Regest
Portia sieht im Laienkelch eine Gefahr für die katholische Kirche und setzte sich für dessen Verbot ein. In einigen Kirchen der Abtei Sankt Lambrecht wurde dies bis zum vergangenen Jahr praktiziert, bis Portia es mittels Dekret untersagte. Dieser Misstand herrscht auch in der Diözese Passau, 243insbesondere in Niederösterreich, vor, weshalb Portia diesbezüglich die Unterstutzung des Kardinals Dietrichstein empfiehlt. In der Diozese Passau wäre die Fakultät zur Absolution der Häresie von Nöten, so z. B. von 20 Priestern erbeten. In der Nacht vom 30. November wurde der Prior des Dominikanerklosters von seinem einzigen Mitbruder ermordert, der sich an Portia wandte. Um Aufruhr zu verhindern wurde eine Nachricht an den in Pettau/Ptuj residierenden Provinzial der Dominikaner [Thomas von Genua] gesandt. Portia ruft dazu auf, die Ordensgeneräle der Dominikaner [Beccaria], Franzikaner [Secusi] und Augustiner-Eremiten [Mancini] dazu aufzufordern, nur erfahrene und unbescholtene Ordensmitglieder in diese Gebiete zu senden, um den Häretikern keinen Aufwind zu geben.
Archiv
ASV, Fondo Borghese, serie III 113 B, fol. 184r–185r, Orig.
Referenzen
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Beilage: fol. 183r–v, Nomina Sacerdotum quibus Administrator
Episcopatus Pas-
saviensis supplicat concedi facultatem absolvendi ab Haeresi et reservatis
Episcopo. a
Brieftext
Da che mi truovo in queste parti con carica di Nuntio son andato sempre osservando et ho veduto dalli effetti stessi che l’uso del Calice permesso a Laici è stato sempre et è di grave danno et detrimento alla Cattolica Religione et perciò dove mi è stato lecito con la tenuità mia di abrogarlo et farvi provisione non ho mai lasciato adietro studio o fatica, anzi che havendo inteso sin’ l’anno passato che si giva dispensando da questo Santissimo Sacramento dell’Eucharistia sotto l’una et l’altra specie in alcune Chiese Parochiali sottoposte all’Abbatia di S. Lamberto, vi levai incontinente l’abuso per vigore di Decreto di cui ne sarà annessa Copia che invio alla S.tà di N. S.1, al quale mi son posto con ogni humiltà di scrivere quel che io senta in simil materia con l’occasione ch’io ho di riferirle il disordine che si truova nella Diocese di Possa, nella quale si ode da molti che quelli che continuano tuttavia nel uso del Calice, si vanno pregiando di farlo con Indulto di S. B.ne et particolarmente nell’Austria Inferiore, cosa che non ho potuto così agevolmente credere, essendo io chiaro con quanta strettezza vadi S. S.tà in concedere facoltà tali, et quanto sieno anco iti riservati altri Sommi Pontefici et specialmente la felice ricordazione di Papa Gregorio XIII, il quale non solo non la vuolse concedere al Vescovo di Gurg, che la chiedeva con speranza di ridurre con più facilità li suoi popoli all’obedienza della Chiesa Santa, ma gle la negò affatto per via del Breve del qual invio Copia con 244questa 2, del qual senso sì come so essere S. B.ne, così oltre quello che rappresento in scriptis a S. S.tà 3, mi par di proporre che ad abolire simil uso in Austria potrebbe esser forse ottimo mezzo et instromento il Sig. Cardinale Dietrestein 4per la vicinanza del suo Vescovato et per l’autorità, massime che nella Diocese di Olmutz si è havuto simil essempio pochi anni sono con la destrezza et autorità del Vescovo suo Antecessore 5.
La Chiesa di Possa è di Diocese amplissima et abbracciando anco luoghi dove vivono alla Lutherana ha bisogno di facoltà di poter assolvere ab haeresi, perché sempre vi si rappresenta occasione di essercitarla come a punto di presente vi sono da venti Parochi che co ’l mezzo dell’Amministratore instano d’ottenerla6. Però sarà servitio di Dio et augumento alla Religion Cattolica se V. S. Ill.ma, come humilmente la si supplica, si degnerà di farne haver la gratia al sudetto Amministratore, che le rimarrà obligatissimo per concederla anco ad altri.
Miserabile et pieno di compassione è stato il caso accaduto qui la notte di S. Andrea nel Conventino o più tosto Casa che ha la Religione di S. Domenico, dove habbitano solo il Priore con un Compagno7: fu con molte ferite trafitto et morto il Priore dall’altro che se ne fuggì prima che del fatto si havesse sentore alcuno, il quale, quando per via d’un Converso arrivò a me co ’l mandarvi l’Auditor mio 8, feci la diligenza che si puotè per sopir et 245coprir il scandalo et feci spedir di subito Messaggiere al suo Provinciale 9che dimora in Pettovia, acciò se ne venisse a vedere le cose et dar rimedio al possibile con altri ordini necessarii. Ma con quanto opprobrio della stessa Religione et poco honore della Natione Italiana sia ciò tra Heretici avenuto, lo lascio al prudentissimo discorso di V. S. Ill.ma, la quale stimo che farebbe opera degna di sé stessa instando che la S.tà di N. S. con grave adhortationi incaricasse li Generali di S. Domenico 10, S. Francesco 11et d’Eremitani 12che non lasciassero venire alcuno in queste parti, il quale di pietà et di buon essempio non sia ben qualificato, perché altrimenti mandandovisi soggetti giovani di niuna esperienza et poco pensiero vi succedano poi accidenti che danno da ragionare al Mondo et specialmente a quelli che non sono confirmati nella nostra Santa Fede. Il che servirà per fine di questa et per raccomandarmi nella buona gratia di V. S. Ill.ma, rimettendomi nel resto alle scritture che invio per servitio di S. B.ne.
