Regest
Erzherzog Ferdinand dankt erneut für die päpstlichen Bemühungen zur Aufstellung einer Armee gegen die Türken. Kardinal San Giorgio hat angeregt, die päpstlichen Truppen dort aufzustellen, wo das türkische Heer am stärksten sein dürfte. Dieser Plan wird aus strategischen Gründen in Graz abgelehnt, da die Grenzen Innerösterreichs gesichert werden müssen. Die Bedrohung nicht nur der italienischen Staaten, sondern auch Wiens und des Reiches ist zu bedenken.
Archiv
ASV, Fondo Borghese, serie III 111 C, fol. 56r–57r, Orig.
Brieftext
Questo ser.mo Arciduca confessa ch’ogni giorno se gli augumentano gl’oblighi con la S.tà di N. S. poiché non solo si mostra desiderosa della 493conservatione del Stato di S. A. co ’l mandare in sua difensione il soccorso delli diecimila Fanti, ma con voler anco far officio che ’l Gran Duca di Toscana concorra con qualche aiuto nella Causa commune, sì come scrive l’Ill.mo Sig. Cardinale San Giorgio che S. B.ne habbia determinato di fare 1. Et perché S. S. Ill.ma accenna in un tempo medesimo che in caso che ’l Turco si mostrasse più forte da un altro canto che da questo che converrebbe all’Arciduca di lasciar passare là le genti forastiere e le forze radunate, m’è parso di dire a V. S. Ill.ma come a quella in cui mano è la somma delle cose ch’è opinione d’intelligenti che non si debba in modo alcuno lasciar sprovisti i confini di queste Provincie, perché co ’l tenervi questa state l’essercito non solo si procurerà di assicurare le parti pericolose et di procurare che l’inimico non s’impadronisca di qualche fortezza dalla quale si possa poi temere disturbo all’Italia, come averrebbe perdendosi Carlestat o Segna, ma si verrà anco a tenere in sospetto il Turco et a renderlo irresoluto di spingersi ad impresa importante, avertendo che un Campo di quarantamila persone, che tale si tiene dover essere in queste parti, sarà bastante a divertire ogni assedio che disegnasse, né delibererà così di facile d’impegnarsi sotto fortezza, vedendo pronta gente atta a distornarlo et a stringere quale una delle sue maggiori Piazze.
A questo si aggiunge che quando bene il Turco disponesse di passare in Austria all’impresa di Vienna, l’Imperio per la vicinanza non lasciarebbe d’impiegare le sue forze in aiuto et mantenimento di quella Città o d’altra, per timore che perdendosi l’inimico non entrasse più oltre in Germania, cosa che non averrebbe al Stato dell’Arciduca Ferdinando stimato di minor pericolo ai Prencipati dell’Imperio, anzi che, vedendo li Alemani più tosto importare alli Potentati d’Italia che ad altri la conservatione di queste provincie, non se ne prenderebbono pensiero et haverebbono a caro di mettere in obligo l’Italia a far continua spesa che le sarebbe necessaria ogni volta che cadesse in mano del nemico l’una delle sodette fortezze, Carlestat o Segna, i quai luochi sono così debolmente proveduti che non essendo essercito che quest’anno si mostri di volerli guardare sarà agevol cosa al Turco d’impadronirsene et di calare sopra ’l Mare Adriatico et sopra ’l Friuli, di maniera che si conclude che non si debbano muovere da queste Provincie le genti che verranno di fuori, se peraventura il nemico steso in Campagna et convocando da tutti i confini le forze non risolvesse di fare giornata, nel qual caso non si potrebbe far di meno di non unirsi et di giuntare insieme la potenza dopo che si fossero ben presidiate et munite le frontiere et assicurati con nuovi forti i passi che potessero dar adito a’ Turchi d’entrare in queste parti, le quali restando spogliate d’essercito in tempo che l’hoste possa spin494gersi a suoi danni et che Canisa haverà nervo di farsi sentire fuori è chiara cosa che anderebbono tutte in ruina et che ’l nemico se ne impadronirebbe, potendo poi a suo piacere accostarsi ai luochi più finitimi al Friuli et al Mare. Le quai considerationi, stimandosi di molta conseguenza, ho giudicato mio debito doverne dar conto a V. S. Ill.ma, che a luogo et tempo con la singolar sua prudenza vederà se potranno essere di qualche profitto. .