Briefnr. 246.2

Portia an Aldobrandini - Graz, 1601 August 13

Band 5

Regest

Portia versichert, dass er Gian Francesco Aldobrandini auch unter Lebensgefahr dienen würde. Erzherzog Ferdinand hat Gian Francesco mittels eines Boten gebeten, sich mit seinen Truppen in Richtung der Murinsel des Grafen Zrinski zu begeben, wo auch Madruzzo mit seinen Soldaten eintreffen wird. Sobald die spanischen Truppen dort eintreffen, wird der Erzherzog ins Feld ziehen. Eine Kopie des Schreibens des Erzherzogs Mat 546thias über die Friedensverhandlungen mit den Türken wird diesem Bericht beigelegt, eine weitere wurde Gian Francesco übermittelt. Die Auseinandersetzungen um die Zuständigkeiten zwischen dem Herzog von Mantua [Vincenzo I.] und Don Giovanni de’ Medici halten an. Der Aufenthalt der fürstlichen Personen und ihrer Gefolge stellt eine schwere zusätzliche Belastung für den Erzherzog und das Land dar. Portia bittet um die Begleichung seiner ausstehenden Rechnungen und schickt die Kopie eines Schreibens von Kardinal San Giorgio mit, in dem ihm dieser bereits eine Auszahlung zugesagt hatte.


Archiv

ASV, Fondo Borghese, serie III 111 C, fol. 90r–91r, Orig. [Eigenh.]


Referenzen

  • Beilage: fol. 96r, Copia di lettera dell’Arciduca Mattias all’Arciduca Ferdinando so-
    pra la trattatione della pace co ’l Turco, Wien, 1601 August 7.

Supplico V. S. Ill.ma che si persuada che io non son per mancare di diligenza alcuna in servir all’Ecc.mo Sig. Generale suo Cognato anco col porr’a rischio la propria vita in suo servitio, non che l’opera et il potere, così obligandomi la fede et devotione della quale conosco esser tenuto a V. S. Ill.ma, a S. E. et a tutta l’Ill.ma sua Casa.

Posso anco confermare a V. S. Ill.ma che questo serenissimo et Madama sua Madre amano S. E. tenerissimamente et con ogni sincerità di affetto le confidano et communicano il tutto; et così mi dicono che son per continuare con S. E. in Campo, con la medema confidenza et sopra ogn’altro personaggio, il che mi replicorno anco heri con parole di molto affetto.

Son tre giorni che questo serenissimo espedì a S. E. un suo gentilhuomo con molta diligenza per far effettuar alcuni ordini che mancavano per servitio de Soldati in Zagabria et anco per pregar S. E. che volesse sollecitar la Mostra et far avvanzar gli suoi Soldati verso l’Isola del Conte di Serin, dove hanno anco ad arrivare gli soldati del Colonello Madrucci, gli quali intendo che sian poco ben all’ordine et tutta gente nuova, almen per la maggior parte.

Con questi ricceverà V. S. Ill.ma copia d’una lettera dell’Arciduca Mattias scritta a questo serenissimo1per raguaglio della trattatione della pace col Turco, della quale ne mandai anco copia tre giorni sono a S. E., né doppo si è havuto altro nel medesimo proposito. L’Arciduca sta rissoluto che subito che sarà avvisato che li Soldati di S. E. sian giuntati con quelli del Re di Spagna che subito si trasferirà anche a quella parte et io credo che questo potrà essere circa li 20 o 22 di questo alla più lunga.

Tra ’l Sig. Duca di Mantova et Don Giovanni de Medici in aperto passan buone et apparenti dimostrationi, ma nel ristretto et nell’intrinsico ciascun 547può comprendere che ci son de disgusti. Et il Sig. Don Giovanni, sempre che le venghi occasione, si dechiara di voler riconoscere, obedire et servire all’Ecc.mo Generale di Santa Chiesa doppo la persona dell’Arciduca, et in campo si dovran vedere gl’effetti.

Qui gl’affari di tutti son gravi et di molto incommodi et questo buon Prencipe è carico di spese et di guerra et di Corte, alloggiando tutte le genti di questi Prencipi, le quali son in grosso numero, et per me credo che le dovrà esser un grave colpo questo che le apportano questi Prencipi con danno anco delle Provincie.

Et perché V. S. Ill.ma può facilmente credere che di questi affari, incommodi et spese io ne ho anco più che la parte mia, ardisco di supplicarla di nuovo humilissimamente che si degni tener memoria di farmi gratia che mi sian saldati et ricompensati que’ conti Camerali, havuta consideratione alle fattiche et spese di quel negotio d’armi et a tant’altre ch’io ho fatto per dieci anni continuamente, per il qual medesimo effetto invio a V. S. Ill.ma copia d’una lettera del Sig. Cardinale San Giorgio scrittami per ordine di N. S. questo verno2, quando fui mandato da S. B.ne alla maggior parte de Prencipi di Germania per occasione della perdita di Canisa, nella quale mi fu promessa ricompensa et aiuto per le spese passate et per quelle ch’io doveva all’hor fare; et posso aggiungere a V. S. Ill.ma che in quell’occasione mi convenne pigliar buone somme di danari et lettere di cambio per migliara de scudi. Hor non posso credere che mi manchi altro che la benigna gratia, protettione et auttorità di V. S. Ill.ma, alla quale humilissimamente raccomando me medesimo et tutte le cose mie, le quali infine si hanno a spendere quali et quante elle saranno ad ogni cenno et commando di V. S. Ill.ma … a


Fußnoten

  • 1 Beilage dieser Nr. 
  • 2 Vermutlich handelt es sich um die Weisung San Giorgios vom 25. November 1600: Nr. 174.3. Vgl. u.a. Nr. 96.3, 122.2, 129.1, 132.1, 132.2, 138.4, 140.3, 143.2, 150.1, 189.1, 209.3, 227.2, 246.2. 
  • a Dorsalvermerk des Staatssekretariates, fol. 91v: L’ultimo capitolo con il [Commissario] della Camera.