Regest
Portia reiste in der Fastenzeit nach Kärnten, um unter dem Vorwand eines Besuches des Klosters Griffen Informationen über die kirchlichen Zustände und die Fortschritte der Rekatholisierung einzuholen und den Vizedom von 294Bamberg [Stadion] zu treffen. Als wichtigste Maßnahme für die katholische Kirche in Kärnten sieht Portia die Gewinnung der Städte Villach und Klagenfurt, über die er berichtet, insbesondere über die Probleme mit dem Patronat der Stadtpfarrkirche Villach. Portia stellt weitgehende Übereinstimmung in der Umsetzung der Rekatholisierungsmaßnahmen zwischen Bamberg und Erzherzog Ferdinand fest. Posteingang.
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ASV, Fondo Borghese, serie III 92 BC, fol. 4r–5r, Kop. 1
Brieftext
Havendo io questa Quaresima fatto il viaggio di Carinthia con animo principalmente di scuoprire et considerare il stato della stessa Provintia per informarmi delli ostacoli che havessero potuto impedire il progresso della riforma, mi sono andato servendo opportunamente per bastare ad effettuarlo del pretesto di visitare il Monasterio et Prepositura di Griffen2, con la qual’occasione hebbi commodità, senza generar sospetto in altri, di trattare co ’l Vicedomo di Bamberga quanto si ricercava per avanzamento della Catolica Religione, essendo parimente restata spedita la medesima visita nella maniera ch’io significai a V. S. Ill.ma con le lettere de’ 16 del passato 3.
Per ridurre affatto la Carinthia alla Fede Catolica et all’intiera espulsione de’ Predicatori heretici non si presenta espediente più sicuro et più necessario che di far prima acquisto della Terra di Vilacco et di Clanfurt, perché essendo quei due luoghi i Seminarii et Asili dell’heresia in quella Provintia soggetti che si habbino all’obedienza et alla riforma, co ’l introdurvisi Ministri Catolici che attendino alle funtioni ecclesiastiche et alla cura dell’anime, il restante con agevolezza si disporrà a seguire li stessi vestigii.
Per quanto si aspetta al redrizzo di Vilacco scrissi a V. S. Ill.ma che gli Signori Dietrestain sono d’impedimento grandissimo co ’l trattato c’hanno di rinontiare le ragioni che pretendono per il Iuspatronato sopra la Parochia di Vilacco al Sig. Cardinale Dietrestain4, il quale mentre ch’io insta295vo all’Arciduca che facesse ritirare da simil tentativi li sodetti Dietrestain heretici pretendenti, intendo che habbia accettato la rinontia, il che dubito grandemente che sia per nuocere al negotio et per apportare dilatione ai provedimenti, se ’l Sig. Cardinale meglio informato della cosa non si risolve di lasciare in pacifico possesso il Vescovo di Bamberga, come trasferito in lui dalla S.tà di N. S. il dominio del Patronato della sodetta Parochia, essendone decaduti i Dietrestani per l’heresia et non haver usato le ragioni di molt’anni ma lasciatele alli Terrazzani di Vilacco; la qual cosa non ho lasciato anco di dichiarare a questi del Consiglio di S. A. per far loro conoscere che li Dietrestain non v’habbino più ragione alcuna, stante la dichiaratione di S. B.ne, et se bene hanno dimostrato così li stessi Consiglieri come l’Arciduca di conoscerla, tuttavia restano perplessi per cagione del Sig. Cardinale se si debba commettere all’heretico Dietrestain che debba restituire l’entrate et scritture di quella Chiesa al Bambergense, conforme alle instanze che io ultimamente ho fatte a bocca et che si sono fatte parimente con lettere dal Vicedomo del medesimo Vescovo, et a questo siamo tutti intenti, parendo che dalla recuperatione della Parochia dipenda la salute di quella Terra et di tutto ’l tratto di Carinthia superiore verso Italia.
Li Bambergensi non paiono discordare dall’intentione dell’Arciduca per quanto importa la provisione di Vilacco, né altre difficoltà di discordanza scuopro in cotal proposito, se non che ’l Vescovo et Capitolo di Bamberga non si vogliono valere dell’autorità et forze di S. A. in castigare suoi sudditi contumaci et in distruere alcune Chiese Lutherane edificate da Villani in certe Minere, con tutto che da sé stessi non sieno bastanti a farlo, ma io non manco di fare ogni buon officio, hora con una parte, hora con l’altra, per disporre gl’animi, et spero che in fine ogni cosa sia per sortire buon’essito, havendo operato tanto che di presente li Prelati di Carinthia si truovano a sufficienza uniti col Vicedomo di Bamberga.
