eine Abschrift nach Rom, deren Eintreffen am 25. Dezember bestätigt wurde: vgl. Nr. 88.1, 90.1, 91.1, 95.1, 98.1.
- 4 Karl von Lamberg (1571–1612), Domdekan von Passau (1598), Erzbischof von Prag (1606–1612): vgl. KRICK, S. 13, 69; GATZ, 1448–1648, S. 403f.
- a Eigenhändige Einfügung Portias.
- 5 Johannes Pistorius d. J. (1546–1608), Leibarzt und Historiograph am Hof des badischen Markgrafen Karl II. in Durlach (1575), Geheimrat von Baden in Emmendingen (1584). Er konvertierte 1588 in Speyer zum Katholizismus. Generalvikar der Diözese Konstanz (1591–1594), Rat an den Höfen von Graz und München sowie kaiserlicher Rat, Dompropst von Breslau/Wroclaw (1601), Beichtvater Kaiser Rudolfs II. (1601): vgl. NDB 20, S. 486f.; GIORDANO, Paolo V, S. 386 (Anm. 6). Die Mission Pistorius’ wegen der Diözese Minden wurde Kaiser Rudolf II., Wolfgang Siegmund von Rumpf, Paul Sixt von Trautson und Rudolf Coraduz mit Breven vom 15. Oktober 1599 angekündigt: vgl. NANNIIMRKONJIé 3, Nr. 13305, 13306, 13307, 13308.
- 6 Nicht auffindbar.
- 7 Vgl. Nr. 75.3.
- 8 Johann Veit von Würtzburg: vgl. Nr. 49.1. Die Dispens und die Absolution für die bereits erfolgte Eheschließung des Johann Veit von Würtzburg mit der im Februar 1600 verstorbenen Anna Rufina von Rotenhan wurde im November 1600 ausgestellt: vgl. ASV, Secr. Brev., Reg. 301, fol. 69r–70v.
- 9 In den vier Weisungen vom 25. September 1599 (Nr. 77.1, 77.2, 77.3, 77.4) wird die Ehedispens für Johann Veit von Würtzburg nicht besprochen, aber in jener vom 18. September 1599: vgl. Nr. 75.3.