Regest
Clemens VIII. hat sich beim Großherzog der Toskana [Ferdinando I.] und den anderen italienischen Fürsten für eine Unterstützung Erzherzog Ferdinands eingesetzt, dabei hofft man zumindest auf die .finanzielle Hilfe des Großherzogs. Die Ausführungen Portias über die Strategie im kommenden Türkenkrieg wurden zur Kenntnis genommen, dennoch geht man davon aus, dass die päpstlichen Truppen dort stationiert werden, wo die meiste Gefahr für Italien drohen wird. San Giorgio lobt die Gespräche Portias mit dem Bischof [Gebsattel] und Vizedom [Stadion] von Bamberg bezüglich des Klosters Arnoldstein. Für die Propstei von Trier wird der Koadjutor von Köln [Ferdinand] empfohlen. Man bittet Portia, sich in Zukunft bei derartigen Ämterbesetzungen nur auf den expliziten Wunsch hin zu involvieren, um Unstimmigkeiten zu vermeiden. Man hofft, dass Rabatta über das Eigentum der Händler von Ancona nicht anderwertig verfügt hat.
Archiv
ASV, Fondo Borghese, serie III 98 AB, fol. 68r–69r, Reg.
Brieftext
Fece N. S. gl’offitii che promise non pure co ’l Granduca ma con tutti i Principi d’Italia indeferentemente perché concorressero in aiuto della causa 500commune per conseguenza del Ser.mo Arciduca, il quale devrà haverlo già inteso dal Conte Sigismondo della Torre, ma sì come non habbiamo chiarezza sin qui di quello che sia per fare più l’uno dell’altro in particolare, se ben si crede che qualcheduno sia per scusarsi con l’impotenza, così non resta luogo di esortare il Gran Duca a sovvenire più con danari che con genti, se non si sa chi sia risoluto al sussidio in universale, anzi si havrà per difficilissimo l’indurre quel Prencipe a mutare deliberatione, se ne havrà presa alcuna corrispondente alle prime instanze, et però converrebbe che dove V. S. scopre simili pensieri procurasse di levarli, essendo verisimile nel presente caso che il Granduca si disponerà di entrare in spesa habbia la gloria per uno dei suoi fini, la quale si conseguisse maggiore con le opre apparenti.
Si sono sentiti volontieri i discorsi di V. S. nel resto, alla quale non ho tuttavia che rispondere se non che debbiamo ben desiderare che il Turco non tenti quelle imprese che gli possono aprire l’adito all’Italia, ma in qualunque parte si volti non è dubio che le nostre genti havranno da servire dove le chiamerà la necessità maggiore1.
È commendata V. S. degl’offitii fatti co ’l Vescovo et co ’l Vicedomino di Bamberga nel negotio di Arnolstain, nel quale sentirebbe S. B.ne con gran gusto che le parti si quietassero con satisfattione lor commune2.
Nel particolare della Prepositura di Treveri, alla quale raccommando a V. S. il Sig. Coadiutore di Colonia, non ho che aggiungere a quello che già risposi3se non che sarà sempre bene ch’ella si astenga di fare simili offitii se non richiesta, et che in tal caso mostri le difficoltà che patiscono le gratie in luogo di esibirsi a facilitarle, perché se non si concedono per rispetti anco giustissimi, pare tanto più strano a chi le pretende et ne succedono effetti non buoni.
Vogliamo credere che il Commissario Rabatta non havrà disposto in alcun modo delle robbe dei Mercanti Anconitani poiché mancava ogni titolo legitimo di farlo, et che V. S. havrà favorito gl’istessi Mercanti per la ricuperatione conforme a quello che se le scrisse co ’l precedente ordinario4. …
Fußnoten
- 1 Vgl. dazu den Bericht Portias an Aldobrandini vom 14. Mai 1601: Nr. 221.1.
- 2 Vgl. Nr. 222.4. Portia hatte Stadion auf seiner Rückreise von Brixen zu einem Gespräch über die kirchliche Situation in Kärnten und die Klöster Griffen und Arnoldstein nach Griffen eingeladen. Dieser Einladung war der Vizedom aber nicht gefolgt: vgl. Portia an Stadion, St. Paul, 1601 Februar 25, KLA, Stift Arnoldstein I, Fasz. 23, fol. 32r–v. Am 18. April 1601 wandte sich Portia erneut an Stadion und berichtete ihm über seine Bemühungen bezüglich Arnoldstein mit der Kurie: vgl. Portia an Stadion, Graz, 1601 April 18, KLA, Stift Arnoldstein I, Fasz. 23, fol. 43r.
- 3 Vgl. Nr. 217.3.
- 4 Nr. 222.2.