Briefnr. 139.2

Portia an [Aldobrandini] - Graz, 1600 Juni 5

Band 5

Regest

Anlässlich der Bestimmung Aldobrandinis zum Legaten sichert Portia diesem überschwänglich seine Loyalität zu und beteuert, ihn begleiten zu wollen. Erzherzog Ferdinand gibt die Hoffnung auf finanzielle Unterstutzung seitens des Heiligen Stuhles nicht auf, um so mehr als diese auch dem Kaiser gewährt worden sei und Ferdinands Geldmittel für Türkenabwehr und Rekatholisierung unmöglich reichen können. Portia versicherte dem Erzherzog die Unterstützung seitens Aldobrandini, unterstrich aber erneut die Unmoglichkeit einer finanziellen Unterstutzung.


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ASV, Fondo Borghese, serie III 68 CD, fol. 112r–v, Orig. [Eigenh.]


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La singolar mia devotione et obligatione di servir a V. S. Ill.ma mentr’havrò forze et vita mi ha fatto sentire più che mai con sentimento vivissimo l’occupatione nella quale mi truovo impiegato et la lontananza mia da Italia in questa occasione di legatione nuovamente destinata a V. S. Ill.ma1, poiché desiderarei incredibilmente di esser in stato et libertà di poter servir a V. S. Ill.ma quando ella si degnasse (come è in singolar poter suo) di valersi dell’humil servitù mia. Perché come desiderosissimo della sua gratia et devotissimo del suo nome ardirei di non ceder ad alcuno, anco in questo modo di servire, per poter ben servendo meritar maggiormente presso la benignità di V. S. Ill.ma, dalla quale insomma io faccio professione di dipendere dovunque mi truovi et di non poter ricever consolatione d’altra parte che quando mi truovi in luoco et occasioni di haver a servire a commandi di V. S. Ill.ma. Et quando pur la poca mia fortuna segue in levarmi di quest’occasioni converrà ch’io m’ingegni d’aspettar con patienza quell’occorrenze che potrò per far maggiormente apparire la solita, debita et incontaminata devotion’et obligation mia, et in tanto di nuovo mi raccomando nella benigna gratia et protettione di V. S. Ill.ma.

Non mi pare di poter ommetter senza colpa mia di refferir a V. S. Ill.ma che questo Arciduca pochi giorni sono mi replicò la confidenza et speranza ch’esso ha tuttavia nella benevolenza et affettione di V. S. Ill.ma, discorrendo meco che, havendo la M.tà dell’Imperatore aiuti dalla S.tà di N. S., che anch’esso gli spera parendoli di meritarli egualmente per non dir più et per la diffesa contra ’l Turco et per la continoa spesa che fa nel medesimo tempo contra gl’Heretici, oltr’all’augumento delle spese sue domestiche per la necessità della moglie presa. Io le replicai al solito che S. A. poteva esser certa dell’affetto et benevolenza di V. S. Ill.ma et che quando fosse stato in podestà et possibilità di lei di aiutar et servire agl’affari et bisogni suoi che V. S. Ill.ma senz’altre instanze havrebbe fatto quello che altre volte gl’è stato scritto et anco rifferto da me, et così si rimase. Che ho voluto referir’a V. S. Ill.ma semplicemente per debito della servitù et officio mio con supplicarla di continuo et sempre della sua gratia et protettione, la quale può esser d’unica mia consolatione et refrigerio nell’angustie ch’io ho qui in questa carica et occasioni. …


Fußnoten

  • 1 Zur Legation Kardinal Aldobrandinis nach Florenz und Frankreich siehe: Nr. 134.1.