Quanto a Clanfurt, il cui essere ho medesimamente investigato si truova in questo termine, vi ha sei Predicanti che di ordinario fanno li essercitii heretici5, evvi anco un Parocho Catolico, ma non vi può risedere per la de296bolezza delle entrate 6, et a questo io ho procurato et procuro di provedere con ogni studio et diligenza, acciò applicandosi alla Parochia entrata conveniente possa un Ministro Catolico attendere a far frutto et a ministrare i Sacramenti della Chiesa subito che vi sia introdotta la riforma, la quale havendo io di fresco sollecitata presso l’Arciduca, S. A. m’ha detto di voler quanto prima far ogni tentativo perché riesca.
Vi restano anco alcuni picoli luoghi dell’Arcivescovato di Saltzburg che sono infetti et hanno Ministri heretici, ma non si tiene per difficile il ridrizzare parimente quelli, ridotti che sieno a buon termine li sodetti due principali et importanti, il che piaccia a Dio benedetto di concedere, et questo è quanto debbo riferire a V. S. Ill.ma del mio negotiato di Carinthia.
In questo punto mi sono capitate le lettere di V. S. Ill.ma co’ li Brevi al Sig. Duca di Baviera et all’Amministratore et Capitolo di Possa7quali capitarò subito dopo le feste, dicendole intanto di havere horamai ricevuta la facoltà che si desiderava di assolvere dall’heresia dal Sig. Cardinale Santa Severina 8…
Fußnoten
- 1 Kopie eines nicht auffindbaren Berichtes an San Giorgio.
- 2 Portia hatte nach der Visitation des Prämonstratenserstiftes Griffen am 9. März 1600 entsprechende Verordnungen für die Ordensniederlassung erlassen: HHStA, Österr. Akten, Kärnten 24.
- 3 Nicht auffindbar.
- 4 Sigismund Dietrichstein (gest. 1533) hatte 1514 vom Kaiser das Patronat der Pfarrkirche St. Jakob in Villach verliehen bekommen. 1526 übergab der inzwischen zum Protestantismus konvertierte Sigismund dieses Patronat der Bürgerschaft von Villach. Es wurde der Familie 1594 zurückerstattet und von Sigismunds Enkeln (Georg und Karl) beansprucht, die sich der Rekatholisierung der Kirche widersetzten (Villacher Handel 1594–1600). 1599 konnten die Bürgerschaft und Karl von Dietrichstein davon überzeugt werden, die Kirche dem Vizedom von Bamberg zu überlassen. Um das Präsentationsrecht dennoch für das Haus Dietrichstein zu erhalten, übertrug Karl von Dietrichstein es an seinen Vetter, Kardinal Franz von Dietrichstein, der Eh. Ferdinand sogar anbot, all seinen Würden zu entsagen und selbst an der Jakobskirche die Funktion des Pfarrers zu übernehmen: vgl. LOSERTH, Bamberg, S. 143–162; PROBSZT, S. 133; KOLLER-NEUMANN, S. 17, 51–77.
- 5 In Klagenfurt diente sowohl die Heiligengeistkirche, die Stadtpfarrkirche und ab 1591 die Dreifaltigkeitskirche zur Abhaltung des protestantischen Gottesdienstes. Neben dem protestantischen Stadtpfarrer Adam Kolb (Colbius) (1594–1600) sowie dem Prädikanten zum Hl. Geist Gregor Faschang (1582–1600), hatten die Stände ihre eigenen Prediger in Klagenfurt (im Jahr 1600 drei: Laurentius Maier, Mauritius Faschang, Adam Raunacher), ebenso traten Professoren der adeligen Schule als Prediger auf: vgl. LEBINGER 1, S. 14–19; LEBINGER 2, S. 35; DEDIC, Exulanten, S. 772f.
- 6 Das Amt des Stadtpfarrers von Klagenfurt wurde vom Vikar der Dechantei von Maria Saal ausgeübt. Der im Jahr 1560 ernannte Vikar Martin Knorr wechselte wenige Jahre später in das protestantische Lager über, sodass in der Folge auch die Stadtpfarrkirche für den protestantischen Gottesdienst genutzt wurde. Trotzdem verzichtete die Propstei Maria Saal nicht auf ihre rechtmäßigen Ansprüche, erst 1603 wurde die Klagenfurter Stadtpfarrkirche St. Egid zur selbständigen Pfarre erhoben: vgl. LEBINGER 1, S. 9–11; TROPPER, S. 6–12.
- 7 Die Breven stammen vom 22. März 1600: NANNIIMRKONJIé 3, Nr. 13453, 13454. Vgl. Nr. 118.1.
- 8 Vgl. Nr. 108.1, 115.1, 117.3, 118.1.