Fußnoten
- a Dorsalvermerk des Staatssekretariates, fol. 186v: mandata al Cardinal Santa [Severina].
- 1 Beilage der Nr. 93.1.
- 2 Nicht auffindbar. Gregor XIII. an die Bischofe von Freising, Gurk, Seckau, Laibach und Wien, Rom, 1582 April 7: NANNIIMRKONJIé 2, Nr. 7719; Gregor XIII. an Spaur, Rom, 1584 November 12: NANNIIMRKONJIé 2, Nr. 8188.
- 3 Nr. 93.1.
- 4 Franz Seraph von Dietrichstein (1570–1636), päpstlicher Kammerherr (1594), Kardinal (1599), Bischof von Olmütz (1599–1636), Protektor der österreichischen Erbländer (1603–1634), Präsident des kaiserlichen Geheimen Rates (1607), Statthalter in Mähren (1621), Protektor Deutschlands (1635): vgl. GATZ, 1448–1648, S. 129–133; JAITNER, Prosopographie, S. 305.
- 5 Stanislaus Pavlovský von Pavlovitz, Bischof von Olmütz (1579–1598). Er legte im Bistum Olmütz als erster Bischof eine dauerhafte Basis für die Rekatholisierung: vgl. GATZ, 1448–1648, S. 519–521.
- 6 Vgl. Beilage dieser Nr.
- 7 Aus der Chronik des Dominikanerklosters in Graz gehen die Namen von Prior und Mönche nicht hervor. 1602 wird P. Vincenzo da Renzano zunächst als Vikar des Priors genannt, 1603 als Prior: vgl. ADG, Historia, S. 31 (Ich danke P. Max Svoboda für den unbürokratischen Einlass in das Archiv). Die Dominikaner waren zu diesem Zeitpunkt in St. Andrä in der Murvorstadt angesiedelt, da 1586 die Stadtpfarrkirche von der Katharinakirche an die Hl. Blut-Kirche der Dominikaner übertragen worden war: vgl. RUHRI, S. 147.
- 8 Girolamo Rota, Auditor des Nuntius Portia. Auch Portias zweiter Nachfolger Pietro Antonio da Ponte (1610–1613) wollte ihn als Auditor für die Nuntiatur in Graz einsetzen, doch sein Vorgänger Giovanni Battista Salvago warnte das päpstliche Staatssekretariat im September 1610 davor und beschrieb ihn wie folgt: … Questo è huomo duro di cervello ostinatissimo e che era in quest’ultimo tenuto quasi per pazzo. È talmente tirato al denaro che se ne portò migliari d’Ungheri, quello che non si può, né il mio portarà centinari di carantani. Et in queste parti l’ingordigia de ministri publici e la loro rapacità et avaritia è sentita malamente. È conosciuto da tutti et tenuto in cattivo concetto, sì che io conosco che venendo qui questo prelato il servitio publico ne andarebbe di mezzo …: vgl. Salvago an Confaloniero, Graz, 1610 September 13, ASV, Segr. Stato, Nunz. di Germania 114 E, fol. 448r–449r. Da Ponte dürfte Rota daraufhin nicht eingestellt haben, da er über mehrere Monate in Graz ohne Auditor auskommen musste. In diesem Zusammenhang ist vielleicht auch der Hinweis des Grazer Nuntius Erasmo Paravicini (1613–1622) zu verstehen, der das Staatssekretariat darüber unterrichtete, dass der Auditor Portias zumindest sämtliche Jurisdiktionsakten aus dessen Nuntiatur entwendet habe: vgl. Paravicini an Borghese, Graz, 1614 Oktober 20, ASV, Fondo Borghese, serie II 202, fol. 280r–v; LANG, S. 33. 1615 scheint Rota als Auditor des Schweizer Nuntius auf: vgl. Borghese an Paravicini, Rom 1615 März 28, ASV, Fondo Borghese, serie II 332, fol. 76v–77r.
- 9 Thomas von Genua, Provinzial der ungarischen Provinz der Dominikaner (1598– 1608). Die Klöster in Graz, Friesach, Neukloster/Novi Klošter, Pettau/Ptuj und Leoben gehörten von 1580 bis 1611/12 zur ungarischen Ordensprovinz der Dominikaner: vgl. ADG, Historia, S. 20, 35, 263.
- 10 Ippolito Maria Beccaria (ca. 1550–1600), Provinzial der Dominikaner in der Lombardei (1586), Inquisitor in Mailand und Kommissar des Sant’Officio (1599), Ordensgeneral der Dominikaner (1589–1600): vgl. TAURISANO, S. 12.
- 11 Bonaventura Secusi da Caltagirone, Generalminister der Franziskaner (1593– 1600): vgl. HOLZAPFEL, S. 311f., 691.
- 12 Alessandro Mancini da Siena (gest. 1600), Ordensgeneral der beschuhten Augustiner-Eremiten (1598–1600): vgl. GAVIGAN, Milensio, S. 204.